Niente mascherine, la Svezia ancora in disaccordo con l’OMS

Pubblicato il 3 dicembre 2020 alle 20:14 in Europa Svezia

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La Svezia ha dichiarato che la popolazione non ha ancora bisogno di mascherine contro il coronavirus, mentre le vittime sono diventate oltre 7.000 e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ampliato le raccomandazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione.

L’OMS ha dichiarato che, nelle località dove l’epidemia si sta diffondendo, le persone, compresi bambini e studenti di età pari o superiore a 12 anni, dovrebbero sempre indossare mascherine nei negozi, nei luoghi di lavoro e nelle scuole dove non c’è un’adeguata ventilazione e quando si ricevono ospiti a casa in ambienti scarsamente ventilati. Ciononostante, l’Agenzia sanitaria svedese, promotrice della strategia “soft” adottata dalla Svezia contro il coronavirus, si è astenuta dal raccomandare mascherine, citando scarse prove della loro efficacia. “In alcune situazioni potrebbero essere necessarie le mascherine, ma queste situazioni non si sono ancora verificate in Svezia, secondo il dialogo che abbiamo avviato con le regioni”, ha detto, giovedì 3 dicembre, in conferenza stampa Anders Tegnell, capo epidemiologo svedese. “Tutti gli studi finora suggeriscono che è molto più importante mantenere le distanze che indossare una mascherina”, ha aggiunto.

Nel tentativo di arginare una seconda ondata di coronavirus, che si teme più grave di quella precedente, il primo ministro svedese, Stefan Lofven, ha annunciato che le scuole superiori passeranno alla didattica a distanza per il resto dell’anno. Giovedì 3 dicembre, la Svezia ha registrato 35 nuovi decessi correlati al COVID-19, portando il totale a 7.007. Il Paese ha poi rilevato 6.485 nuovi casi di coronavirus. Questo numero si pone in leggero calo rispetto al picco di 7.240 nuovi casi giornalieri registrato due settimane fa. L’Agenzia per la Sanità pubblica ha tuttavia avvertito che le infezioni potrebbero raggiungere nuovi e più alti livelli nelle prossime settimane. Secondo i dati, il tasso di mortalità pro capite della Svezia è parecchie volte superiore a quello dei suoi vicini nordici, ma inferiore a quello di diversi Paesi europei che hanno optato per i blocchi.

La Svezia ha puntato molto sulla responsabilità della sua popolazione, evitando di imporre rigidi divieti governativi in numerosi settori. Nonostante l’aumento dei casi e le rigorose quarantene applicate in Danimarca e Norvegia ad aprile, i confini, i ristoranti, le palestre, i negozi e i parchi giochi svedesi sono sempre rimasti aperti.

“Lo scopo del nostro approccio è che le persone stesse comprendano la necessità di seguire le raccomandazioni e le linee guida esistenti”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia sanitaria svedese, Johan Carlson. Mentre molti Paesi hanno adottato regole mutevoli e forti restrizioni, Carlson ha affermato che le linee guida svedesi sono state progettate per essere facili da comprendere e conservate per un periodo prolungato. “Non ci sono altri rimedi prima che siano disponibili misure mediche, principalmente i vaccini. La popolazione svedese ha preso la situazione a cuore”, ha detto il direttore.

La strategia svedese per il coronavirus si è basata in gran parte sulla formulazione di raccomandazioni e sulla divulgazione di informazioni al pubblico, facendo leva sull’elevato livello di fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità nazionali e locali. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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