UE: l’Italia chiede misure coraggiose per l’immigrazione

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 19:53 in Europa Immigrazione Italia

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Il 4 dicembre, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha esortato la Commissione Europea a mostrare “lo stesso coraggio dimostrato con il Recovery Fund” anche per quanto riguarda il nuovo patto europeo su migrazioni e richiedenti asilo. 

Di Maio ha rilasciato tale dichiarazione durante i Med Dialogues. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Ministero degli Esteri italiano dal think tank ISPI. In tale occasione, Di Maio ha sottolineato che l’Italia è il secondo maggior contributore al Fondo Africa e che il Paese deve affrontare sia il problema degli arrivi di migranti sia quello della redistribuzione e dei rimpatri. A livello politico, la stabilizzazione dell’area mediterranea “garantisce la sicurezza di tutta l’Europa”, secondo il ministro. 

Secondo Di Maio, ordine e stabilità lungo l’intera spina dorsale che, dal Sahel e attraverso la più vasta area mediterranea, raggiunge l’Italia “sono le condizioni preliminari per contenere le minacce che incombono su tutti, dal terrorismo alla criminalità organizzata transnazionale, alla tratta di esseri umani”. Il ministro ha poi aggiunto che è importante lavorare per un equilibrio cooperativo nel Mediterraneo, evitando iniziative unilaterali che creano solo una catena di danni reciproci. “I nostri Paesi” – ha dichiarato – “possono fare molto insieme. Possiamo attuare una riforma strategica delle politiche del vicinato meridionale dell’UE che sia ambiziosa e realistica”.

Di Maio ha sottolineato che queste politiche dovrebbero essere basate sul ”principio della partecipazione condivisa ai beni pubblici mediterranei e su piani di incentivazione positiva alla cooperazione Nord-Sud”. Per questo, è importante continuare a collaborare con le Nazioni Unite e con gli Stati Uniti, nelle iniziative lanciati dalla Libia allo Yemen e alla Siria. Inoltre, il peso complessivo dell’Italia nella NATO consente al Paese di esercitare pressioni al fine di rafforzare l’operatività e la proiezione lungo il fianco meridionale, secondo il ministro. “In una prospettiva geopolitica più ampia, un Mediterraneo allargato più ordinato e meno polarizzato, risultato della cooperazione tra blocchi di Paesi che appartengono alla regione, consente di tutelare al meglio le essenziali rotte commerciali che la attraversano”, ha aggiunto Di Maio. Soprattutto, secondo il ministro, questo ridurrebbe gli spazi per l’azione dei poteri esterni nell’area. “Se l’UE abdica al suo ruolo di attore principale, i vuopti di potere che lasceremo saranno inevitabilmente colmate da altri”, ha aggiunto.

In tale contesto, la Commissione Europea ha lanciato una nuova proposta per superare il sistema di Dublino e garantire una ridistribuzione dei migranti all’interno dell’UE. Il piano è stato presentato il 23 settembre e prevede un meccanismo di “solidarietà obbligatoria” e una conseguente divisione degli oneri, almeno finanziari, in tale ambito. Tuttavia, la proposta è stato fortemente criticata poiché, per i progressisti, non è abbastanza. Una delle questioni è la possibilità di rimpatriare i migranti, in periodi di emergenza migratoria. Per alcuni conservatori e per gli Stati più duri sul tema e meno disponibili a venire a patti, la proposta della Commissione è invece eccessiva. Il documento deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo e alcuni Paesi membri, specialmente quelli dell’Est Europa, si sono già opposti. Il nuovo piano per l’immigrazione era stato presentato a seguito del devastante incendio del 9 settembre nel campo profughi di Moria, il più vasto d’Europa, situato sull’isola greca di Lesbo. Tale evento ha lasciato circa 12.000 migranti e rifugiati senza un tetto, riportando i riflettori sulle politiche migratorie dell’UE. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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