Sanzioni degli Stati Uniti contro la Corea del Nord

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 17:02 in Corea del Nord USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni ai danni di 6 società cinesi e britanniche e 4 navi accusate di aver effettuato esportazioni illecite di carbone nordcoreano. 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha vietato le esportazioni di carbone nordcoreano nel 2017, aumentando la pressione sulla Corea del Nord, nel tentativo di soffocare i finanziamenti per i programmi nucleari e missilistici balistici di Pyongyang. La Corea del Nord “continua ad aggirare il divieto delle Nazioni Unite sull’esportazione di carbone, un generatore di entrate chiave che aiuta a finanziare i suoi programmi di armi di distruzione di massa”, secondo il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin. “Il regime nordcoreano utilizza spesso il lavoro forzato dei campi di prigionia nelle sue industrie minerarie, compresa quella del carbone, sfruttando la sua stessa gente per portare avanti i suoi programmi bellici illeciti”, ha aggiunto.

La mossa degli Stati Uniti congela tutti i beni statunitensi di coloro che sono stati sanzionati e generalmente impedisce ai cittadini degli USA di trattare con loro. A tale riguardo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che Pechino ha adempiuto ai suoi obblighi internazionali e si è opposta ai Paesi che attuano sanzioni unilaterali contro le società cinesi. “La Cina continuerà a proteggere fermamente i diritti e gli interessi legittimi e legali delle società e degli individui cinesi”, ha dichiarato Zhao in una conferenza stampa, il 9 dicembre. Le navi inserite nella lista nera – Calm Bridge, Asia Bridge, Lucky Star e Star 18 – sono state accusate di aver caricato carbone direttamente dai porti nordcoreani e trasportato il loro carico in tutta la regione, secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Le società sanzionate sono compagnie di navigazione cinesi e britanniche. 

Il più eclatante progresso diplomatico tra USA e Corea del Nord si è verificato il 12 giugno 2018, quando per la prima volta, il presidente statunitense aveva incontrato il suo omologo nordcoreano, Kim Jong Un a Singapore. I due leader avevano concordato una reciproca collaborazione che prevedeva, da un lato, il progressivo smantellamento del programma nucleare nordcoreano e, dall’altro, la rimozione delle sanzioni internazionali che pesano su Pyongyang. Tuttavia, il successivo 28 febbraio 2019, durante il loro secondo incontro ad Hanoi, in Vietnam, i colloqui tra le parti si erano inaspettatamente interrotti a causa di un disaccordo sulle sanzioni che aveva portato alla brusca conclusione dell’evento. Dopo qualche mese di stallo, Kim e Trump si erano nuovamente visti nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree, il 30 giugno 2019, quando il presidente americano era simbolicamente entrato in Corea del Nord.  Da allora, tentativi di dialogo bilaterale erano ripresi il 5 ottobre dello stesso anno per poi interrompersi nuovamente e, da allora, sono stati incerti.

Lo scorso 21 gennaio, però, il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ju Yong Chol, aveva affermato che, negli ultimi due anni, mentre il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste statunitensi, in risposta, gli USA avevano condotto esercitazioni militari con la Corea del Sud e insistito con il mantenimento di sanzioni volte, a sua detta, a bloccare lo sviluppo del Paese, ostacolando anche il suo sistema politico. Da allora, la Corea del Nord ha affermato di non ritenersi più vincolata a nessun accordo con Washington e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020. Lo scorso 7 luglio, un inviato degli Stati Uniti si è recato in Corea del Sud nel tentativo di avviare nuovi colloqui con la Corea del Nord ma, poche ore prima di un ipotetico incontro con una delegazione, Pyongyang ha affermato di non aver intenzione di dialogare con i rappresentanti statunitensi.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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