Romania, elezioni parlamentari: socialdemocratici in vantaggio

Pubblicato il 7 dicembre 2020 alle 21:01 in Europa Romania

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In Romania, i risultati preliminari delle elezioni generali di domenica 6 dicembre hanno segnato il vantaggio del partito socialdemocratico dell’opposizione, il PSD, che ha guadagnato poco meno del 30% dei voti in entrambe le camere del Parlamento. Nonostante sia in testa, il partito rischia però di rimanere tagliato fuori da alleanze future essendo l’unico partito di centrosinistra ad aver superato la soglia di sbarramento del 5%.

Al secondo posto, si sono collocati i centristi liberali del premier Ludovic Orban, che hanno ottenuto il 24,2% dei voti per le due Camere. L’alleanza centrista USR-Plus, un probabile partner della coalizione per i liberali, ha ottenuto il 15,4% dei voti.

Le elezioni di domenica sono state caratterizzate da un massiccio astensionismo. Soltanto il 31.84% degli aventi diritto si è presentato alle urne, la percentuale più bassa di sempre nel Paese balcanico. I liberali di Orban, appoggiati dal presidente Klaus Iohannis, sono i più quotati a formare il nuovo esecutivo. Oltre all’USR-Plus, a sostenerlo ci sono altri due partiti, che sono andati oltre il 5%, ovvero il neonato partito nazionalista dell’Aur (8.26%) e l’UDMR, il partito della minoranza ungherese, che con il suo 7.42% si è detto pronto a far parte della coalizione di governo. Tutti gli altri partiti sembrano essere fuori dai giochi. I risultati parziali sono stati comunicati dopo lo spoglio del 96% delle schede espresse sul territorio nazionale e l’80% dei voti della diaspora.

Lo scorso anno, il Paese ha affrontato le sue ultime elezioni presidenziali, che hanno confermato Iohannis capo di Stato per la seconda volta consecutiva. Iohannis ha debuttato in politica nel 1990, ma non è apparso sulla scena nazionale prima del 2009. Nel 2014, cinque anni dopo la sua prima candidatura a livello nazionale, è stato eletto presidente della Romania. L’attuale capo di Stato di Bucarest si batte per rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti ed è visto da molti cittadini rumeni quale rappresentazione di un nuovo concetto di politica. A tale riguardo, l’agenzia di stampa Reuters ha sottolineato che, nel corso della sua campagna elettorale, Iohannis si è impegnato a rafforzare le misure anticorruzione nel Paese, considerato uno dei più corrotti di Europa.

Secondo gli esperti, con il supporto di un governo di stampo liberale, Iohannis è nelle condizioni di nominare procuratori capo maggiormente devoti a contrastare la corruzione nel Paese. Ciò consentirà di gli investimenti esteri nella nazione, ultimamente abbandonata dagli investitori per via dell’instabilità politica e della sfiducia nel sistema fiscale. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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