L’Italia si prepara al prossimo Consiglio Europeo

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 15:56 in Europa Italia

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Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ha riferito alla Camera in vista della partecipazione dell’Italia al prossimo Consiglio Europeo del 10 e 11 dicembre. 

Secondo il premier, l’appuntamento europeo del 10 e 11 dicembre presenta un’agenda densa di temi di elevata priorità per l’Unione Europea, sia per quanto riguarda la sua coesione, prosperità e stabilità, sia per quanto attiene al suo ruolo di attore globale. Il tema centrale rimane la lotta alla pandemia da Covid, su cui è fondamentale che, da parte europea, provenga un chiaro segnale di coesione. Nell’intervento, Conte ha affermato che il Consiglio Europeo è orientato a dare impulso al mutuo riconoscimento dei test e a un efficace coordinamento sui vaccini, con particolare riguardo alla loro distribuzione. Solo una risposta internazionale ed europea può del resto consentire di superare la pandemia, obiettivo cui l’Italia lavora intensamente anche nella prospettiva del Global Health Summit, che lo ricordo ospiteremo il 21 maggio 2021 qua a Roma, nel quadro della Presidenza italiana del G20.

Inoltre, il premier ha ricordato che la dimensione sanitaria della risposta europea alla pandemia deve essere costantemente accompagnata da quella economica e sociale. “Rimane urgente, a tale scopo, una soluzione che, dando attuazione all’accordo raggiunto in seno al Consiglio Europeo del 21 luglio scorso, superi il veto ungherese e polacco e consenta quindi il tempestivo avvio di Next Generation EU e del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale”, ha dichiarato Conte. Il presidente del Consiglio ha quindi affermato che sottolineerà l’esigenza che l’ambizioso programma di investimenti e riforme, finanziato con il debito comune, possa essere avviato nel più breve tempo possibile. “I cittadini dei 27 Stati membri non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto sull’adozione di strumenti centrali per la ripresa sociale ed economica del continente e che rappresentano un profondo – aggiungo irreversibile – cambiamento di paradigma nelle politiche economiche dell’Unione”, ha aggiunto il premier.

Secondo Conte, la crisi pandemica ha rappresentato la prima occasione in cui l’Unione Europea si è fatta promotrice di politiche espansive, finanziate da “strumenti di debito autenticamente europeo” e orientate al raggiungimento di strategie condivise e obiettivi comuni. “È una risposta radicalmente diversa rispetto a quella posta in essere in passato, quando, di fronte ad altre crisi – come quella del 2011 – si adottarono scelte ancora fondate su una logica di austerità, ispirate al prioritario criterio del contenimento del debito”, ha aggiunto il premier italiano. Questo ha poi sottolineato come tali scelte si erano rivelate inadeguate a ricondurre i Paesi europei all’interno di una prospettiva di autentica ripresa e di sviluppo. “Continuiamo dunque a sostenere gli sforzi della Presidenza tedesca di turno del Consiglio dell’Unione europea e della Presidente della Commissione europea, rivolti ad una soluzione rapida di questa situazione di stallo, causata – come ho ricordato – dal veto posto da Ungheria e Polonia”, ha ribadito Conte. 

In aggiunta, il premier ha sottolineato che l’11 dicembre si terrà il Vertice-Euro, in cui si discuterà il pacchetto di riforme approvato dall’Eurogruppo lo scorso 30 novembre. Questo si basa su 3 elementi: la riforma del trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); la decisione sull’introduzione anticipata del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico (il cosiddetto “Common Backstop”); l’accordo sulla valutazione della riduzione dei rischi nell’Unione Bancaria. Come noto, la riforma del MES, approdata sul tavolo dell’Euro-Summit nel dicembre 2019, incorporava l’introduzione del backstop comune al Fondo di Risoluzione Unico (FRU) a partire dal 2024. In tale contesto, il governo italiano ha agito per ottenere l’introduzione anticipata di tale meccanismo, sul presupposto di rispettare alcuni obiettivi di riduzione del rischio bancario. Secondo il premier, è stato importante procedere in questa direzione, poiché il FRU e il meccanismo di backstop rappresentano una forma essenziale di condivisione dei rischi a livello dell’Unione Economica e Monetaria, che è un obiettivo cardine per l’Italia. 

Conte ha poi parlato di MES, affermando che la struttura e funzione del MES devono essere riconsiderate, affinché sia trasformato in uno strumento completamente diverso. L’Italia – nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Unione europea – si farà promotrice di una “proposta innovatrice” a tale riguardo, che porti a superare la sua natura di accordo intergovernativo, legato a un paradigma considerato dal premier ormai “obsoleto rispetto alle sfide che abbiamo davanti”. L’obiettivo è quello di integrare il “nuovo” MES nel quadro dell’intera architettura europea, anche al fine di assicurare un maggiore raccordo con le Istituzioni dell’Unione, che certamente offrono maggiori garanzie di trasparenza e di democraticità. Il modello al quale Conte ritiene che sia importante ispirarsi nel costruire – a livello europeo – gli strumenti di politica economica del futuro è certamente il Next Generation EU. 

 

 

Successivamente, il premier ha messo l’accento sull’importanza del Green Deal europeo, al quale la Commissione lavora già dalla fase precedente alla pandemia e che impone un consenso pieno sul livello di ambizione dell’Unione in materia di cambiamento climatico e sulle modalità per realizzarlo.  È una priorità che l’Italia intende perseguire anche nella prospettiva della COP26, ospitata dalla Gran Bretagna con la partnership dell’Italia. “Avremo la responsabilità del più grande evento che esiste in materia di ambiente e clima”, ha affermato Conte. “È per noi essenziale che questo obiettivo sia accompagnato dal riconoscimento, anche finanziario, degli sforzi già sostenuti in questi anni da alcuni Paesi – fra cui l’Italia – per avanzare verso i target climatici, oltre che da una concreta attenzione europea, anche in termini di incentivi, ai costi sociali ed economici della transizione verde”, ha aggiunto. 

Il Consiglio Europeo, inoltre, dovrebbe adottare conclusioni anche in tema di sicurezza, in particolare con l’obiettivo di intensificare, a seguito dei recenti attentati in Francia e in Austria, la cooperazione intra-europea nella prevenzione e nel contrasto al terrorismo. “L’Italia è naturalmente concorde e impegnata al riguardo e condivide l’obiettivo di una migliore collaborazione in ambito europeo tra autorità di polizia e agenzie di intelligence”, ha affermato Conte. “Il nostro Paese concorda inoltre con l’azione continentale di prevenzione e di contrasto alla radicalizzazione, anche attraverso la rimozione dei contenuti terroristici in rete”, ha aggiunto. Tuttavia, il premier ha sottolineato che considera inappropriato il nesso politico tra Schengen e migrazione, riproposto recentemente nel dibattito europeo in materia di sicurezza.

Infine, in tema di relazioni esterne, il Consiglio Europeo esaminerà diverse questioni di grande importanza, a partire da quella turca. Sulla scorta delle Conclusioni del Consiglio Europeo straordinario dell’1 e 2 ottobre e del Consiglio ordinario del 15 e del 16 ottobre, anche tenendo conto degli sviluppi degli ultimi due mesi, l’Italia sarà chiamata a valutare i rapporti con Ankara e le prospettive future. “Ritengo innanzitutto essenziale che l’Unione Europea parli con una sola voce: unita, solidale e credibile”, ha affermato Conte. “I segnali verso Ankara dovranno essere chiari, e dovranno cercare di non innescare dinamiche di escalation che non vogliamo. Occorre infatti mantenere una finestra di opportunità per favorire un’agenda positiva, giacché alimentare tensioni non è nell’interesse europeo, a maggior ragione nei confronti di un Paese alleato NATO”, ha aggiunto.

Sempre in tema di relazioni esterne, le conclusioni del Consiglio Europeo prenderanno atto di una discussione sui rapporti transatlantici, nella prospettiva di imprimere slancio, con l’avvento dell’amministrazione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, alla collaborazione tra Unione Europea e Stati Uniti. Roma si aspetta che Biden – come confermato nel corso di una conversazione telefonica – avrà un approccio molto positivo al multilateralismo e ai rapporti transatlantici, considerando l’Europa come un asset per gli stessi Stati Uniti. Starà comunque all’Unione Europea proporre e alimentare un indirizzo politico e un’agenda di lavoro che possano intercettare le priorità statunitensi, secondo Conte. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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