Afghanistan: come procedono i negoziati a Doha

Pubblicato il 8 dicembre 2020 alle 12:57 in Afghanistan Asia

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I gruppi di lavoro delle squadre negoziali della Repubblica Islamica dell’Afghanistan e dei talebani si sono riuniti per il terzo giorno consecutivo a Doha, in Qatar, per definire gli argomenti all’ordine del giorno dei negoziati di pace. 

Secondo quanto riferisce il quotidiano locale, Tolo News, il 7 dicembre, i talebani hanno preparato una proposta di 22 articoli da includere nell’agenda dei colloqui. Tuttavia, secondo fonti vicine ai colloqui di pace, il governo afghano ha affermato che il cessate il fuoco è la richiesta più importante per il team della Repubblica. Inoltre, sembra che i talebani non abbiano incluso il rilascio dei loro prigionieri, poichè portrebbero voler risolvere tale questione tramite gli Stati Uniti. 

A tale proposito, il 6 dicembre, l’incaricato statunitense Ross Wilson ha affermato che i talebani si aspettano il rilascio di migliaia di prigionieri in base al loro accordo con gli Stati Uniti, siglato sempre a Doha il 29 febbraio, entro metà dicembre. “In base ai termini di quell’accordo, si aspettano progressi nel rilascio di quei prigionieri intorno alla metà di dicembre”, ha dichiarato. Il governo afghano non ha commentato la possibile liberazione di altri 7.000 prigionieri del gruppo militante e continua a ribadire che il cessate il fuoco è la richiesta più importante per la Repubblica afghana, secondo il portavoce presidenziale Sediq Sediqqi.

Fonti che hanno familiarità con le riunioni dei negoziatori hanno affermato che le due parti non hanno compiuto progressi tangibili nei loro incontri, negli ultimi tre giorni. Tuttavia, queste hanno aggiunto che stanno tenendo consultazioni all’interno dei loro team per aggiungere le loro richieste all’ordine del giorno. La discussione sui temi da trattare nei colloqui di pace è l’ultima questione da definire prima dell’avvio dei veri e propri negoziati intra-afghani. La svolta è stata possibile dopo che, il 2 dicembre, i rappresentanti dei talebani e di Kabul hanno ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per i colloqui. La notizia è stata resa nota da Nader Nadery, membro della squadra negoziale della repubblica afghana. Fonti di Doha hanno riferito che le due parti hanno concordato di riconoscere l’accordo di pace USA-talebani e le risoluzioni delle Nazioni Unite sull’Afghanistan come base per i colloqui. 

I negoziati preliminari erano iniziati il 12 settembre. Tuttavia, erano stati ritardati a causa di disaccordi sulle norme procedurali. L’aumento della pressione da parte dei partner internazionali dell’Afghanistan a spinto le parti a scendere a compromessi. Il governo afghano ha espresso la speranza che questa volta i talebani riducano significativamente la violenza o concordino un cessate il fuoco. Da parte loro, i rappresentanti del gruppo hanno dichiarato che, con l’inizio dei colloqui formali, si aspettano il rilascio di prigionieri ancora detenuti dal governo afghano e che i nomi dei leader talebani vengano rimossi dalla lista nera delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda la questione dei prigionieri, è importante sottolineare che, il 3 settembre, il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) di Kabul, Javid Faisal, aveva confermato il completamento del rilascio di detenuti talebani, ad eccezione di 7 individui su cui gli alleati internazionali avevano espresso riserve. Il governo, in cambio, aveva garantito la liberazione di alcuni soldati delle forze governative tenuti in ostaggio dai talebani. Tuttavia, 7 individui erano rimasti in detenzione, dopo che alcuni Paesi stranieri, tra cui la Francia, hanno esortato il governo afghano a non rilasciarli direttamente. “Questi prigionieri saranno trasferiti in Qatar”, dicono le fonti. I talebani sono stati individuati per aver presumibilmente commesso gravi crimini.

Il primo passo verso gli attuali sviluppi diplomatici in Afghanistan è rappresentato dall’accordo del 29 febbraio tra gli Stati Uniti e i talebani. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze effettuate dagli stessi militanti che hanno siglato l’intesa con gli USA. In tale contesto, il 14 luglio, il Pentagono aveva comunque annunciato che i soldati statunitensi si sarebbero ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e avrebbero continuato a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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