USA-Qatar: firmato un nuovo accordo militare

Pubblicato il 2 dicembre 2020 alle 9:58 in Qatar USA e Canada

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Il Ministero della Difesa del Qatar ha firmato un accordo militare con la controparte statunitense, relativo alle attività marittime e al porto di Doha. Questo è da inserirsi nel quadro delle relazioni strategiche instaurate tra i due Paesi.

L’intesa è stata siglata il primo dicembre, durante una cerimonia che ha visto la partecipazione del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate del Qatar, Ghanem bin Shaheen Al-Ghanim, e del Comandante delle Forze Navali del Comando Centrale USA in Medio Oriente, il vice ammiraglio Samuel Paparo, cofirmatari dell’accordo. Quest’ultimo riguarda perlopiù disposizioni di carattere militari e la regolamentazione delle attività presso il cantiere navale di Doha.

Nel corso del meeting, stando a quanto riferito da fonti qatariote, sono state discusse questioni di mutuo interesse e sono state prese in esame le modalità per rafforzare e sviluppare ulteriormente le relazioni tra Doha e Washington in ambito militare e marittimo. In tale quadro, l’incaricata d’affari presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Doha, Greta C. Holtz, ha messo in evidenza come gli USA e il Qatar siano legati da rapporti strategici profondi.

L’accordo del primo dicembre è da inserirsi in un quadro più ampio che vede i due Paesi legati da legami di cooperazione militare rafforzati nel corso degli ultimi anni, e testimoniati dalla firma di diversi patti, oltre che da visite ufficiali ed esercitazioni militari congiunte. Il fine dell’intesa militare, hanno più volte riferito le due parti, è garantire la pace e la sicurezza a livello internazionale e far fronte alla minaccia terroristica.

Sono circa 13.000 i soldati USA stanziati presso base aerea di al-Udeid in Qatar, la quale rappresenta la maggiore base statunitense in Medio Oriente, dove sono stati dispiegati altresì decine di cacciabombardieri. Non da ultimo, la base ospita un deposito di munizioni ed equipaggiamenti degli Stati Uniti, oltre ad aerei impiegati contro lo Stato Islamico e forze di altri membri della coalizione internazionale anti-ISIS a guida statunitense. Secondo il comando centrale statunitense, la presenza della base di al-Udeid nella regione rappresenta una questione di valore, il che ha portato, nel 2018, a delineare un progetto di espansione, con l’obiettivo di costruire altresì caserme residenziali ed edifici di servizio per sostenere gli sforzi congiunti di sicurezza, e “migliorare la qualità della vita delle truppe”. 

Il Qatar viene considerato dagli Stati Uniti un partner eccellente. Per tale motivo, non è stata esclusa la possibilità che al-Udeid possa diventare una base permanente per Washington, nonché un impulso maggiore per rafforzare la cooperazione tra le parti in ambito militare ed il coordinamento delle operazioni delle proprie forze.  “L’Afghanistan, l’Iraq e la Siria sono tutti punti di accesso nella regione. Non esagero quando dico che l’80% del rifornimento aereo nella regione proviene da Al-Udeid”, aveva dichiarato, il 29 gennaio 2018, il ministro della Difesa qatariota, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah.

In tale quadro, gli USA hanno di recente riferito di stare avviando le procedure per nominare il Qatar come “maggiore alleato fuori dalla NATO”, uno status che offre alle nazioni straniere vantaggi in settori come il commercio, la difesa e la cooperazione per la sicurezza.  Risale al 9 luglio 2019, invece, la firma di un accordo tra il governo del Qatar e Raytheon, un’importante azienda statunitense operante nel settore della difesa. In particolare, Doha si è impegnata ad acquistare dalla controparte americana aerei, motori ed altri dispositivi di difesa, tra cui il sistema di difesa aerea ad ampio raggio NASAMS, oltre a sistemi missilistici di tipo Patriot.

Nel corso degli anni, gli Stati Uniti si sono altresì dimostrati impegnati nel favorire uno scioglimento della cosiddetta crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, a seguito del blocco imposto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. Si tratta di un embargo diplomatico, economico e logistico, che si lega alle accuse contro Doha di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

A tal proposito, in una delle ultime mosse prima della fine del mandato del presidente statunitense uscente, Donald Trump, il suo consigliere, Jared Kushner, si è recato in Arabia Saudita, il 30 novembre, per una visita che, secondo diversi analisti, mira a persuadere i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) a porre fine al perdurante embargo. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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