Intervento del ministro degli Affari Esteri turco ai MED Dialogues

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 6:05 in Italia Turchia

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Il 3 dicembre è intervenuto Mevlut Cavusoglu, ministro degli Affari Esteri della Turchia, ai Mediterranean Dialogues, la conferenza annuale promossa dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). L’intervento è stato coordinato da Maria Cuffaro, inviata Rai, e Mattew Karnitschnig, giornalista di Politico.

Durante l’intervento si è discusso di molteplici tematiche, tra cui la disputa tra il ministro Cavusoglu e il segretario di Stato americano Mike Pompeo, i rapporti bilaterali con la Francia e l’attuale gestione del controllo dei confini della Siria con la Turchia.

Il dialogo è iniziato con le dichiarazioni del ministro turco riguardo alla necessità e l’importanza della comunicazione tra i Paesi del Mediterraneo. Cavusoglu ha affermato che per superare la pandemia da Coronavirus occorre che tutti i Paesi dell’area mediterranea collaborino, senza che nessuno venga lasciato indietro, chiedendo totale trasparenza ed accesso alle informazioni per quanto riguarda il vaccino e la fornitura di attrezzature mediche. Il ministro ha espresso la sua gratitudine verso l’Italia, la Spagna e Malta per aver collaborato in maniera efficiente per rispondere all’attuale emergenza sanitaria, aggiungendo che la Turchia ha dimostrato in quel caso di essere stata esemplare in termini di collaborazione con i suoi vicini.

In merito ad una domanda sulle relazioni con la Russia, Cavusoglu ha dichiarato che nessun Paese dovrebbe mettere in discussione l’appartenenza della Turchia alla NATO. “La Turchia è un alleato della NATO ed è tra i primi cinque Paesi per contributo alle missioni e ai fondi”, ha affermato il ministro turco, ricordando che anche altri Paesi NATO hanno rapporti con Mosca, tra cui l’Italia e la Grecia che dispongono di sistemi antimissile S-400 di fabbricazione russa. Per quanto riguarda invece la disputa avuta con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, durante la riunione con i ministri degli Affari Esteri NATO del 2 dicembre scorso, Cavusoglu ha affermato che la partnership nella Difesa con la Russia non rappresenta affatto una minaccia all’Alleanza transatlantica in quanto questa rimane “sotto lo stretto controllo della Turchia”. Continuando a difendersi dalle accuse dei membri della NATO, il ministro turco ha ricordato che per decenni alla Turchia è stata negata la richiesta di acquistare i sistemi di difesa americani Patriot, in particolare dagli Stati Uniti, Germania e Paesi Bassi. 

Durante un commento sugli Stati Uniti, il ministro Cavusoglu ha espresso fiducia nei confronti dell’amministrazione del futuro presidente Joe Biden, nella speranza che elimini le sanzioni economiche e che ricostituisca l’accordo nucleare con l’Iran, ritenendo che tali sanzioni vadano a discapito della popolazione aumentando la loro sofferenza. Tuttavia, il ministro ha sottolineato che le tensioni turco-americane risalgono all’amministrazione dell’ex presidente Barak Obama, quando gli Stati Uniti iniziarono a supportare militarmente il Kurdistan Workers’ Party (PKK) e le People’s Protection Units (YPG), entrambi considerati come organizzazioni terroristiche dalla Turchia. Cavusoglu ha dunque ribadito la necessità di risolvere i conflitti tra i due Paesi tramite il coinvolgimento e il dialogo.

La conversazione si è poi spostata sulle tensioni bilaterali tra la Turchia e la Francia, in risposta ad una domanda sul radicalismo islamico alla luce dei recenti attacchi terroristici avvenuti in Francia e in Austria. Cavusoglu ha espresso indignazione verso la considerazione della religione islamica in Europa, soprattutto in Francia, affermando che il radicalismo islamico non coincide con l’Islam. Il ministro turco ha criticato fortemente la satira francese, riconoscendo la libertà di espressione ma condannando la “presunzione di prendersi gioco del credo religioso degli altri”. Riguardo questo tema, Cavusoglu ha sottolineato la frequente incoerenza dell’Unione Europea quando si tratta di critiche ed osservazioni nei confronti dei suoi membri, i quali, secondo il ministro, da una parte predicherebbero la libertà di espressione, e dall’altra la negherebbero in caso che questa vada contro i propri interessi.

Infine, si è discusso della gestione turca di una parte della linea di confine turco-siriana. Secondo quanto riferito dal ministro turco, ogni sviluppo che accade in Siria ha inevitabilmente un effetto destabilizzante sulla Turchia, motivo per il quale, durante l’intervento, Cavusoglu ha legittimato la permanenza delle pattuglie turche del confine. In particolare, ha lodato gli sforzi turchi nella lotta contro il terrorismo in entrambi i Paesi, sottolineando la dedizione e l’impegno nell’assicurare integrità territoriale in Siria.

di Redazione

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