Uganda: candidato dell’opposizione sospende la campagna elettorale

Pubblicato il 6 dicembre 2020 alle 7:15 in Africa Uganda

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In Uganda, Bobi Wine, il candidato alla presidenza che affronterà alle prossime elezioni Yoveri Museveni, leader del Paese da oltre 30 anni, ha sospeso la sua campagna elettorale, dopo che alcuni membri della sua squadra sono stati feriti in una serie di scontri tra il personale di sicurezza e i sostenitori del suo partito.

“A partire da oggi, sospenderò la mia campagna fino a nuovo avviso”, ha annunciato Bobi Wine in una conferenza stampa in un villaggio vicino alla capitale, Kampala. “Andremo alla sede della commissione elettorale per chiedere perché veniamo torturati dalle istituzioni di sicurezza. La nostra campagna è influenzata dalla brutalità della polizia”, ha aggiunto. Le prossime elezioni presidenziali sono previste per il 14 gennaio.

Martedì primo dicembre, Daniel Oyerwot, produttore musicale e collega di Bobi Wine, è stato ferito alla bocca da un proiettile di gomma durante gli scontri con le forze di sicurezza. In quel momento, Oyerwot sedeva in un’auto insieme al leader del partito e i proiettili della polizia hanno infranto il vetro della vettura. Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, e i suoi sostenitori si stavano dirigendo verso una tappa della campagna elettorale situata nel distretto di Kayunga, circa 65 km a Nord di Kampala. “E ‘stato colpito da un proiettile di gomma, ha perso alcuni denti e la sua bocca è dilaniata”, ha riferito il portavoce del partito National Unity Platform (NUP), Joel Senyonyi.

Wine ha specificato sulla sua pagina Twitter che diversi membri del suo staff sono rimasti feriti e alcuni di loro versano in condizioni critiche. Il candidato presidenziale ha poi specificato che lui e i suoi sostenitori avevano tentato di trasferirsi in un’altra sede della campagna, situata a Jinja, nell’Uganda orientale, ma gli agenti di polizia li avevano bloccati e bucato i pneumatici dell’auto.

Secondo il NUP, il mese scorso, almeno 54 persone sono state uccise negli scontri tra polizia e manifestanti, dove le forze di sicurezza hanno cercato di sedare le rivolte scoppiate in diverse città del Paese in seguito all’arresto di Wine per presunta violazione delle regole anti-coronavirus. Da quando ha espresso la sua intenzione di candidarsi alle elezioni contro Museveni, Wine è stato arrestato più volte. Il suo vasto seguito ha scosso il partito al governo, Movimento di resistenza nazionale, e le forze di sicurezza sono state spesso accusate di usare la forza e lanciare gas lacrimogeni durante le manifestazioni organizzate dall’opposizione.

I legislatori del Movimento di resistenza nazionale (NRM) hanno votato, nel 2017, per cambiare la Costituzione, rimuovendo il limite di età di 75 anni per i presidenti. Tale mossa ha consentito a Museveni di ricandidarsi alle prossime elezioni e la sua nomina è stata già autorizzata dalla Commissione. Se dovesse vincere, il leader ugandese affronterà il suo sesto mandato presidenziale consecutivo.

Dopo anni di instabilità in Uganda, Museveni fu inizialmente accolto dall’Occidente come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica. Nelle elezioni passate, il partito al potere ha sempre garantito la candidatura per Museveni, squalificando alcuni potenziali rivali. 

I gruppi per la difesa dei diritti umani lo accusano da tempo di schierare le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori, una critica che non è mancata nemmeno durante il periodo delle misure anti-coronavirus. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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