Cuba: il Ministero della Cultura reagisce dopo l’episodio del Movimento San Isidro

Pubblicato il 8 dicembre 2020 alle 6:25 in America Latina Cuba

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Il ministro della Cultura di Cuba non dialogherà con le persone che ricevono finanziamenti e sostegno dal governo degli Stati Uniti. Lo ha reso noto il governo di L’Avana in una nota pubblicata venerdì 4 dicembre, in reazione al clamore suscitato dalla protesta del Movimento San Isidro.

Dal 18 al 26 novembre, in una casa di Calle Damas 955, sede del movimento all’Avana vecchia, 15 persone sono entrate in sciopero dalla fame per protestare contro l’arresto del Rapper Denis Solís. La notte tra il 26 e il 27 novembre l’edificio è stato sloggiato dalle forze di sicurezza. Il Movimento San Isidro è definito come “un’iniziativa composta da artisti, attivisti, giornalisti, intellettuali e chiunque si senta indipendente, uniti per promuovere, tutelare e difendere la piena libertà di espressione, associazione, creazione e diffusione di arte e cultura a Cuba”. Il Movimento è nato nel 2018 da un gruppo multidisciplinare di persone che esercitavano la propria professione in modo onesto, ma al di fuori del riconoscimento legale dello Stato. Si sono incontrati a causa della repressione culturale esercitata dal decreto 349, lanciato dalle autorità cubane per legalizzare la censura nello stesso anno.

Il 27 novembre scorso, dopo lo sgombero di Calle Damas 955, davanti al Ministero della Cultura di Cuba (Mincult), si sono riunite persone con diverse rivendicazioni. “Per rispetto delle preoccupazioni e delle richieste dei giovani legati all’arte, giunti lì per convocazione in reti di gruppi con altri interessi, si sono aperte le porte del Ministero per uno scambio con il Vice Ministro Fernando Rojas e rappresentanti dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti di Cuba (Uneac) e l’Associazione Hermanos Saíz (AHS)” – ha reso noto il dicastero.

Dopo più di quattro ore di dialogo, si è deciso di tenere un nuovo incontro, presieduto dal Ministro, per il quale sarebbero stati preventivamente conciliati elenchi di argomenti e partecipanti.

“Il 3 dicembre, all’1.39 del pomeriggio, è arrivata una mail insolente al Ministero della Cultura, dove un gruppo che sostiene di essere la voce di tutti, intende imporre, unilateralmente, chi, con chi e per cosa accetterà il dialogo” – riporta un comunicato del Mincult.

“Cercando di includere tra i partecipanti persone che si sono a lungo escluse per i loro attacchi a simboli nazionali, crimini comuni e attacchi frontali alla leadership della Rivoluzione Cubana, sotto le spoglie dell’arte, coloro che hanno attuato questa manovra hanno appena rotto ogni possibilità di dialogo. Il ministro della Cultura non incontrerà persone che hanno contatti diretti e riceveranno finanziamenti, supporto logistico e supporto di propaganda dal governo degli Stati Uniti e dai suoi funzionari. Né lo farà con i media finanziati dalle agenzie federali statunitensi” – aggiunge ancora la nota.

“Neghiamo i presupposti – contenuti nella suddetta email, consultabile sui siti digitali Mincult – su cui si sono articolate le condizioni di questo gruppo, privo della legittimità e dell’etica per collocare le istituzioni della cultura cubana. Per i giovani e per tutti quegli artisti che si sono incontrati davanti al Mincult il 27 novembre, che non hanno compromesso il loro lavoro con i nemici della nazione cubana, restano aperte occasioni di dialogo, com’è stata prassi storica delle istituzioni culturali della rivoluzione”, conclude la nota del Mincult.

Sabato 5 dicembre per più di sei ore, un gruppo di giovani creatori e artisti si è incontrato presso il teatro Abelardo Estorino del Ministero della Cultura cubano, con lo scopo di dialogare con le autorità del sistema delle istituzioni che lo compongono. All’incontro hanno partecipato il Ministro della Cultura, Alpidio Alonso e il Vice Ministro Fernando Rojas; il presidente della Casa de las Américas, Abel Prieto; Luis Morlote, presidente dell’Unione nazionale degli scrittori e artisti di Cuba e Rafael González, presidente dell’Associazione Hermanos Saíz (AHS). A loro volta, tra i giovani che hanno partecipato al dialogo ci sono l’artista plastico Humberto Díaz, il fotografo Gabriel Guerra Bianchini, il produttore audiovisivo Joseph Ros e gli attori cubani Reinier Díaz e Daniel Romero. Molti di loro erano davanti al Ministero il 27 novembre, quando si sono riuniti un centinaio di persone con richieste diverse. All’incontro è stata ratificata l’idea alla base della dichiarazione sul processo di scambio: “Per i giovani e per tutti quegli artisti che si sono incontrati davanti al Mincult il 27 novembre, che non hanno compromesso il loro lavoro con i nemici della nazione cubana , restano aperte le opportunità di dialogo, com’è stata una pratica storica delle istituzioni culturali della Rivoluzione ”.

Il presidente, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, negli stessi giorni, ha preso parte ad una manifestazione di artisti e intellettuali a favore della Rivoluzione, La Tángana, dove ha ribadito che la rivoluzione ha la cultura tra le sue forze più formidabili, ma che si tratta di “una cultura sovrana, indipendente e antimperialista dalle radici”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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