NATO-Russia: riduzione del rischio militare in Europa

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 10:10 in Europa NATO

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L’European Leadership Network (ELN), un centro di ricerca con sede a Londra che si occupa di difesa e sicurezza in Europa, ha sponsorizzato una serie di discussioni su come la NATO e la Russia potrebbero ridurre il rischio di un conflitto militare involontario.

Gli esperti dell’ELN, Sergey Rogov e Alexey Gromyko, hanno guidato il forum. Le raccomandazioni emerse da queste discussioni sono state firmate da 145 persone provenienti da 20 Paesi, tra cui 48 membri della rete ELN. Queste hanno invitato i leader di Stati Uniti, Russia ed Europa a dimostrare la volontà politica necessaria per intraprendere una serie di azioni urgenti al fine di ridurre i rischi di conflitti militari. Secondo quanto emerso, negli ultimi anni, l’equilibrio della sicurezza in Europa ha raggiunto il minimo storico dalla fine della Guerra Fredda. Le forze militari transatlantiche e russe attualmente operano in prossimità molto più ravvicinate rispetto a pochi anni fa, le precedenti linee di comunicazione NATO-Russia si sono interrotte e il sistema di controllo degli armamenti nucleari si sta rapidamente deteriorando.

Secondo quanto raccomandato dal gruppo di esperti, il dialogo politico tra le due parti dovrebbe essere rivitalizzato tramite gli ambasciatori nel Consiglio NATO-Russia e, in caso, dovrebbe includere rapporti di esperti militari. Nel contesto del progetto NATO 2030, la Russia e gli Stati membri dell’Alleanza dovrebbero analizzare le relazioni tra di loro al fine di sviluppare il dialogo militare, in modo tale da aumentare la prevedibilità e ridurre il rischio di incidenti militari in mare, in aria e sulla terraferma. Nonostante le raccomandazioni proposte dal documento siano state sviluppate principalmente per il canale NATO-Russia, alcune di esse potrebbero essere aperte alla partecipazione di altri Paesi, come la Svezia e la Finlandia nelle regioni del Baltico e dell’Alto Nord, e l’Ucraina e la Georgia nella regione del Mar Nero.

Sotto raccomandazione della task force, queste ulteriori misure di riduzione del rischio di conflitto militare potrebbero essere incorporate come protocolli aggiuntivi o allegati alla Legge Costitutiva delle Relazioni tra NATO e Russia del 1997. In alternativa, le due parti potrebbero concordare l’elaborazione di un nuovo codice di condotta per la sicurezza europea, il quale potrebbe coinvolgere anche altri Stati europei al di fuori della NATO e della Russia.

Gli esperti hanno consigliato alle due parti interessate di sviluppare un insieme di regole comuni che definiscano le distanze minime tra gli aerei militari e le navi, nonché le procedure standardizzate per l’interazione degli equipaggi e la riduzione degli incidenti militari. A tal fine, potrebbero riprendere il lavoro congiunto nell’ambito della Cooperative Airspace Initiative (CAI), una risoluzione, attualmente sospesa, che aveva tra i suoi fini il rafforzamento delle misure di fiducia lungo la linea di contatto aerea NATO-Russia. Inoltre, secondo le raccomandazioni, le due fazioni dovrebbero anche condurre esercitazioni comuni di addestramento del personale per prepararsi alla riduzione dell’escalation, creare meccanismi di de-conflitto, e stabilire un meccanismo congiunto simile a quello costruito dalla Russia e dagli Stati Uniti in Siria.

Per quanto riguarda le esercitazioni militari, il rapporto esorta i Paesi ad eseguirle in maniera responsabile e non provocatoria. In particolare, le “esercitazioni a scatto”, che continuano ad essere fonte di tensione e non sono soggette a notifica preventiva, dovrebbero essere coordinate secondo un regime di reciproca trasparenza tra la Russia e la NATO. Una possibilità è quella di sviluppare un sistema di “notifiche silenziose”, ad esempio fornendo un preavviso confidenziale ad alto livello all’altra parte, tuttavia senza comunicarlo alle truppe che partecipano alle esercitazioni. Un canale appropriato per questo tipo di scambio di informazioni reciproco potrebbe collegare il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa e il Comandante Supremo Alleato della NATO.

In aggiunta, Russia e Stati Uniti e NATO, stando alle raccomandazioni del documento, dovrebbero tenere consultazioni sulla difesa missilistica in Europa, con il fine ultimo di raggiungere un alto livello di fiducia e trasparenza. Tale obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso un confronto annuale sui piani decennali per lo sviluppo della difesa missilistica in Europa e la creazione e di un centro di condivisione di dati.

In conclusione, il rapporto ha sollecitato il mantenimento del Trattato sui Cieli Aperti entrato in vigore nel 2002, in quanto si tratta di uno dei pochi strumenti di trasparenza rimasti per promuovere la creazione di un clima di fiducia tra gli Stati firmatari nell’area paneuropea. Le parti dovrebbero concentrarsi sulle conseguenze del recente ritiro dal trattato degli Stati Uniti per i restanti 33 Stati firmatari, ed inoltre valutare un eventuale rientro.

di Redazione

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