Kuwait: i risultati delle elezioni incoraggiano l’opposizione

Pubblicato il 6 dicembre 2020 alle 19:30 in Kuwait Medio Oriente

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La Commissione elettorale del Kuwait ha annunciato i risultati delle elezioni per rinnovare il proprio organo parlamentare monocamerale, ovvero l’Assemblea Nazionale, il 6 dicembre, a seguito della tornata elettorale del giorno precedente, durante la quale l’opposizione ha registrato un notevole successo.

Tra le 50 sedute disponibili, 24 sono state assegnate a candidati vicini o appartenenti all’opposizione che ha così guadagnato 16 posti in più rispetto alle ultime votazioni del 26 novembre 2016. In Kuwait, essendo proibiti i partiti politici, la coalizione dell’opposizione, così come la maggioranza, sono formate per lo più da individui singoli e da blocchi parlamentari. L’esito generale ha favorito figure tribali e islamiste, il Movimento costituzionale islamico, il gruppo legato alla Fratellanza musulmana, ha ottenuto 3 sedute mentre i rappresentanti della minoranza sciita del Paese ne hanno ottenuti 6. In tutto, sarebbero, invece, 31 i candidati che prenderanno parte all’Assemblea Nazionale per la prima volta.

Come da prassi, a seguito dell’annuncio dei risultati elettorali, la legislatura guidata dal primo ministro kuwaitiano, Sheikh Sabah al-Khaled al-Hamad al-Sabah, ha presentato le proprie dimissioni all’emiro del Paese, lo sceicco Nawaf al-Ahmad Al-Sabah, e resterà in carica fin quando non sarà nominato un nuovo governo. L’emiro dovrà scegliere il primo ministro che poi designerà a sua volta un nuovo esecutivo. Oltre alla figura del premier, poi, la famiglia reale del Kuwait sceglie almeno 15 membri del governo che siedono nell’Assemblea Nazionale.

Tra i cambiamenti registrati a seguito dell’ultima votazione, vi è la totale assenza di donne tra i candidati eletti, nonostante alle elezioni se ne siano proposte almeno 29. Finora, il Kuwait aveva una sola donna all’Assemblea Nazionale, Safa al-Hashem, ma, a seguito delle votazioni del 5 dicembre, non è stata rieletta. Secondo The New Arab, tale risultato sarebbe una sconfitta per le donne che hanno lottato duramente per essere rappresentate in Kuwait, dove hanno conquistato il diritto al voto 15 anni fa, nel 2005. Al contempo, sono stati, invece, 30 i candidati eletti che hanno meno di 45 anni e ciò rappresenterebbe un segnale positivo per i giovani che sperano nel cambiamento e nelle riforme. La popolazione del Kuwait sta chiedendo riforme a causa della corruzione e dell’elevato debito nazionale.

In Kuwait, le elezioni dell’Assemblea Nazionale sono indette ogni 4 anni e quelle del 5 dicembre sono state le prime sotto la guida del nuovo emiro Nawaf al-Ahmad Al-Sabah, il quale ha assunto la guida del Paese lo scorso 30 settembre, in seguito alla morte del fratello 91enne, lo sceicco Sabah al-Ahmad Al-Sabah. La famiglia Al-Sabah è alla guida del Paese da oltre 200 anni, e, dal 1962, invece, il Kuwait ha adottato un sistema parlamentare. L’emiro ha comunque grandi poteri sull’organo legislativo e può dissolvere l’Assemblea Nazionale su consiglio del governo.

Secondo un analista esperto del Paese mediorientale, Ayed al-Manaa, dopo le ultime elezioni, la composizione dell’Assemblea Nazionale avrebbe subito un grande cambiamento, a testimonianza della “rabbia” degli elettori nei confronti della precedente formazione parlamentare. Oltre a questo, l’esito delle votazioni avrebbe dimostrato il desiderio di cambiamento nei settori, economico, della salute e dell’istruzione.

L’economia del Kuwait, così come quella di altri Paesi del Golfo, è stata doppiamente colpita sia dalla pandemia, sia dal crollo del prezzo del petrolio. Per l’anno in corso, è previsto che l’economia del Kuwait, che ha un valore di circa 140 miliardi di dollari, subisca perdite per 46 miliardi di dollari.

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Camilla Canestri

di Redazione

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