Giappone, USA e Francia: prima esercitazione militare congiunta

Pubblicato il 6 dicembre 2020 alle 11:00 in Francia Giappone USA e Canada

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Il Giappone, la Francia e gli Stati Uniti organizzeranno per la prima volta un’esercitazione militare congiunta sia a terra, sia in mare a Maggio 2021, secondo quanto annunciato dai media giapponesi, il 6 dicembre.

In base alle informazioni pubblicate dalla testata giapponese Sankei e citate da Straits Times, l’esercitazione sarà condotta in isole periferiche e disabitate del Giappone, si incentrerà sulla fornitura di aiuti in caso di calamità naturali ma alcune parti potrebbero anche riguardare le basi per una piano di difesa in caso di attacco.

In un’intervista separata a Sankei, il capo di Stato maggiore della Marina francese, l’ammiraglio Pierre Vandier, aveva dichiarato: “Vogliamo dimostrare la nostra presenza e lanciare un messaggio riguardo la cooperazione tra Giappone e Francia […] Questo è un segnale nei confronti della Cina per quanto riguarda partenariati multi-laterali e la libertà di passaggio”.

Secondo la testata giapponese, l’esercitazione congiunta servirebbe a contrastare la crescente potenza della Cina nella regione e, in particolare, nel Mar Cinese Orientale dove Pechino e Tokyo hanno una disputa territoriale aperta riguardante un gruppo di isole, chiamate dalla prima Diaoyu e dalla seconda Senkaku. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono attualmente amministrati da Tokyo ma nelle acque ad essi circostanti sta crescendo la presenza militare di Giappone e Cina. In seguito alla sua ultima visita a Tokyo lo scorso 24 novembre, il ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, aveva ribadito che la posizione cinese in merito fosse chiara, affermando che: “Continueremo a proteggere risolutamente la nostra sovranità”.

Oltre alle esercitazioni con USA e Francia, il 5 dicembre, l’agenzia di stampa giapponese Kyodo News avrebbe rivelato che fonti interne al governo giapponese hanno dichiarato che, all’inizio del 2021, la Marina del Regno Unito invierà la sua portaerei più sofisticata, la “Queen Elizabeth”, nel Pacifico Occidentale, comprese le aree nelle vicinanze di Okinawa e di altre isole meridionali giapponesi. Tokyo vorrebbe altresì intensificare la cooperazione con il Regno Unito che ha una tra le forze navali più potenti al mondo, sempre in funzione anti-cinese.

Nonostante Pechino abbia sempre dichiarato di avere intenzioni pacifiche, mosso dalla crescente attività militare cinese nella regione in generale, il Giappone ha di recente intrapreso più iniziative volte a consolidare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa con altri attori regionali e non.

Lo scorso 17 novembre, Tokyo ha siglato un accordo d’alleanza militare, detto Reciprocal Access Agreement (RAA), con l’Australia che, non appena ratificato, rappresenterà il primo accordo in materia di Difesa siglato dal Giappone dal 1960.Oltre a questo, Tokyo fa parte del cosiddetto gruppo Quad, insieme agli USA, all’Australia e all’India. Lo scorso 6 ottobre, il segretario di Stato uscente degli USA, Mike Pompeo, aveva incontrato i ministri degli Esteri degli altri quattro membri e aveva chiesto loro una maggiore cooperazione nella regione dell’Indo-Pacifico, per contrastare le crescente influenza della Cina. Pechino, da parte sua, ritiene che il gruppo Quad sarebbe volto a contenere il suo sviluppo regionale e ha avanzato l’ipotesi, smentita poi dallo stesso primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, che i quattro Paesi stiano creando una mini-NATO. Intanto, però, i quattro hanno organizzato l’esercitazione militare marittima MALABAR, iniziata lo scorso 3 novembre nel Golfo del Bengala e conclusasi il 20 novembre successivo nel Mar Arabico.

In tale quadro, il Giappone è poi legato a Washington dal Trattato di mutua cooperazione e sicurezza  dal 19 gennaio 1960, tale intesa prevede che nel caso in cui uno dei due contraenti venisse attaccato all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altro dovrebbe intervenire. Durante una telefonata intercorsa tra il presidente eletto degli Stati Unititi, Joe Biden, e il premier Suga lo scorso 12 novembre, il primo ha ribadito che il Trattato di mutua cooperazione e sicurezza si applica anche al Mar Cinese Orientale e ai territori qui contesi tra Cina e Giappone.

Per quanto riguarda la Francia, infine, lo scorso 2 ottobre, i ministri degli Esteri di Tokyo e Parigi, Toshimitsu Motegi e Jean-Yves Le Drian, si sono incontrati nella capitale francese dove avevano concordato di rafforzare la cooperazione nella lotta al coronavirus e per quanto riguarda la sicurezza marittima dell’Indo-Pacifico. Secondo quanto dichiarato allora dal ministro giapponese, Francia e Giappone avrebbero le stesse opinioni per quanto riguarda le questioni della regione. A livello militare, i due Paesi hanno un’attiva cooperazione all’interno della quale conducono incontri a livello ministeriale e esercitazioni militari a cadenza regolare.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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