Ministro della Difesa cinese in Pakistan e Nepal, l’India osserva

Pubblicato il 3 dicembre 2020 alle 12:18 in Cina Nepal Pakistan

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Il ministro della Difesa cinese, Wei Fenghe, ha visitato il Pakistan lo scorso primo dicembre, dove ha firmato un memorandum d’intesa per potenziare la cooperazione militare. Il giorno prima, Wei si è recato anche in Nepal. Pechino, Islamabad e Katmandul hanno tutte e tre dispute territoriali aperte con l’India, causa di più attriti diplomatici e militari con Nuova Delhi.

A Islamabad, il ministro della Difesa cinese ha incontrato il presidente del Pakistan, Arif Alvi, il primo ministro, Imran Khan, il presidente del Comitato congiunto dei capi di stato maggiore, Nadeem Raza, e il capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Qamar Javed Bajwa. Durante l’incontro, il presidente Pakistano ha ribadito l’appoggio di Islamabad alla posizione della Cina per le questioni riguardanti il Mar Cinese Meridionale, Taiwan, il Xinjiang e il Tibet. Oltre a questo, Alvi ha sottolineato la volontà di rafforzare la cooperazione per quanto riguarda la costruzione del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), la sicurezza e la difesa. Khan ha poi sottolineato l’alto significato della visita di Wei condotta durante una pandemia che ha dimostrato il sostegno del governo e dell’Esercito cinese verso il Pakistan.

Da parte sua, il ministro Wei ha affermato: “La relazione di partenariato strategico globale tra Cina e Pakistan è unica al mondo” e ha ribadito che i due Paesi si sostengono reciprocamente per quanto riguarda interessi centrali l’una dell’altra. In merito alla cooperazione in ambito militare, Wei ha affermato che sia necessario portare ad un livello più alto le relazioni tra i rispettivi eserciti e rispondere congiuntamente a qualsiasi tipo di rischio e sfida, proteggendo gli interessi di sicurezza e sovranità nazionale, così come preservando la pace e la stabilità regionali. 

Quest’ultima affermazione ha destato particolare attenzione da parte di più media e, in particolare di quelli indiani, in quanto i rischi e le sfide legati agli interessi di sicurezza e sovranità pakistani, ma anche in parte cinesi, sono rappresentati dall’India. The Diplomat ha citato il quotidiano indiano Hinduistan Times che ha affermato che le visite di Wei in Pakistan e Nepal siano state condotte “guardando all’India”. L’ex-ambasciatore indiano in Pakistan e in Cina di Nuova Delhi, Vishnu Prakash, ha poi affermato che con le due visite la Cina ha voluto ricordare a Islamabad e Katmandu che è dalla loro parte. 

Durante la sua permanenza in Nepal, dal 29 novembre, Wang ha confermato la ripresa della cooperazione a livello militare per quanto riguarda lo scambio di studenti, i programmi di addestramento e la fornitura di “aiuti militari non letali” da parte di Pechino a Katmandu. Due giorni prima il Paese era stato visitato anche da un funzionario del Ministero per gli Affari Esteri dell’India, Harsh Vardhan Shringla, e tale viaggio, a detta di più osservatori, aveva indicato un significativo miglioramento nelle relazioni tra l’India e il Nepal, che nell’ultimo anno erano state gravemente compromesse a causa delle dispute territoriali. Al momento, Nuova Delhi sembrerebbe intenzionata a contro-bilanciare la crescente influenza cinese nel Paese confinante.

Al momento l’Esercito Indiano, invece, è impegnato sia sul fronte cinese sia su quello indiano, in quanto da un lato, dallo scorso 5 maggio sono ripresi gli attriti tra Cina e India lungo il confine de facto tra i due Paesi, la Linea di Controllo Effettivo (LAC), che il successivo 15 giugno hanno portato alla morte di 15 soldati indiani. Dall’altro lato, lungo il confine conteso con il Pakistan nella regione del Kashmir, la cosiddetta Linea di Controllo (Loc) continuano a susseguirsi scontri tra le parti e violazioni di cessate il fuoco che lo scorso 13 novembre hanno causato la morte di almeno 11 indiani.

Alcuni esperti indiani citati da The Diplomat hanno ipotizzato l’apertura di una guerra su due fronti che vedrebbe la Cina e il Pakistan combattere congiuntamente l’India, sia alla luce degli scontri già avvenuti sia alla luce di un crescente sostegno della Cina al Pakistan per quanto riguarda la disputa territoriale con Nuova Delhi nel Kashmir. Sempre secondo The Diplomat, nel mese di ottobre la Cina avrebbe aiutato il Pakistan ad istallare missili terra-aria nella porzione di Kashmir che amministra, oltre a questo, in passato, avrebbe aiutato di nascosto Islamabad a sviluppare il proprio programma nucleare.

Al contrario rispetto alle posizioni degli esperti indiani, per più analisti pakistani la Cina e il Pakistan non avrebbero alcun interesse nel provocare una guerra con l’India ed entrambi vorrebbero evitare un conflitto su larga scala con Nuova Delhi. Al contempo, però, la presenza cinese in Pakistan potrebbe servire a tenere in guardia l’India, cosa che il Pakistan da solo non sarebbe riuscito a fare.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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