Afghanistan: continuano i progressi diplomatici

Pubblicato il 4 dicembre 2020 alle 17:05 in Afghanistan Asia

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La delegazione che rappresenta la Repubblica Islamica dell’Afghanistan nei colloqui con i talebani ha riferito che sono iniziate le discussioni sull’agenda dei colloqui di pace

I membri del team afghano hanno affermato che i gruppi di lavoro di entrambe le parti dovrebbero incontrarsi il 5 dicembre per finalizzare l’ordine del giorno. La notizia è stata riferita il 3 dicembre, dopo che i negoziatori di entrambe le parti hanno concordato le regole procedurali per i futuri colloqui. La svolta raggiunta a Doha arriva dopo 80 giorni di discussioni tra le due parti è stata accolta con gioia in Afghanistan e dalla comunità internazionale. Stati Uniti, Nazioni Unite, UE, NATO, Canada, Qatar, Regno Unito e Pakistan hanno condiviso la propria soddisfazione per il risultato raggiunto dalle delegazioni. 

“Il cessate il fuoco sarà una parte importante delle questioni che includeremo nell’agenda”, ha dichiarato Habiba Sarabi, membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica. “Si discuterà anche della liberazione dei prigionieri talebani, della rimozione del gruppo dalla lista nera degli Stati Uniti e della riduzione delle violenze”, secondo Faiz Zaland, docente universitario di Kabul. Il portavoce dei talebani, Mohammad Naeem, ha confermato che il 2 dicembre a Doha si è tenuta una riunione generale delle due parti e il comitato congiunto è stato incaricato di preparare gli argomenti per i colloqui. “C’è un desiderio di pace tra gli afgani”, ha aggiunto Naeem. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato: “Accolgo con favore la svolta a Doha, che ci avvicina di un passo alla pace in Afghanistan. Ora è fondamentale vedere rapidi progressi per creare una tabella di marcia politica e imporre un cessate il fuoco globale. Gli afgani meritano la pace e la NATO sostiene pienamente questo percorso per l’Afghanistan”.

Fonti di Doha hanno riferito che le due parti hanno concordato di riconoscere l’accordo di pace USA-talebani e le risoluzioni delle Nazioni Unite sull’Afghanistan come base per i colloqui. I negoziati preliminari erano iniziati il 12 settembre. Tuttavia, i colloqui erano stati ritardati a causa di disaccordi sulle norme procedurali. L’aumento della pressione da parte dei partner internazionali dell’Afghanistan a spinto le parti a scendere a compromessi. Il governo afghano ha espresso la speranza che questa volta i talebani riducano significativamente la violenza o concordino un cessate il fuoco. Da parte loro, i rappresentanti del gruppo hanno dichiarato che, con l’inizio dei colloqui formali, si aspettano il rilascio di prigionieri ancora detenuti dal governo afghano e che i nomi dei leader talebani vengano rimossi dalla lista nera delle Nazioni Unite.

Nonostante gli sviluppi diplomatici, il Paese continua ad essere scosso dalle violenze. La capitale afghana, Kabul, ha registrato 10 esplosioni di ordigni improvvisati (IED) e un attacco missilistico tra il 20 e il 30 novembre. Il bilancio è di 14 vittime e 70 feriti in 10 giorni. Secondo la polizia, la mattina del primo dicembre, due persone sono rimaste ferite in un’esplosione nel PD7 di Kabul. Nei 10 giorni in questione, un’esplosione ha preso di mira un veicolo della polizia nel PD10 della capitale, un veicolo dell’unità di protezione pubblica, un veicolo militare, un’auto che trasportava alcuni giudici. Il governo di Kabul ha incolpato i talebani per gli attacchi, ma questi hanno negato la responsabilità degli assalti nella capitale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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