Emirati Arabi Uniti: il vaccino cinese anti-Covid efficace all’86%

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 12:06 in Cina Emirati Arabi Uniti

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno registrato un vaccino sperimentale cinese contro il Covid-19, dopo che studi condotti nel Paese hanno mostrato una sua efficacia dell’86%.

Il vaccino in questione è stato sviluppato dall’azienda cinese Sinopharm e, nello specifico, dal Beijing Institute of Biological Product, unità del China National Biotec Group (CNBG) di Sinopharm. I test di fase tre avevano avuto inizio negli UAE nel mese di luglio scorso, mentre già a settembre Abu Dhabi aveva approvato il siero per l’uso d’emergenza per alcune categorie specifiche, tra cui gli operatori sanitari “esposti in prima linea” nella lotta contro la pandemia di Coronavirus, ottenendo i primi risultati positivi. Secondo quanto riferito dalle autorità di Abu Dhabi, la campagna “For Humanity” per la terza fase di sperimentazione è riuscita ad attrarre 31.000 volontari, residenti negli Emirati Arabi Uniti.  

Ora, stando a quanto riferito dal Ministero della Salute emiratino mercoledì 9 dicembre, l’analisi condotta ha mostrato “il 99% del tasso di sieroconversione”, ovvero il 99% dei partecipanti alla sperimentazione ha sviluppato anticorpi contro il coronavirus, mentre è stato altresì dimostrato “il 100% di efficacia nel prevenire casi moderati e gravi di malattia”. Al contempo, riporta il Ministero, non vi sono particolari preoccupazioni in materia di sicurezza del vaccino.

Si tratta del primo vaccino cinese ad essere ufficialmente approvato per uso generale da un governo, e ciò ha spinto anche altri Paesi del mondo arabo, tra cui il Marocco, a riporre speranze in Sinopharm, ordinando già 10 milioni di dosi. La mossa del Ministero della Salute emiratino di registrare ufficialmente il vaccino della compagnia cinese “è la continuazione di un processo che mira a proteggere tutti i residenti del Paese e ad aprire la strada alla futura ripresa dell’economia”, è stato riportato dall’agenzia di stampa ufficiale emiratina.

Nel nuovo vaccino l’agente patogeno è indebolito per l’uso sugli esseri umani e si richiede la somministrazione di due dosi. Il suo tasso di efficacia, sebbene inferiore a quello dei due vaccini sviluppati da BioNTech-Pfizer e da Moderna, pari rispettivamente al 95% e al 94.5%, è superiore al tasso di AstraZeneca, pari al 70%. Inoltre, la percentuale registrata è maggiore al 50%, ovvero alla soglia di accettabilità stabilita dagli scienziati a livello internazionale. Non da ultimo, il vaccino di Sinopharm può essere conservato a temperature di frigorifero regolari, a differenza di quello di BioNTech/ Pfizer, e ciò lo rende motivo di interesse soprattutto per i Paesi in via di sviluppo.

Nonostante i diversi aspetti positivi del vaccino cinese, l’azienda Sinopharm non ha ancora commentato la mossa emiratina del 9 dicembre, mentre i dati della fase tre di sperimentazione non sono stati ancora diffusi dalle autorità di Abu Dhabi. In particolare, non si è a conoscenza degli effetti collaterali identificati, del numero di volontari che hanno avuto sintomi e a quanti partecipanti è stato somministrato il vaccino e a quanti il placebo. Nel frattempo, le sperimentazioni, giunte alla medesima fase, sono ancora in corso in Egitto, Giordania e Bahrein.

Abu Dhabi aveva precedentemente riferito di essere alla ricerca di volontari per testare anche il vaccino russo Sputnik V. La mobilitazione del Paese del Golfo deriva da una recente impennata nel numero dei contagi da Covid-19. In particolare, gli UAE sono passati da poche centinaia di nuovi contagi giornalieri ad agosto a oltre 1.200 al giorno a novembre. In totale, su una popolazione di circa 9 milioni di abitanti, negli Emirati sono stati registrati quasi 178.837 casi positivi al coronavirus dall’inizio della pandemia e 596 decessi.

Il vaccino approvato il 9 dicembre negli UAE è uno dei due sviluppati da Sinopharm, a cui è stato concesso lo status di utilizzo di emergenza in Cina. Sinopharm ha dichiarato, a fine novembre, di aver richiesto l’approvazione finale alle autorità di regolamentazione cinesi, mentre i funzionari di Sinopharm si sono più volte detti ottimisti sulle prestazioni del vaccino. Il presidente della società, Liu Jingzhen, ha riferito che su 56.000 persone a cui è stato somministrato un vaccino Sinopharm prima di viaggiare all’estero, nessuna è poi risultata positiva. Parallelamente, 81 dei 99 dipendenti nell’ufficio di Huawei in Messico sono stati vaccinati e non hanno contratto il coronavirus, mentre 10 dei dipendenti non vaccinati hanno contratto il Covid-19.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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