Yemen: gli USA sanzionano “l’ambasciatore dell’Iran presso gli Houthi”

Pubblicato il 8 dicembre 2020 alle 20:20 in Iran USA e Canada Yemen

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato, l’8 dicembre, che Washington ha imposto sanzioni per accuse di terrorismo contro l’inviato dell’Iran presso il gruppo dei ribelli sciiti Houthi in Yemen, Hasan Irlu, nei confronti dell’università iraniana  Al-Mustafa International University e contro un cittadino pakistano residente in Iran, Yousef Ali Muraj.

Per quanto riguarda Irlu, gli USA ritengono che le ultime attività dell’uomo in territorio yemenita abbiano dimostrano l’intenzione di Teheran di intensificare il sostegno fornito agli Houthi, interferendo così con i tentativi di risoluzione del conflitto. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha identificato Irlu come un funzionario della Quds Force iraniana, il ramo del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica che opera all’estero, e come un elemento centrale per gli sforzi di Teheran di ampliare il proprio potere in Yemen, Siria e in altri luoghi del Medio Oriente. In merito alla Al-Mustafa International University, Washington ritiene, invece, che l’istituzione starebbe utilizzando i propri 50 distaccamenti all’estero come piattaforma per raccogliere informazioni d’intelligence ed eseguire operazioni per conto della Quds Force. Infine, Muraj è stato accusato di aver sostenuto la stessa Quds Force nelle sue attività di reclutamento in Medio Oriente e negli USA.

Irlu, Muraj e la Al-Mustafa International University sono stati sanzionati in base all’Ordine esecutivo 13224 che consente a Washington di bloccare i beni di individui ed entità stranieri che commettono, o presentano un rischio significativo di commettere, atti di terrorismo. Dall’8 dicembre, tutte le proprietà che ricadono sotto la giurisdizione statunitense possedute dal 50% in su dai soggetti coinvolti saranno bloccate e i cittadini statunitensi non potranno avere a che fare con essi. Oltre a questo, qualsiasi banca straniera o individuo che fornisca sostegno materiale ai soggetti sanzionati rischierà di essere escluso dal sistema finanziario statunitense o potrà subire a sua volta un blocco delle proprietà.

Il segretario di Stato uscente degli USA, Mike Pompeo, ha rilasciato una dichiarazione in merito alle ultime sanzioni emesse da Washington e ha affermato che il sostegno iraniano agli Houthi alimenti il conflitto yemenita e intensifichi l’instabilità del Paese. Secondo Pompeo, inviando Irlu in Yemen la Quds Force avrebbe manifestato la propria intenzione di aumentare il sostegno fornito al gruppo di ribelli sciiti e avrebbe ulteriormente complicato gli sforzi internazionali per raggiungere una risoluzione negoziata al conflitto yemenita.

In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dalle Nazioni Unite come la peggior crisi umanitaria al mondo, dal 19 marzo 2015, quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a. Il presidente del governo legittimo, Rabbo Mansour Hadi, era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo, e poi in Arabia Saudita.

Hadi è sostenuto da una coalizione di Stati guidata dall’Arabia Saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, ed è stato riconosciuto anche dalla comunità internazionale come legittimo leader del Paese. La coalizione a suo sostegno comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah. Riad ha ripetutamente accusato Teheran di rifornire i ribelli Houthi con armi sofisticate ma, da parte sua, l’Iran ha sempre negato il proprio coinvolgimento.

Secondo quanto riferito da Reuters, la decisione di colpire Irlu sembrerebbe essere parzialmente un segnale diretto da Washington ai ribelli sciiti Houthi, in quanto, secondo alcune indiscrezioni, l’amministrazione del presidente uscente degli USA, Donald Trump, avrebbe valutato la possibilità di classificare il gruppo come organizzazione terroristica.

Al momento, le Nazioni Unite stanno cercando di mediare una soluzione politica tra le parti in conflitto e, secondo gli operatori umanitari in Yemen, se Washington designasse gli Houthi come organizzazione terroristica, oltre ad ostacolare i tentativi dell’Onu, potrebbe impedire ad aiuti vitali di raggiungere lo Yemen, dove oltre l’80% della popolazione ne necessita.

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Camilla Canestri

di Redazione

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