Kuwait: riconfermato il primo ministro dopo le elezioni

Pubblicato il 8 dicembre 2020 alle 11:29 in Kuwait Medio Oriente

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L’emiro del Kuwait, lo sceicco Nawaf al-Ahmad al-Sabah, ha riconfermato Sabah al-Khalid al-Sabah come primo ministro del Paese, l’8 dicembre. 

Lo sceicco Nawaf ha quindi incaricato Sabah di nominare i membri di un nuovo gabinetto. Questi dovranno poi ricevere l’approvazione dell’emiro, prima che il governo venga confermato. Il primo ministro è stato incaricato a seguito delle elezioni del 5 dicembre per rinnovare l’organo parlamentare monocamerale del Kuwait, ovvero l’Assemblea Nazionale. Come da prassi, dopo l’annuncio dei risultati, il 6 dicembre, il premier si era dimesso, nonostante avesse comunque ottenuto la maggioranza. Questo ha quindi ricevuto un nuovo incarico, l’8 dicembre. 

Tuttavia, le forze politiche antagoniste al primo ministro incaricato hanno registrato un largo consenso. Dei 50 seggi disponibili, 24 sono stati assegnati a candidati vicini o appartenenti all’opposizione che ha così guadagnato 16 posti in più rispetto alle precedenti votazioni del 26 novembre 2016. In Kuwait, essendo proibiti i partiti politici, la coalizione dell’opposizione, così come la maggioranza, sono formate per lo più da individui singoli e da blocchi parlamentari. L’esito generale ha favorito figure tribali e islamiste, il Movimento costituzionale islamico, il gruppo legato alla Fratellanza musulmana, ha ottenuto 3 sedute mentre i rappresentanti della minoranza sciita del Paese ne hanno ottenuti 6. In tutto, sarebbero, invece, 31 i candidati che prenderanno parte all’Assemblea Nazionale per la prima volta. 

In Kuwait, le elezioni dell’Assemblea Nazionale sono indette ogni 4 anni e quelle del 5 dicembre sono state le prime sotto la guida del nuovo emiro Nawaf al-Ahmad Al-Sabah, il quale ha assunto la guida del Paese lo scorso 30 settembre, in seguito alla morte del fratello 91enne, lo sceicco Sabah al-Ahmad Al-Sabah. La famiglia Al-Sabah è alla guida del Paese da oltre 200 anni, e, dal 1962, invece, il Kuwait ha adottato un sistema parlamentare. L’emiro ha comunque grandi poteri sull’organo legislativo e può dissolvere l’Assemblea Nazionale su consiglio del governo.

Un altro cambiamento registrato a seguito dell’ultima votazione, è la totale assenza di donne tra i candidati eletti, nonostante almeno 29 fossero in corsa. Finora, il Kuwait aveva una sola donna all’Assemblea Nazionale, Safa al-Hashem, ma, a seguito delle votazioni del 5 dicembre, non è stata rieletta. Le donne in Kuwait hanno conquistato il diritto al voto 15 anni fa, nel 2005. Al contempo, sono stati, invece, 30 i candidati eletti che hanno meno di 45 anni e ciò rappresenterebbe un segnale positivo per i giovani che sperano nel cambiamento e nelle riforme. La popolazione del Kuwait sta chiedendo riforme a causa della corruzione e dell’elevato debito nazionale.

Le elezioni si sono tenute in un momento delicato per il Paese che si ritrovava, da un lato, a far fronte alla pandemia di Covid-19 e alle sue conseguenze economiche, e, dall’altro lato, a gestire i dissidi tra Parlamento e governo. Questi ultimi, nel corso degli ultimi mesi, avevano più volte minacciato di mettere fine alla loro collaborazione, essenziale per la stabilità del Paese. Ad esacerbare tale clima vi sono state accuse di corruzione e scandali che hanno riguardato membri della famiglia al potere. Questi non solo hanno destato preoccupazione, ma hanno anche danneggiato la reputazione del Paese a livello internazionale e alimentato richieste di riforme radicali. Non da ultimo, il Kuwait si è trovato, il 30 settembre, ad accogliere un nuovo emiro, Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, salito al trono a seguito della morte di Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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