S-400 russi: Ankara spera di risolvere le tensioni con presidenza Biden

Pubblicato il 5 dicembre 2020 alle 6:20 in Russia Turchia

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La Turchia spera che la nuova amministrazione statunitense sarà pronta a discutere l’acquisto dei sistemi di difesa aerea russi S-400 da parte di Ankara. Ad affermato è il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

Il ministro è intervenuto nel corso della sesta edizione del forum regionale Mediterranean Dialogues di Roma, che si svolge quest’anno in videoconferenza.

“Durante la precedente amministrazione statunitense abbiamo avuto molti problemi a causa degli S-400. I presidenti Erdogan e Trump hanno avuto un buon dialogo e un rapporto franco, discutendo di tutte le questioni. Sfortunatamente, la questione è rimasta irrisolta. Abbiamo offerto agli Stati Uniti di formare un gruppo di lavoro sugli S-400 sotto l’egida della NATO, e la NATO ha sostenuto l’iniziativa, ma gli Stati Uniti hanno respinto la proposta”, ha dichiarato Cavusoglu nel suo intervento.

Rispondendo ad una domanda sulla cooperazione militare con Mosca, inoltre, il ministro ha fatto notare che mentre alla Turchia vengono poste domande sugli S-400, nessuno ricorda agli Stati Uniti e ad altri alleati perché non hanno venduto sistemi di difesa aerea per oltre dieci anni e perché hanno richiamato i sistemi Patriot quando la Turchia ne aveva bisogno.

“Tutto ciò di cui abbiamo bisogno dall’attuale o dalla futura amministrazione statunitense è di prendere parte alla risoluzione della questione attraverso il dialogo invece del linguaggio delle minacce e delle sanzioni”, ha concluso.

L’S-400 Triumph è un sistema d’arma antiaereo di nuova generazione sviluppato da NPO Almaz, azienda russa del settore difesa, prodotto da MKB Fakel, azienda di stato russa con sede a Chimki, ed esportato da Rosoboronexport. Si tratta di un sistema molto superiore alla precedente serie S-300 e nelle sue versioni per l’export è stato oggetto di contratti di fornitura per vari paesi, tra cui la Cina, l’India, l’Arabia Saudita e ovviamente la Turchia. È stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato.

L’acquisto del complesso di difesa ha provocato non poche tensioni nell’ultimo anno tra gli USA e la Turchia.

Risale a dicembre 2017 l’accordo firmato da Mosca e Ankara, per un valore di 2,5 miliardi di dollari, per la consegna dei sistemi antiaereo. Le consegne sono iniziate il 12 luglio.

In precedenza Washington aveva escluso la Turchia dal programma di produzione dei caccia F-35 e aveva minacciato ulteriori sanzioni per l’acquisto dei sistemi missilistici antiaerei russi.

Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se Ankara avrà a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe impareranno a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. Per questa ragione Washington aveva minacciato di cancellare il processo di vendita dei caccia americani dando un ultimatum ad Ankara: “o gli S-400 o gli F-35”.

Oltre a Cina, Turchia, India, Arabia Saudita e Iran, recentemente anche l’Iraq ha espresso interesse per l’acquisto degli armamenti russi.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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