Spagna: meno 18 milioni di turisti a causa della pandemia

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 6:22 in Spagna

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Il calo del traffico turistico in Spagna dall’inizio dell’anno a ottobre è di oltre il 76% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E’ quanto emerge dai dati dell’Istituto nazionale di statistica (INE).

A novembre, poco più di un milione di stranieri hanno visitato il Paese mentre nei primi dieci mesi dell’anno il totale è stato di 17,9 milioni. L’anno scorso il numero di visitatori stranieri ammontava a 74,7 milioni.

Le perdite maggiori hanno riguardato i vacanzieri che provengono dagli Stati Uniti, il cui numero è diminuito dell’86,5%. Anche i francesi, ospiti frequenti della Spagna, hanno ridotto le loro visite di un terzo nell’ultimo anno.

Dall’inizio dell’anno, inoltre, la spesa complessiva dei viaggiatori ammonta a 18,6 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo del 2019 la spesa aveva raggiunto gli 82 miliardi di euro. Anche la spesa media di un turista medio è diminuita del 23%, a 845 euro al giorno.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica (INE), quasi 84 milioni di turisti hanno visitato la Spagna lo scorso anno, rendendola il secondo paese più visitato al mondo dopo la Francia. Nel 2020, a causa della pandemia di coronavirus, il calo del traffico turistico ad aprile e maggio è stato del 100%, a giugno del 97,7%.

Nei primi nove mesi del 2020 circa 864mila turisti hanno visitato la Spagna, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso 3.611.243 erano soltanto visitatori italiani. Si registra una riduzione dunque di circa il 76%.

La pandemia, seppur non sconfitta, sembrava in qualche misura contenuta agli inizi dell’estate. Complici l’allentamento delle misure restrittive e la riapertura delle frontiere tra i paesi dell’UE, con conseguente ripresa dei viaggi da parte dei vacanzieri, seppur in misura di gran lunga minore rispetto agli anni precedenti, tra settembre e ottobre sono molti i paesi che hanno assistito ad una seconda ondata di contagi, inclusa la Spagna. Per gli ospiti provenienti da una serie di paesi che non fanno parte dell’UE, invece, come ad esempio Stati Uniti, Cina e Russia, i confini della Spagna rimangono chiusi ormai da marzo.

Non si tratta tuttavia dell’unico dato allarmante dovuto alla pandemia. La disoccupazione registrata dai servizi pubblici per l’impiego in Spagna, infatti, è aumentata di 25.269 persone (0,66% in più) nel mese di novembre, il più alto aumento per questo periodo dell’anno dal 2012.

Con questo aumento, il numero totale di disoccupati iscritti ai servizi pubblici per l’impiego ammonta a 3.851.312.

Nonostante la crescita della disoccupazione, il Ministero del Lavoro sottolinea che il mercato del lavoro sta resistendo alla sfida della seconda ondata di infezioni da coronavirus e all’imposizione di restrizioni alle attività sociali e lavorative in tutto il Paese.

 


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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