Romania: il primo ministro Orban si dimette

Pubblicato il 8 dicembre 2020 alle 19:00 in Europa Romania

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Il primo ministro della Romania, Ludovic Orban, ha rassegnato le proprie dimissioni, nella sera del 7 dicembre, dopo che il partito di centro-destra che guida, il Partito nazionale liberale, ha registrato una sconfitta alle ultime elezioni parlamentari del precedente 6 dicembre.

In una dichiarazione pubblica, Orban ha affermato: “la Romania ha bisogno di un governo responsabile che rappresenti il volere dei cittadini […] Con la mia decisione odierna voglio dimostrare chiaramente una cosa: non mi aggrapperò alla posizione di primo ministro”. Il ministro della Difesa del Paese, Nicolae Ciuca, assumerà la carica vacante fin quando non sarà formato un nuovo esecutivo.

Le ultime elezioni in Romania sono state caratterizzate da astensionismo, soltanto il 31.84% degli aventi diritto al voto si è presentato alle urne, rappresentando la percentuale più bassa di sempre nel Paese. I votanti hanno scelto il Partito social-democratico di centro-sinistra che ha ricevuto la maggioranza delle preferenze, ottenendo circa il 30% dei voti, seguito poi dal Partito nazionale liberale che ne ha ricevuti circa il 25% del totale.

Secondo quanto riferisce il New York Times, Orban si aspettava una vittoria alla tornata elettorale del 6 novembre, tant’è vero che, in tale giornata, aveva dichiarato che il suo partito sarebbe stato sia il vincitore morale, sia quello effettivo alla fine del conteggio dei voti. Se Orban avesse vinto, il Partito nazionale liberale, appoggiato, tra gli altri, dal presidente del Paese, Klaus Iohannis, avrebbe formato un governo con una coalizione di partiti di centro-destra nota con l’acronimo U.S.R.-PLUS, che ha ottenuto il 15% dei voti. Al momento, sembrerebbe che la coalizione in questione potrà comunque andare al governo ma, stavolta, Orban non ne sarà il primo ministro.

La perdita di popolarità del Partito nazionale liberale registrata alle votazioni del 6 dicembre sarebbe dovuta in parte alla gestione dell’emergenza determinata dalla diffusione del coronavirus nel Paese, dove i casi confermati hanno superato il totale di 500.000 e i decessi sono stati oltre 12.000. Il governo di Orban ha adottato misure estremamente rigide per bloccare l’epidemia.

L’ormai ex-premier della Romania aveva assunto la carica di primo ministro il 4 novembre 2019, in seguito ad un voto di sfiducia che aveva fatto cadere il governo guidato al tempo dai social-democratici, il cui leader, Liviu Dragnea, era stato incarcerato per abuso d’ufficio nello stesso anno.

Sempre nel 2019, poi, erano state indette elezioni presidenziali, che avevano confermato Iohannis capo di Stato per la seconda volta consecutiva. Il presidente del Paese aveva debuttato in politica per la prima voltanel 1990, ma non era apparso sulla scena nazionale prima del 2009. Nel 2014, cinque anni dopo la sua prima candidatura a livello nazionale, era stato eletto presidente della Romania ed è stato poi riconfermato nel 2019. L’attuale capo di Stato di Bucarest si batte per rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti ed è visto da molti cittadini rumeni quale rappresentazione di un nuovo concetto di politica, per più motivi, tra i quali l’impegno, preso in campagna elettorale, per afforzare le misure anticorruzione nel Paese, considerato uno dei più corrotti di Europa.

Secondo più osservatori, in Romania, le prossime settimane potrebbero provarsi particolarmente difficoltose per quanto riguarda la formazione di un nuovo esecutivo. I social-democratici hanno annunciato che cercheranno di formare un proprio governo con a capo l’attuale rappresentante del Paese all’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS), Alexandru Rafila, in veste di primo ministro. Secondo un professore di scienze politiche dell’Università di Bucarest, Claudiu Tufis, però, è probabile che il nuovo primo ministro sarà comunque scelto tra le fila del Partito nazionale liberale e, al momento, i nomi che sarebbero emersi, sono stati quelli di Ilie Bolojan, l’ex-sindaco della città Nord-orientale di Oradea, e Florin Citu, l’attuale ministro delle Finanze.

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Camilla Canestri

di Redazione

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