Conflitto in Libia: anche l’Iran potrebbe aver partecipato

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 19:29 in Iran Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha riferito al Consiglio di Sicurezza che immagini di missili anticarro in Libia hanno rivelato la possibile presenza di armamenti di fabbricazione iraniana nel Paese Nord-africano.

Le dichiarazioni di Guterres sono giunte il 7 dicembre, nel corso della sua relazione semestrale al Consiglio dell’Onu, durante la quale è stato fatto riferimento a immagini che ritraggono quattro missili guidati anticarro, e di questi uno ha caratteristiche simili al missile Dehlavieh di fabbricazione iraniana. Tuttavia, è stato specificato dal Segretario dell’Onu, non è stato possibile verificare con certezza se tale missile fosse stato effettivamente inviato in Libia violando le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro l’Iran con la risoluzione 2231 del 2015, né è presente una data che indichi la data di fabbricazione dell’armamento.

Il Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri, ha vietato l’esportazione di armi da parte dell’Iran nel 2007. Il blocco stabilito nella risoluzione 2231 è, invece, da inserirsi nel quadro dell’accordo sul nucleare iraniano, siglato il 14 luglio 2015, e, secondo quanto sancito dal patto stesso, a partire dal 18 ottobre scorso, le restrizioni sono state revocate. Israele è stato tra i Paesi a puntare il dito contro Teheran, presentando al Consiglio di Sicurezza le immagini dei missili guidati anticarro in Libia, nel mese di maggio scorso. Tali foto sarebbero state scattate nel mese di novembre 2019 e, a detta di Israele, le armi iraniane erano state utilizzate da milizie legate all’Esercito nazionale libico (LNA) di Khalifa Haftar, impegnato a combattere contro le forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). L’Iran, da parte sua, ha scritto a Guterres, affermando come le accuse israeliane fossero “totalmente infondate”.

Anche la Libia è soggetta a un embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite dal 2011. In un estratto di un rapporto provvisorio riservato, presentato ad agosto al comitato per le sanzioni sulla Libia del Consiglio di sicurezza, visionato dall’agenzia Reuters l’8 dicembre, gli esperti hanno affermato che le immagini tratte dai social media nel novembre 2019 mostrano quello che è “quasi certamente un sistema missilistico guidato anticarro Dehlavieh, fabbricato in Iran”, ma di cui era in possesso un gruppo armato affiliato al GNA. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, si è trattato, pertanto, di una violazione dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite, ma non è stato precisato chi ha inviato il suddetto sistema missilistico nel Paese Nord-africano.

A seguito della Conferenza di Berlino, svoltasi il 19 gennaio 2020, i partecipanti, oltre a concordare tre strade da seguire per riportare stabilità in Libia, avevano ribadito la necessità di porre fine al traffico bellico e l’importanza di preferire una soluzione politica a quella militare. A seguito del meeting, nella sera dell’11 febbraio, il Consiglio di Sicurezza ha adottato, con una maggioranza pari a 14 voti, una risoluzione congiunta tedesco-britannica che ha esteso fino al 30 aprile 2021 l’embargo sulle armi in Libia, accanto ad altre misure relative a petrolio, divieti di trasferimento di merci e persone e congelamento di beni. La risoluzione, inoltre, ha imposto, agli esperti delle Nazioni Unite incaricati, di monitorare l’applicazione delle sanzioni e di presentare relazioni su ogni attività relativa alle operazioni di import ed export illegali, soprattutto di petrolio, greggio e prodotti petroliferi raffinati. La Russia si è astenuta dal voto di tale risoluzione.

In precedenza, il 15 giugno 2018, il Consiglio di Sicurezza aveva approvato la Risoluzione 2420, con cui le Risoluzioni 2292, del 2016, e 2357, del 2017, riguardanti la rigorosa applicazione dell’embargo sulle armi, sarebbero state prolungate per ulteriori 12 mesi. Successivamente, il 10 giugno 2019, il Consiglio ha adottato all’unanimità una risoluzione che ha esteso l’embargo sulle armi in Libia per un altro anno. Con questa decisione, l’Onu ha altresì autorizzato gli Stati membri e le organizzazioni regionali ad ispezionare le navi in mare aperto, sia destinate sia provenienti dalla Libia, nel caso in cui vi siano motivi ragionevoli per pensare che stiano trasportando armi, violando le sanzioni internazionali imposte sul Paese.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.