Proteste in Francia: a Parigi scontri violenti, 22 arresti

Pubblicato il 5 dicembre 2020 alle 19:30 in Europa Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Migliaia di cittadini francesi hanno protestato organizzando marce in tutto il Paese, per il secondo fine settimana consecutivo, il 5 dicembre, per opporsi ad una nuova proposta di legge sulla sicurezza e alla violenza della polizia in generale. A Parigi, le manifestazioni sono sfociate in violenza con automobili messe a fuoco, lanci di gas lacrimogeni da parte della polizia e un totale di 22 arresti.

Le manifestazioni nella capitale erano iniziate pacificamente ma alcuni gruppi di rivoltosi vestiti per lo più di nero e con indosso una maschera si sarebbero uniti alla marcia della popolazione e avrebbero iniziato a lanciare oggetti di vario genere contro la polizia anti-sommossa che ha risposto con cariche e gas lacrimogeni. Oltre a tali scontri, sono stati perpetrati più atti vandalici quali l’incendio di automobili in Avenue Gambetta e la distruzione di più vetrine di molte attività commerciali lungo tutto il percorso della manifestazione nella capitale francese. Secondo la polizia di Parigi, in totale, sarebbero stati circa 500 gli elementi definiti “malviventi” che si sarebbero infiltrati nelle manifestazioni e, di questi, ne sarebbero stati arrestati 22. Nelle altre città francesi, come Marsiglia, Lione e Rennes, invece, non si sarebbero verificati episodi di violenza.

Le manifestazioni di sabato 5 dicembre sono state indette da un gruppo formato da attivisti per i diritti umani, associazioni sindacali e giornalisti e, nonostante le fonti governative non abbiano ancora comunicato l’entità della partecipazione popolare, più agenzie di stampa avrebbero rivelato che a Parigi vi sarebbero state migliaia di persone. Durante il corteo nella capitale, la popolazione ha issato manifesti con su scritto: “Francia, la terra dei diritti della polizia” e “Macron, basta”. Alle dimostrazioni dello scorso 28 novembre, invece, le autorità francesi hanno rivelato che hanno partecipato circa 130.000 persone ma gli organizzatori ritengono che le stime reali arrivino a 500.000.

A destare il dissenso della popolazione francese sarebbe stato un provvedimento contenuto all’articolo 24 della bozza di legge sulla sicurezza presentata dall’esecutivo del presidente francese, Emmanuel Macron. In base ad esso, sarebbe un crimine pubblicare foto e video di poliziotti in servizio allo scopo di danneggiare la loro “integrità fisica o morale”. Per tale reato, sarebbero previste pene che vanno fino ad un anno di carcere e sanzioni economiche fino a 45.000 euro. Visto il dissenso attirato da tali misure, lo scorso 30 novembre, l’esecutivo francese ha deciso di riscrivere l’articolo in questione.

In ogni caso, i gruppi a sostegno delle libertà civili temono che possano essere comunque ostacolate le libertà di stampa e che le brutalità commesse dalla polizia possano non essere scoperte e quindi restare impunite. In particolare, si teme che il provvedimento possa avere effetti dannosi per la documentazione di casi di arresto aggressivi, soprattutto per quanto riguarda le minoranze che subiscono discriminazioni e abusi e che si difendono con video di pochi minuti.

Le proteste contro la crescente rigidità della polizia in Francia e contro la proposta di legge hanno ripreso vigore dopo che, lo scorso 26 novembre, è stato diffuso un video di alcuni poliziotti francesi mentre picchiavano un uomo di colore. L’episodio si sarebbe verificato il 21 novembre precedente, quando un produttore musicale di nome Michel Zecler sarebbe stato attaccato fisicamente e offeso con insulti razzisti all’interno del proprio studio musicale nel diciassettesimo arrondissement di Parigi. Zecler ha rivelato ai giornalisti di essersi trovato in strada e di essere stato visto mentre girava senza mascherina, in contravvenzione ai protocolli anti-Covid francesi, per tanto sarebbe entrato nel suo ufficio per evitare di ricevere una multa dopo aver visto un’auto della polizia. Gli agenti lo avrebbero però seguito all’interno dove lo avrebbero picchiato e insultato. Al momento, i poliziotti coinvolti sono stati sospesi ed è stata avviata un’indagine interna della polizia.

Il 4 dicembre, il presidente francese Macron ha annunciato la creazione di una piattaforma online che sarà attivata dal prossimo anno e sulla quale le persone potranno denunciare casi di discriminazione, anche da parte della polizia. Da subito, tale proposta avrebbero però attirato più critiche da parte di alcuni sindacati delle forze dell’ordine.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri,

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.