Intelligence USA: la Cina è la più grande minaccia alla libertà nel mondo

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 18:10 in Cina USA e Canada

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Secondo l’intelligence degli Stati Uniti, la Cina rappresenta la più grande minaccia alla democrazia e alla libertà in tutto il mondo e Pechino punta al dominio globale. 

“L’intelligence è chiara: Pechino intende dominare gli Stati Uniti e il resto del pianeta economicamente, militarmente e tecnologicamente”, ha dichiarato il direttore dell’intelligence nazionale, John Ratcliffe, in un articolo d’opinione sul sito web del Wall Street Journal. Ratcliffe, unrepubblicano ex membro del Congresso nominato dal presidente Donald Trump al vertice dei servizi di intelligence degli Stati Uniti, ha affermato che la Cina rappresenta “la più grande minaccia per l’America oggi e la più grande minaccia alla democrazia e alla libertà in tutto il mondo dalla seconda guerra mondiale”.

Ratcliffe ha dichiarato di aver spostato le risorse del budget federale annuale da 85 miliardi di dollari dell’intelligence per aumentare l’attenzione sulla Cina. Questo ha poi aggiunto che lo spionaggio economico della Cina si fonda su tre passaggi: “Ruba, Replica and Rimpiazza”. Le entità cinesi sono accusate di reubare la proprietà intellettuale delle società americane, copiarla e poi rimpiazzare le società degli USA nel mercato globale.

Un portavoce dell’ambasciata cinese negli USA ha risposto alle affermazioni di Ratcliffe e ha dichiarato che queste “distorcono i fatti” e sono basate sull’ipocrisia. Secondo Pechino, tali dichiarazioni mostrano “la mentalità radicata della guerra fredda e i pregiudizi ideologici di alcune persone negli Stati Uniti”. La Cina ha spesso invitato i leader statunitensi a ridurre la propria retorica, che viene attribuita alla paura del ruolo crescente del Paese nel mondo. L’articolo di Ratcliffe sul Wallstreet Jurnal rappresenta il più recente attacco contro la Cina dell’amministrazione Trump, che cerca di cementare l’eredità del presidente uscente contro Pechino dopo la sua sconfitta elettorale del 3 novembre.

Ratcliffe ha fatto riferimento ai rapporti raccolti dalle agenzie di intelligence statunitensi secondo cui i rappresentanti cinesi avrebbero cercato di interferire nella politica interna degli Stati Uniti. Ha anche accusato la Cina di aver rubato la tecnologia di Difesa degli USA per alimentare gli aggressivi piani di modernizzazione militare del presidente Xi Jinping. “Le elezioni sono finite. Ora siamo tutti onesti sulla Cina “, ha dichiarato Ratcliffe a Reuters dopo la pubblicazione dell’articolo.

In tale contesto, il 2 dicembre, l’amministrazione Trump ha imposto nuove restrizioni i viaggi negli USA da parte di membri del Partito comunista cinese (PCC) e dei loro familiari stretti, con effetto immediato. Secondo il quotidiano cinese Global Times, tale mossa andrà ad intensificare senza dubbio le tensioni tra Cina e Stati Uniti. Dapprima, la testata statunitense New York Times ha citato persone a conoscenza dei fatti le quali avrebbero riferito che i visti da visitatori concessi ai membri del PCC e ai loro familiari avranno un periodo di validità di massimo un mese durante il quale sarà loro consentito un solo ingresso. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA ha poi rilasciato una dichiarazione confermando che il periodo massimo di permanenza consentito ai membri del PCC negli USA sarà ridotto da dieci anni ad un mese.

Il Dipartimento di Stato ha affermato che l’ultima misura fa parte di una serie di azioni del governo statunitense per “proteggere la nostra nazione dell’influenza malvagia del PCC”. Prima del 2 dicembre, ai membri del PCC così come ad altri cittadini cinesi potevano essere rilasciati visti per recarsi negli USA in qualità di visitatori della durata massima di 10 anni ed erano altresì consentiti più accessi per uno stesso visto.  Secondo quanto riferito dal New York Times, le nuove misure non saranno applicabili nelle richieste di altri tipi di visto da parte membri del PCC, come quelli per l’immigrazione o per motivi di lavoro. Oltre a questo, nessun permesso già rilasciato e in corso di validità subirà cambiamenti in base alle nuove regole.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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