Brexit: Johnson vola a Bruxelles per incontro con la von der Leyen

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 19:03 in Europa UK

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Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha avvertito l’Unione Europea, mercoledì 9 dicembre, dichiarando che, se vuole che un accordo commerciale sulla Brexit ci sia, deve ritirare tutte le richieste considerate “inaccettabili” da Londra. L’appello del premier giunge mentre è in viaggio verso Bruxelles per colloqui con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante una cena fissata alle 19:30, ora locale.

Entrambe le parti considerano l’incontro come un’opportunità per sbloccare i negoziati commerciali, attualmente in fase di stallo, ma riconoscono che potrebbe non esserci alcun accordo quando la Gran Bretagna lascerà ufficialmente l’orbita dell’UE, il 31 dicembre 2020. Johnson ha detto che Bruxelles ha chiesto al Regno Unito di conformarsi alle nuove leggi dell’UE in futuro, altrimenti verrebbe automaticamente punita, e di rinunciare al controllo sovrano sulle acque di pesca britanniche. “Non credo che questi siano termini che un primo ministro di questo Paese dovrebbe accettare”, ha affermato Johnson davanti al parlamento britannico tra gli applausi dei legislatori del partito conservatore. Il premier ha sottolineato che “un buon affare” potrebbe ancora essere fatto se l’UE decidesse di abbandonare le sue richieste. “La Gran Bretagna”, ha ribadito ancora una volta il primo ministro, “prospererà con o senza un accordo commerciale”. Una fonte del governo britannico ha rivelato che un accordo potrebbe non esserci. Un funzionario francese, intervistato dall’agenzia di stampa Reuters, ma rimasto anonimo per motivi di privacy, ha detto: “Le probabilità di un no-deal sono in aumento”.

Il Regno Unito ha formalmente lasciato l’UE il 31 gennaio, ma, da allora, si trova in una fase di transizione durante la quale continua a rimanere nel mercato unico europeo e nell’unione doganale, il che significa che le norme su commercio, viaggi e affari rimangono ancora le stesse. Questo sistema terminerà il 31 dicembre. Se entro tale data non ci sarà alcun accordo per proteggere gli scambi commerciali bilaterali tra Gran Bretagna e Unione, dal valore di circa 1 trilione di dollari, le imprese di entrambe le parti potrebbero risentire dei dazi e delle quote che verrebbero reintrodotte. Il mancato accordo, secondo gli esperti, potrebbe poi ingarbugliare i confini, sconvolgere i mercati finanziari e seminare il caos nelle catene di approvvigionamento proprio nel momento in cui il mondo si appresta a subire le conseguenze economiche derivanti dalla pandemia di COVID-19.

Johnson, dal canto suo, ha descritto la Brexit come un’opportunità per dare alla Gran Bretagna un’economia completamente indipendente e più agile. Le potenze dell’UE, invece, temono che Londra possa cercare di garantirsi il massimo dei vantaggi dall’uscita, guadagnando l’accesso preferenziale ai mercati dell’UE con la possibilità, al contempo, di stabilire le proprie regole. La cancelliera tedesca Angela Merkel, uno dei leader più influenti dell’Unione, ha affermato che l’integrità del mercato interno europeo deve essere una condizione da preservare a tutti i costi.“Se ci sono condizioni da parte britannica che non possiamo accettare, siamo pronti a percorrere una strada senza accordo”, ha dichiarato davanti al Parlamento tedesco.

I principali punti critici sulla Brexit riguardano i diritti di pesca nelle acque al confine, la definizione di meccanismi di concorrenza leale per le aziende di entrambe le parti e dei modi per risolvere le future controversie. “Non ci speriamo troppo”, ha detto il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney, aggiungendo: “Il fallimento è una possibilità concreta”. 

La Gran Bretagna ha dichiarato, martedì 8 dicembre, di aver concluso un accordo con l’UE su come gestire il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord e ha affermato che abbandonerà le clausole nella bozza di legislazione nazionale che avrebbero violato l’accordo di ritiro dall’Unione già sottoscritto a gennaio. Michael Gove, uno degli alti ministri di Johnson, ha affermato che l’intesa ha aperto “un percorso più agevole” verso un accordo commerciale. “Tuttavia, se un accordo commerciale non viene concluso, il ministro delle Finanze, Rishi Sunak, prenderà provvedimenti per garantire che le imprese britanniche siano competitive”, ha puntualizzato Gove. “Alla luce di queste soluzioni reciprocamente concordate, il Regno Unito ritirerà le clausole 44, 45 e 47 del disegno di legge sul mercato interno del Regno Unito e non introdurrà disposizioni simili nel disegno di legge sulla tassazione”, ha successivamente confermato una nota della Commissione europea.

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Chiara Gentili

di Redazione

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