Rapporto NATO 2030: tecnologia e nuovi scenari di sicurezza

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 18:38 in NATO

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Durante la prima giornata di riunione tra i ministri degli Affari Esteri della NATO del 1 dicembre, è stato presentato il rapporto del progetto NATO 2030, un’iniziativa portata avanti da esperti nominati dal Segretario generale Jens Stoltenberg che mira al continuo adattamento dell’Alleanza transatlantica nel corso del prossimo decennio.

Tra i vari temi trattati, il rapporto ha approfondito la questione delle Emerging Disruptive Technologies (EDT), le tecnologie emergenti destabilizzanti, affermando che lo scenario della sicurezza esterna dell’Alleanza è cambiato radicalmente dal 2010, quando è stato pubblicato il Concetto Strategico della NATO. A differenza dal progetto NATO 2030, il documento precedente raccomandava di coltivare una partnership strategica con la Russia, faceva menzione limitata del terrorismo, e non citava la Cina. Da allora, si sono verificati cambiamenti fondamentali per la sicurezza della NATO.

Secondo il rapporto, il ritorno della concorrenza geostrategica, dovuto dall’ascesa economica e militare della Cina, ha portato anche una proliferazione di attacchi ibridi, attraverso mezzi quali l’uso di società militari private, disinformazione e sovversione. Queste attività mirerebbero ad indebolire e dividere gli Alleati dall’interno, minandone la coesione sociale e lo stile di vita. Così, la NATO ha dovuto spendere una quantità crescente di tempo per sviluppare strumenti per contrastare le attività ibride.

Il report ha dichiarato che la Cina presenta gravi rischi per l’Alleanza in alcuni settori critici come le telecomunicazioni, lo spazio, il cyberspazio, le nuove tecnologie e le campagne di disinformazione. Dall’inizio della pandemia da Coronavirus, secondo la NATO, la Cina ha condotto una campagna di disinformazione in numerosi Stati alleati. Ha inoltre commesso furti di proprietà intellettuale con implicazioni per la sicurezza e la prosperità dei Paesi membri, nonché attacchi informatici ai governi e alle società della NATO che sono stati attribuiti alla Cina.

Secondo quanto riportato dal documento, nel prossimo decennio le EDT ricopriranno un ruolo sempre più importante nell’ambito della sicurezza. Fin dalla fondazione della NATO, l’Occidente è stato all’avanguardia nella ricerca e sviluppo di innovazioni per la stabilità e la sicurezza. Ma la Cina, e in misura minore la Russia, stanno ora dedicando risorse significative a questo settore nel tentativo di superare l’Occidente, tramite attività di trasferimento illecito di tecnologia e il furto di proprietà intellettuale, in modo tale da rafforzare strumenti non convenzionali già potenti. A tal proposito, secondo gli autori del documento, la NATO dovrebbe sviluppare un piano a lungo termine per contrastare la strategia cinese nota come Military Civil Fusion (MCF) in Europa, in base alla quale la Cina acquisisce la proprietà intellettuale e i progressi tecnologici dei principali studiosi e centri di ricerca europei per promuovere i suoi obiettivi militari.

Tuttavia, gli autori del rapporto hanno sottolineato che le EDT potrebbero diventare un’opportunità per l’Alleanza, se sfruttate correttamente. Storicamente, l’evoluzione delle tecnologie ha sempre offerto opportunità di vantaggio strategico, dalla gestione di nuovi tipi di conflitti, all’analisi e alla condivisione dei dati. In questo contesto, il documento ha fortemente raccomandato alla NATO di investire nei Big Data, nell’Intelligenza Artificiale, nello spazio e nelle tecnologie ipersoniche.

Competere con gli sforzi in corso da parte degli Stati autoritari per raggiungere il predominio nel campo delle EDT dovrà essere una priorità strategica per l’Alleanza. Così, il rapporto ha esortato la NATO a rafforzare il suo ruolo di coordinamento in materia delle nuove tecnologie e ad espandere la cooperazione con il settore privato, al di là dei partner tradizionali dell’industria della Difesa.

Infine, il rapporto ha proposto alla NATO di prendere in considerazione lo sviluppo di un equivalente nordatlantico della Defence Advanced Research Projects Agency (DARPA), l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si occupa di tecnologie militari, o del Fondo Europeo per la Difesa (EDF) degli Stati Uniti, incaricato di incoraggiare gli Alleati a sostenere l’innovazione in aree strategiche.

di Redazione

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