Libia: firmato un accordo con l’Italia in materia di difesa

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 14:15 in Italia Libia

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Il ministro della Difesa del governo di Accordo Nazionale (GNA), Salah El-Din Al-Namroush, ha siglato, venerdì 4 dicembre, un accordo in materia di difesa con la controparte italiana.

A riferirlo, il quotidiano in lingua araba al-Wasat, sulla base delle dichiarazioni dell’operazione Vulcano di Rabbia sul proprio account Facebook. L’accordo, definito un “accordo di cooperazione congiunta tecnico-militare”, è stato siglato nel corso di una visita di al-Namroush a Roma, durante la quale il ministro ha incontrato il suo omologo italiano, Lorenzo Guerini. Secondo quanto riferito dal ministro libico, Roma e Tripoli hanno stabilito di creare un comitato congiunto per la cooperazione militare in vari campi della difesa, oltre a dirsi concordi a cooperare nei settori della formazione e istruzione militare, nello scambio di esperienze, e in altre attività di supporto, sviluppo e consultazione. Parallelamente, le due parti coopereranno nella lotta alla migrazione illegale, oltre che per garantire la sicurezza delle frontiere terrestri e marittime, e nelle operazioni di smaltimento di munizioni e mine, di soccorso in caso di disastri naturali e per far fronte a emergenze sanitarie.

Non da ultimo, l’accordo siglato il 4 dicembre prevede la partecipazione ad esercitazioni e manovre militari, l’organizzazione di istituzioni militari e di sicurezza, attività di cooperazione nel campo della medicina militare, attraverso la riabilitazione di personale medico e ausiliario, la fornitura di dispositivi e attrezzature, e lo scambio di consulenti, informazioni ed esperienze nel campo della ricerca scientifica e tecnica e della sicurezza militare.

Già il 5 agosto scorso, il ministro italiano Guerini si era recato a Tripoli per un meeting con il primo ministro del GNA, Fayez al-Sarraj. In tale occasione, entrambi gli interlocutori avevano messo in evidenza la necessità di proseguire sulla “strada politica”, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e i risultati della Conferenza di Berlino del 19 gennaio, con il fine di raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente. Parallelamente, sia Guerini sia al-Sarraj avevano ribadito l’importanza di riprendere le attività di produzione petrolifera, sotto la sola supervisione della National Oil Corporation (NOC), la compagnia statale del Paese.

L’Italia non è l’unico Paese a cooperare con il governo di Tripoli nel campo della difesa. Risale al 17 agosto un accordo tripartito firmato con la Turchia e il Qatar, con cui Doha si è impegnata ad inviare in Libia consiglieri militari, con l’obiettivo di addestrare funzionari libici, mentre sia la Turchia sia il Qatar ospiteranno membri del personale di Tripoli nelle proprie accademie. Alla luce di ciò, il 12 novembre, il ministro al-Namroush si è recato a Doha per firmare il protocollo di cooperazione “nella formazione e nel rafforzamento delle capacità”, che contribuirà a potenziare e competenze della Libia in ambito militare e a beneficiare dell’expertise di Doha.

Ad oggi, le tensioni sui fronti di combattimento in Libia sembrano vivere una fase di tregua, dopo che, il 23 ottobre, le delegazioni delle due parti belligeranti, il GNA e l’Esercito Nazionale Libico (LNA), hanno siglato un accordo di cessate il fuoco a Ginevra, nel corso di un meeting del Comitato militare congiunto 5+5, svoltosi sotto l’egida delle Nazioni Unite. Ciò ha consentito agli attori libici di intraprendere una serie di colloqui volti a concordare le future mosse funzionali a una risoluzione politica della crisi libica.

In tale quadro si collocano i tre round del Forum di dialogo politico, i quali hanno portato, tra i diversi risultati, alla definizione di una data per le prossime elezioni presidenziali e legislative, stabilita per il 24 dicembre 2021. Nel frattempo, bisognerà nominare i membri degli organismi esecutivi, il governo e il Consiglio presidenziale, che guideranno il Paese Nord-africano nella prossima fase di transizione, mentre sono stati compiuti passi in avanti anche per l’unificazione delle camere parlamentari di Tripoli e Tobruk.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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