Berlino ferma acquisizioni cinesi di aziende tedesche per motivi di sicurezza

Pubblicato il 9 dicembre 2020 alle 10:27 in Cina Germania

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La Germania ha bloccato l’acquisizione dell’azienda tedesca IMST, una società di tecnologia satellitare e radar, da parte di una sussidiaria della China Aerospace and Industry Group (CASIC), un’azienda statale cinese, l’8 dicembre, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

Secondo quanto riportano i documenti governativi che hanno impedito l’acquisizione e che sono stati visionati da Reuters l’8 dicembre, per Berlino, l’azienda IMST è un importante fornitore di comunicazioni via satellite, tecnologia radar e radio e il suo “know-how” è fondamentale per la sicurezza nazionale. Il governo tedesco avrebbe investito centinaia di milioni di euro in acquisti dalla IMST che avrebbe più di 100 impiegati e un volume d’affari di 13 milioni di euro annui.Le competenze dell’azienda sarebbero altresì fondamentali per la Germania per quanto riguarda la costruzione futura di infrastrutture fondamentali, quali le sue reti 5G e 6G. Oltre alle motivazioni elencate, la IMST è altresì un importante partner del German Aerospace Center (DLR), l’agenzia spaziale tedesca e un fornitore delle forze armate della Repubblica Federale di Germania, Bundeswehr.

Una portavoce del Ministero dell’Economia tedesco non ha rilasciato commenti per quanto riguarda i nomi delle aziende coinvolte nella vicenda, ma ha affermato che vi è stato un incontro a porte chiuse del Ministero per analizzare e bloccare investimenti esteri da parte di investitori non europei, in quanto questi avrebbero potuto porre una minaccia alla sicurezza nazionale.

Da parte sua, la Cina ha commentato la vicenda tramite una dichiarazione scritta del proprio Ministero Affari Esteri, riportata da Reuters, affermando che Pechino non sarebbe a conoscenza dei fatti e aggiungendo che il governo cinese ha sempre incoraggiato le proprie aziende a sostenere legami di cooperazione in quegli investimenti all’estero che siano reciprocamente vantaggiosi. Nel testo, la Cina ha anche espresso la speranza che Paesi come la Germania forniscano alle aziende cinesi che operano regolarmente un ambiente di mercato aperto e non discriminatorio e che non utilizzino la “sicurezza nazionale” come pretesto per adottare posizioni protezioniste.

Già il 2 dicembre scorso, la versione in lingua cinese di Deutsche Welle aveva riportato il blocco della vendita di IMST da parte del governo tedesco, specificando che la CASIC avesse stabilito un’apposita sussidiaria in Germania per l’acquisizione, ovvero la EMST GmbH. Secondo valutazioni del Ministero dell’Economia di Berlino citate dalla testata tedesca, la CASIC sarebbe un’azienda che intrattiene legami con il settore militare cinese e, per questo, se acquisisse IMST le tecnologie dell’azienda potrebbero contribuire a potenziare gli armamenti cinesi e la renderebbero un partner meno affidabile per le entità tedesche con cui intrattiene importanti legami.

In base alla cosiddetta “Legge economica per l’estero”, adottata per la prima volta nel 2009 ed emendata poi nel 2017, il governo di Berlino può vagliare fusioni e acquisizioni di compagnie straniere che ritiene possano danneggiare la sicurezza nazionale. Nel 2017, la Germania ha abbassato la soglia minima per vagliare e persino bloccare gli acquisti di partecipazioni in aziende tedesche da parte di soggetti non-europei per respingere tentativi di acquisizione indesiderati e, secondo più fonti, soprattutto da parte di investitori cinesi in aree strategiche sostenuti dalle autorità di Pechino. In base alle modifiche del 2017, Berlino può intervenire su fusioni e acquisizioni se un investitore non europeo acquista dal 10% in su di un’azienda, in precedenza tale limite era posto al 25%.

In tale quadro, il blocco della partecipazione della sussidiaria di CASIC a IMST è stato l’ultimo di una serie di casi analoghi tra i quali, nel 2018, vi è stato quello del tentativo di partecipazione della State Grid Corporation of China nell’operatore della rete elettrica 50Hertz e dell’azienda manifatturiera Leifeld da parte della cinese Yantai Taihai. Lo scorso agosto, poi, il governo tedesco ha altresì respinto la proposta d’acquisto della tedesca PPM Pure Metals da dell’azienda cinese Vital Materials Co citando preoccupazioni riguardo le vendite di PPM Pure Materials all’Esercito tedesco.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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