Uruguay: muore Tabaré Vázquez, primo presidente di sinistra del Paese

Pubblicato il 7 dicembre 2020 alle 13:03 in America Latina Uruguay

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Il 6 dicembre è morto all’età di 80 anni Tabaré Vázquez, ex presidente dell’Uruguay. L’ex presidente stava combattendo il cancro ai polmoni rilevato nell’agosto 2019. Il suo secondo mandato presidenziale era terminato otto mesi fa. Nel 2004 era stato eletto per la prima volta, portando alla presidenza dell’Uruguay la sinistra in due secoli di storia.

“Oggi, alle 3:00 (ora locale), mentre riposava a casa, in compagnia della sua famiglia e dei suoi amici, Tabaré è morto a causa della sua malattia”, ha scritto il figlio, Álvaro Vázquez, la mattina presto su Twitter.

L’ultima settimana di novembre, Tabaré Vázquez è stato stabilizzato dopo aver sofferto di una “trombosi profonda dell’arto inferiore sinistro” legata al cancro, secondo il figlio.

Vázquez è stato il primo presidente uruguaiano di sinistra, rappresentante del Frente Amplio (FA). Ha ricoperto questa posizione tra il 2005 e il 2010 e poi nuovamente tra il 2015 e il 2020, fino al 1° marzo scorso.

“È con profondo dolore che comunichiamo la morte del nostro presidente onorario, Tabaré Vázquez. Il suo esempio di integrità politica e impegno incrollabile nei confronti del nostro paese e del popolo ci spingerà a continuare la sua eredità”, ha pubblicato il Frente Amplio sul suo account Twitter.

Il 20 agosto 2019, Vázquez aveva annunciato di aver rilevato un nodulo di aspetto maligno nel polmone destro. Due giorni dopo l’allora presidente uruguaiano è stato ricoverato in un ospedale della capitale per sottoporsi a ulteriori studi che hanno confermato la presenza di un tumore maligno.

“La scienza consente al cancro di essere una delle malattie più curate”, aveva detto Vázquez nell’ottobre 2019 dopo aver espresso il desiderio “di poter mettere la fascia presidenziale al prossimo presidente”, cosa che ha fatto a marzo di quest’anno.

Da quando ha ceduto il potere all’attuale presidente, Luis Lacalle Pou, del Partito Nazionale, Vázquez è apparso raramente in pubblico, ma hasvolto un ruolo attivo nell’opposizione, il Frente Amplio (centrosinistra) e durante la pandemia ha rilasciato interviste per suggerire al Governo misure sanitarie, economiche e sociali contro gli effetti del COVID-19. Così, a fine maggio l’ex presidente ha tenuto un incontro a casa sua con Lacalle Pou per discutere su come affrontare la crisi provocata dal coronavirus.

Tabaré Vázquez è stato membro della Gran Loggia della Massoneria dell’Uruguay, nell’adolescenza ha giocato come portiere in un club che ha fondato con diversi amici che facevano parte di un’organizzazione salesiana, da giovane ha lavorato come falegname, droghiere, venditore di giornali e nel 1969 si è laureato in medicina, specializzandosi poi in oncologia. Nel 1964 ha sposato l’attivista cattolica María Auxiliadora Delgado (1937-2019) dalla quale ha avuto quattro figli.

Nel 1983 ha iniziato la sua carriera politica nel Partito socialista, quando il gruppo era ancora proibito dalla dittatura civico-militare che governava il paese (1973-1985).

Dopo aver gestito una squadra di calcio ed essere stato sindaco di Montevideo, Vázquez si è candidato alla presidenza per la prima volta nel 1994, ma ha perso contro l’ex presidente del Partido Colorado, Julio María Sanguinetti (1985-1990 e 1995-2000) ed è arrivato secondo anche nel 1999 dopo un’alleanza tra partiti tradizionali, che portò al potere Jorge Battle.

La crisi economica argentina del 2001 ha travolto l’Uruguay nel 2002, portando a un forte svalutazione del peso. I dati record di disoccupazione e povertà hanno eroso la fiducia di molti elettori nei governanti di centro-destra e nell’ottobre 2004, più della metà degli uruguaiani ha votato per Vázquez al primo turno, regalando alla sinistra una vittoria storica nel paese sudamericano.

Nella sua prima presidenza, Vázquez ha intrapreso programmi sociali per alleviare la situazione economica, ha promosso la donazione di un personal computer a tutti i bambini in età scolare con il cosiddetto “Piano Ceibal”, ha autorizzato la ricerca delle persone scomparse durante la dittatura negli archivi militari, ha permesso i processi contro gli agenti di polizia e soldati che avevano commesso crimini contro i diritti umani durante la dittatura militare (1973-1985) e ha portato avanti politiche economiche che hanno fatto galleggiare il paese.

Nel suo primo mandato (2005-2010), Vázquez ha iniziato a implementare un’ampia politica antifumo che gli è valsa il riconoscimento internazionale, nonché un processo alla società di tabacco Philip Morris per la presunta violazione di un trattato di protezione degli investimenti con la Svizzera, che conclusa nel 2016 con una clamorosa vittoria per l’Uruguay. I dati ufficiali indicano che 294.000 persone, su poco più di tre milioni di abitanti, hanno smesso di fumare in Uruguay dal 2005.

Una delle decisioni più controverse dell’allora presidente è stata quella di porre il veto alla legge che depenalizza l’aborto, che era già stata approvata da entrambe le Camere del Parlamento uruguaiano nel 2008.

Fedele alla sua linea di ricerca della verità sui crimini della dittatura, Vázquez durante il suo secondo mandato ha riconosciuto -unico in Sudamerica- la giurisdizione dei tribunali italiani sui desaparecidos con doppia cittadinanza. Il suo atteggiamento ha reso possibile il processo Condor, svoltosi a Roma tra il 2016 e il 2018 e conclusosi con la condanna di numerosi militari e politici sudamericani di diversa nazionalità. Ad assistere al processo a Roma, per lunghi mesi, venne il suo allora vicepresidente, Raúl Sendic.

Migliaia di uruguaiani hanno reso omaggio per l’ultima volta all’ex presidente Tabaré Vázquez. Rispondendo alla convocazione del Frente Amplio, a cui apparteneva Vázquez, alle 21:00 ora locale (l’una di lunedì in Italia) sono uscite sui loro balconi e per le strade dei diversi quartieri di Montevideo per cinque minuti che è stato riconosciuto dai rappresentanti di tutti i partiti politici come “il presidente di tutti gli uruguaiani”.

Il governo dell’Uruguay, guidato dal presidente Luis Lacalle Pou, ha espresso il suo rammarico per la morte dell’ex presidente Tabaré Vázquez nelle prime ore del mattino di domenica 6 dicembre, decretando tre giorni di lutto nazionale. “Tutto l’Uruguay è in lutto e lo abbiamo decretato fino a martedì [8 dicembre]”, ha detto alla stampa Lacalle Pou, accompagnato dal vicepresidente Beatriz Argimón, sulla scia di Vázquez. La Presidenza della Repubblica ha annunciato il decreto di onoranze funebri e lutto nazionale il 6, 7 e 8 dicembre “con bandiera a mezz’asta in tutti i dipartimenti dello Stato, all’interno del Paese e all’estero”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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