La disoccupazione in Spagna registra il suo aumento più elevato dal novembre 2012

Pubblicato il 3 dicembre 2020 alle 6:22 in Spagna

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La disoccupazione registrata dai servizi pubblici per l’impiego in Spagna è aumentata di 25.269 persone (0,66% in più) nel mese di novembre, il più alto aumento per questo periodo dell’anno dal 2012.

“Si tratta di un aumento contenuto e in linea con la stagionalità del mercato del lavoro”, ha riferito in una conferenza stampa Joaquín Pérez Rey, segretario di Stato per il lavoro.

Con questo aumento, il numero totale di disoccupati iscritti ai servizi pubblici per l’impiego ammonta a 3.851.312.

Nonostante la crescita della disoccupazione, il Ministero del Lavoro sottolinea che il mercato del lavoro sta resistendo alla sfida della seconda ondata di infezioni da coronavirus e all’imposizione di restrizioni alle attività sociali e lavorative in tutto il Paese.

“L’impatto della seconda ondata della pandemia è molto più limitato rispetto a marzo e aprile, in cui la disoccupazione è aumentata di quasi 600.000 persone. A ottobre e novembre è cresciuta di 74.000 persone, otto volte meno di allora”, ha evidenziato Pérez Rey.

Parlando di settori, l’aumento della disoccupazione si è concentrato principalmente sul settore dei servizi (24.959 disoccupati in più), il più colpito dalle restrizioni volte a limitare l’espansione del coronavirus.

Le affiliazioni previdenziali sono invece aumentate nel mese di novembre superando i 19 milioni di lavoratori iscritti per la prima volta da marzo, consolidando un percorso di ripresa che ha già accumulato sette mesi di incrementi.

“Dei 947.896 posti di lavoro persi dal 12 marzo alla fine di aprile, 578.090 sono stati recuperati”, sottolinea il ministero della Previdenza sociale in un comunicato.

Nonostante ciò, la situazione è lontana dall’avvicinarsi alla normalità prima della pandemia, poiché a novembre sono stati firmati 1,45 milioni di contratti, il 17,8% in meno rispetto allo stesso mese di un anno fa.

Allo stesso modo, rispetto a novembre 2019, il sistema perde 354.877 membri sindacali.

Inoltre, il reddito di centinaia di migliaia di famiglie continua a essere sostenuto dalle speciali indennità di disoccupazione legate alla pandemia, note come ERTE (Expedientes de Regulación Temporal de EMPLEO).

Nello specifico, questo mese di novembre si è chiuso con quasi 747.900 persone in situazione ERTE, in cui l’amministrazione copre fino al 70 per cento dello stipendio dei lavoratori costretti allo stop.

Dall’inizio della pandemia, la Spagna ha pagato 13.392 milioni di euro in benefici ERTE, secondo i dati più recenti. 


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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