Afghanistan: continuano gli scontri tra talebani e governo

Pubblicato il 7 dicembre 2020 alle 14:53 in Afghanistan Asia

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Nonostante i progressi diplomatici, il Ministero della Difesa dell’Afghanistan ha riferito che almeno 21 province del Paese, su un totale di 34, hanno assistito a scontri tra le forze di sicurezza e i talebani. 

Il 6 dicembre, il Ministero della Difesa di Kabul ha reso noto che una serie di attacchi dei talebani è stata lanciata nelle precedenti 24 ore. Tuttavia, le aggressioni nelle 21 province sono stati “respinti” dalle forze armate afghane, che sono in modalità “difesa attiva”. Negli scontri, il gruppo ha subito “pesanti perdite”, secondo le autorità di Kabul. I dati delle agenzie di sicurezza mostrano che i talebani hanno condotto attacchi in almeno 20 province al giorno nella settimana che va dal 30 novembre al 6 dicembre. Le aree indicate dal Ministero sono Laghman, Kunar, Nuristan, Nangarhar, Ghazni, Maidan Wardak, Logar, Zabul, Kandahar, Badghis, Farah, Faryab, Balkh, Helmand, Nimroz, Badakhshan, Baghlan, Takhar e Kunduz.

“I talebani hanno lanciato attacchi contro avamposti delle forze afghane e centri militari in 21 province del Paese. Le forze governative hanno respinto i loro attacchi e hanno inflitto vittime al nemico”, ha dichiaratop Rohullah Ahmadzai, portavoce del Ministero della Difesa. Tuttavia, un portavoce dei talebani ha affermato che gli assalti del gruppo sono stati ridotti rispetto al passato e che il gruppo sta solo rispondendo solo alle offensive delle forze governative. “Avremo un inverno duro a causa della guerra perché i talebani non saranno convinti dalle piccole concessioni e se ne aspettano di più grandi. Il dono più grande è la consegna dell’intero governo o almeno di una parte militare chiave del governo”, ha affermato Assadullah Nadim, un ex ufficiale militare.

Il comitato per la Difesa del Wolesi Jirga, il Parlamento afghano, ha riferito che la fiducia del popolio nel processo di pace diminuirà se le due parti ritarderanno nel concordare una riduzione immediata della violenza e un cessate il fuoco. “Tutti si aspettano un cessate il fuoco. Chiunque muoia – per colpa del governo o dei talebani – è afghano. La gente perderà la speranza se la violenza continuerà”, ha dichiarato Abrarullah Murad, capo della commissione. I recenti scontri tra i talebani e le forze governative hanno causato vittime tra le truppe afgane sia tra i civili. Le due parti si sono spesso accusate a vicenda di non volersi impegnare nella pace. 

Nel frattempo, lo stesso 6 dicembre, durante un raduno a Herat, alcuni parenti e famiglie di vittime di guerra e attivisti per i diritti umani hanno chiesto la fine dello spargimento di sangue nel Paese. Questi hanno quindi invitato le Nazioni Unite a fare pressione sull’esecutivo e sui talebani per ridurre la violenza e concordare un cessate il fuoco. “Chiediamo alle Nazioni Unite e alle istituzioni per i diritti umani di rompere il silenzio sulle violazioni in corso in Afghanistan e di compiere sforzi per la pace e la giustizia nei confronti delle famiglie delle vittime”, ha riferito Sayed Ashraf Sadat, attivista della società civile a Herat. “Abbiamo lasciato le nostre case. Se non l’avessimo fatto, saremmo morti tutti. Vogliamo aiuto”, ha aggiunto Khair Ahmad, un residente di Herat.

I dati sulle violenze del Ministero della Difesa afghano arrivano a seguito di importanti sviluppi diplomatici nei negoziati intra-afghani in corso a Doha, in Qatar. Il 2 dicembre, i rappresentanti dei talebani e di Kabul hanno ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace. La notizia è stata resa nota da Nader Nadery, membro della squadra negoziale della repubblica afghana a Doha. Lo stesso 2 dicembre si è tenuta una riunione plenaria tra le due squadre negoziali afghane e un comitato di lavoro congiunto è stato incaricato di preparare la bozza degli argomenti per l’ordine del giorno dei veri e propri colloqui di pace. L’ordine del giorno è l’ultima questione da definire prima dell’avvio dei negoziati. Il portavoce dei talebani Mohammad Naeem ha confermato i progressi e ha dichiarato che il comitato congiunto è stato incaricato di preparare gli argomenti da trattare durante i colloqui.

Fonti di Doha hanno riferito che le due parti hanno concordato di riconoscere l’accordo di pace USA-talebani e le risoluzioni delle Nazioni Unite sull’Afghanistan come base per i colloqui. I negoziati preliminari erano iniziati il 12 settembre. Tuttavia, i colloqui erano stati ritardati a causa di disaccordi sulle norme procedurali. L’aumento della pressione da parte dei partner internazionali dell’Afghanistan a spinto le parti a scendere a compromessi. Il governo afghano ha espresso la speranza che questa volta i talebani riducano significativamente la violenza o concordino un cessate il fuoco. Da parte loro, i rappresentanti del gruppo hanno dichiarato che, con l’inizio dei colloqui formali, si aspettano il rilascio di prigionieri ancora detenuti dal governo afghano e che i nomi dei leader talebani vengano rimossi dalla lista nera delle Nazioni Unite.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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