Brexit: UE pronta per un accordo, ma la Gran Bretagna esita

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 21:06 in Europa UK

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Alcuni funzionari dell’Unione Europea hanno rivelato, venerdì 4 dicembre, che un accordo commerciale post-Brexit potrebbe essere concluso questo fine settimana. Londra, tuttavia, continua a insistere sul fatto che i negoziati sono ancora “molto complessi” e che il governo britannico intende a tutti i costi “riprendere il controllo” del suo Paese.

A meno di quattro settimane dal momento in cui il Regno Unito lascerà ufficialmente il blocco europeo, il 31 dicembre, un funzionario dell’UE ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che un accordo sembra essere “imminente”. Un altro ha suggerito che “mancano pochi giorni”.

La Gran Bretagna, invece, si è detta meno ottimista dopo che i colloqui a Londra si sono interrotti nella tarda serata di giovedì 3 dicembre. “Ci sono ancora alcuni problemi da superare. Il tempo scarseggia e siamo a un punto molto difficile dei colloqui “, ha detto ai giornalisti un portavoce del primo ministro britannico, Boris Johnson. “Quello che è certo è che concorderemo un accordo che non rispetti i nostri principi fondamentali sulla sovranità e sul riprendere il controllo della nazione”, ha aggiunto. Alla fine Johnson dovrà decidere se lui e la Gran Bretagna faranno meglio a scendere a compromessi o ad andarsene senza un accordo.

Per settimane, il capo negoziatore dell’UE per la Brexit, Michel Barnier, e il suo omologo britannico, David Frost, hanno discusso di materie come la pesca, gli aiuti di Stato e le modalità per risolvere le controversie future, in modo che si possa arrivare ad un accordo globale che disciplini gli scambi annuali tra le due parti, dal valore di circa 1 trilione di dollari. L’Unione ha affermato che sta sfidando la Gran Bretagna a decidere quale futuro vuole per sé stessa al di fuori del mercato unico e dell’unione doganale del blocco, dopo 47 anni trascorsi come Stato membro dell’UE. “La vera domanda è: quale progetto politico, economico e sociale vogliono per il proprio futuro?”, ha chiesto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Questa è una domanda per il governo britannico e per il popolo britannico”, ha aggiunto.

La Gran Bretagna ha formalmente lasciato l’UE il 31 gennaio, ma, da allora, si trova in un periodo di transizione in base al quale le regole sul commercio, i viaggi e gli affari rimarranno invariati. Dalla fine dell’anno, sarà trattata da Bruxelles come un Paese terzo. Se le due parti non riusciranno a raggiungere un accordo, il divorzio quinquennale per la Brexit sarà caratterizzato da un alto livello di confusione proprio mentre l’Europa è alle prese con l’enorme costo economico dell’epidemia di COVID-19.

Un’uscita senza accordo è lo scenario peggiore per le imprese e gli investitori, che affermano che potrebbe complicare i confini, spaventare i mercati finanziari e seminare il caos attraverso nelle catene di approvvigionamento che si estendono in tutta Europa e oltre.

Una fonte del governo britannico ha affermato che l’UE ha interrotto i colloqui nella tarda serata di giovedì 3 dicembre, cercando di forzare ulteriori concessioni. “All’ultimo, l’UE sta introducendo nuovi elementi nel negoziato. Una svolta è ancora possibile nei prossimi giorni, ma questa prospettiva si sta allontanando”, ha detto la fonte. Anche il ministro francese degli Affari europei, Clement Beaune, ha dichiarato a Radio Europe 1 che c’è ancora il rischio che i colloqui falliscano, ma ha aggiunto: “Voglio dire ai nostri pescatori, ai nostri produttori, ai cittadini che stanno ascoltando che non accetteremo un accordo con condizioni sfavorevoli”. “Se non sarà possibile raggiungere un buon accordo, ci opporremo. Ogni Paese ha un diritto di veto, quindi è possibile. Faremo la nostra valutazione di questo progetto di accordo, se ce ne sarà uno”, ha aggiunto.

Fonti dell’UE hanno affermato che le discussioni si sono incentrate sulla “parità di condizioni”, ovvero su una serie di principi concordati per gli aiuti di Stato e standard minimi in tema di lavoro e ambiente, nonché su “rimedi efficaci” che ciascuna parte potrebbe adottare in caso di sospette violazioni. “Siamo in una fase critica”, ha detto a Sky TV il segretario alle imprese, Alok Sharma. “È giusto dire che siamo in una fase difficile, ci sono alcune questioni delicate ancora da risolvere”, ha concluso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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