Tagikistan: il figlio del Presidente vola in Russia ed emerge come probabile successore del padre

Pubblicato il 3 dicembre 2020 alle 6:31 in Russia Tajikistan

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Rustam Emomali, figlio e presunto successore dell’attuale presidente del Tagikistan, ha fatto la sua prima visita ufficiale in Russia in qualità di presidente del Senato la scorsa settimana. Al centro della visita gli accordi migratori tra il paese centroasiatico e la Federazione.

Il viaggio del figlio del presidente Emomali Rahmon è avvenuto mentre la Russia continua a imporre rigide restrizioni relative al coronavirus per le persone che viaggiano dal Tagikistan, nonostante l’allentamento delle regole di ingresso per coloro che arrivano da altre parti dell’Asia centrale. Il problema è motivo di profonda preoccupazione per il Tagikistan, la cui economia dipende fortemente dalle rimesse e segnala il ruolo emergente di Emomali come figura di riferimento nazionale e presunto erede del padre, al potere da oltre 28 anni.

Mentre era a Mosca, Emomali, 32 anni, ha incontrato la sua controparte, la presidente del Consiglio della Federazione Valentina Matviyenko, il vice primo ministro Alexej Overchuk, il sindaco di Mosca Sergej Sobyanin e altri funzionari russi.

La necessità di migliorare le condizioni e le opzioni per i lavoratori migranti è stato argomento di discussione in tutti i vertici tenuti dal presidente del Senato tagiko a Mosca.

Parlando con Overchuk, Emomali ha parlato della necessità di ripristinare il normale traffico aereo tra Russia e Tagikistan. I voli charter sono l’unico mezzo attualmente disponibile per viaggiare ed entrambi i governi hanno imposto restrizioni su chi può entrare nei rispettivi paesi. 

Secondo il ministero tagiko del lavoro e della protezione sociale, il deflusso di migranti verso la Russia è diminuito del 57% su base annua nel 2020 a causa delle restrizioni introdotte durante la pandemia COVID-19. Mosca, che ha lentamente riaperto il suo territorio a cittadini di altri paesi della regione, è restia a riavviare il normale traffico aereo con il Tagikistan, per le difficoltà di Dushanbe nell’affrontare la pandemia e l’inaffidabilità dei dati ufficiali, che parlano di 12.231 casi e 86 decessi in tutto il Paese.

Secondo dati della Banca centrale russa le rimesse dalla Russia al Tagikistan nella prima metà di quest’anno sono diminuite di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2019. La Banca di Russia ha affermato che i trasferimenti di denaro sono ammontati a 681 milioni di dollari, un calo di 430 milioni rispetto all’anno precedente.

Le rimesse dei lavoratori emigrati in Russia rappresenta il 31% del PIL del Tagikistan. In totale, tra tutti gli immigrati nella Federazione, i tagiki rappresentano il 16%.

Nei suoi colloqui Emomali ha chiesto al governo russo di concedere un’amnistia ai cittadini tagiki incapaci di regolarizzare i loro documenti entro il 15 dicembre. Il presidente del Senato tagiko ha parlato in tutti i suoi incontri sulla necessità di migliorare l’istruzione linguistica russa in Tagikistan e migliorare la condizione dei cittadini tagiki che lavorano e vivono in Russia.

La visita ha sottolineato ulteriormente la profonda dipendenza economica del Tagikistan dalla Russia, ma ha anche notevoli implicazioni per il futuro politico di Emomali. Ad oggi, le apparizioni pubbliche di Emomali sono state per lo più limitate a questioni di protocollo, come ad esempio seguire suo padre in eventi come quello in occasione della Giornata nazionale del melone o delle festività dell’equinozio di primavera di Nowruz.

Aver affidato a lui la gestione degli accordi migratori con la Russia, una questione cruciale per il futuro del Tagikistan, proietta Emomali come figura centrale della politica tagika e ne rafforza qualsiasi pretesa futura di subentrare un giorno a suo padre, il sessantottenne Emomali Rahmon, ex direttore di un sovchoz ai tempi dell’URSS divenuto presidente ad interim del Soviet Supremo il 20 novembre 1992 ed eletto due anni dopo alla Presidenza della Repubblica. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione