Transnistria: Sandu chiede ritiro di truppe russe

Pubblicato il 2 dicembre 2020 alle 8:33 in Moldavia Russia

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La presidente eletta della Moldavia Maia Sandu ha chiesto il ritiro del Gruppo operativo delle forze russe dalla Transnistria e la trasformazione dell’operazione di mantenimento della pace con la partecipazione della Russia.

“In Transnistria c’è un gruppo operativo di truppe della Federazione russa, rispetto al quale non ci sono mai stati accordi da parte della Moldavia. Pertanto, la posizione dello Stato è che queste truppe dovrebbero essere ritirate e le armi dovrebbero essere rimosse dal territorio del nostro paese”, ha dichiarato Sandu in conferenza stampa. “Continuerò a discutere di questo problema con la leadership della Federazione russa. L’anno scorso, il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu è venuto a trovarci e ha detto che la Russia è pronta ad aiutare nello smaltimento delle armi”.

Allo stesso tempo, Sandu si è espressa a favore della sostituzione delle forze di pace russe in Transnistria con una missione di osservatori civili sotto gli auspici dell’OSCE. “Dato che non vi è pericolo di scontri armati ormai da molto tempo, la posizione della parte moldava è che questa operazione di mantenimento della pace dovrebbe essere trasformata in una missione civile sotto gli auspici dell’OSCE”, ha dichiarato la presidente eletta.

In Transnistria è di stanza un Gruppo operativo di circa un migliaio di soldati e ufficiali, che sono coinvolti nell’operazione di mantenimento della pace e negli arsenali di guardia a Kolbasna, dove sono immagazzinate oltre 20mila tonnellate di munizioni, portate lì dopo il ritiro delle truppe sovietiche dai paesi europei. In precedenza, il ministro degli Affari Esteri e dell’Integrazione Europea della Moldavia, Aureliu Chocoy, ha affermato che Chisinau sta negoziando con la Russia sul ritiro del Gruppo operativo dalla Transnistria, ma riconosce come legale il lavoro delle forze di pace russe.

Le truppe russe furono schierate nella zona di guerra il 29 luglio 1992 in conformità con l’Accordo sui principi della risoluzione pacifica del conflitto armato nella regione transnistriana della Repubblica di Moldavia, firmato il 21 luglio 1992 dai presidenti della Federazione russa e della Moldavia alla presenza del leader della Transnistria. Attualmente stanno mantenendo la pace nella zona di sicurezza in divisione lungo il Dniester, insieme a militari della Moldavia, della Transnistria e a un gruppo di osservatori militari dell’Ucraina.

La rimozione e lo smaltimento delle munizioni immagazzinate a Kolbasna è iniziata nel 2003, ma il processo è stato bloccato dalle autorità della Transnistria nel 2004 per via delle tensioni interne alla Moldavia. Il presidente della repubblica autoproclamata della Transnistria, Vadim Krasnoselsky, ha affermato che la repubblica è categoricamente contraria al ritiro del Gruppo operarivo russo, ma sostiene l’idea di smaltire le munizioni. Tuttavia, questi problemi, secondo lui, dovrebbero essere discussi esclusivamente con la Federazione russa.

In una riunione nell’agosto 2019 con l’attuale presidente della Moldova, Igor Dodon, il ministro degli esteri russo Shoigu aveva suggerito di avviare il processo di smaltimento delle munizioni a Kolbasna. Dodon, nei suoi discorsi all’ONU e all’APCE, ha accolto favorevolmente questa iniziativa, che, nelle sue parole, potrebbe spostare il processo di negoziazione sulla soluzione transnistriana. Gli Stati Uniti, così come l’OSCE, hanno espresso interesse a partecipare alla dismissione, dove a Chisinau è stata offerta l’assistenza di esperti per valutare le condizioni tecniche degli arsenali.

Sandu si è espressa a favore dell’intensificazione dei negoziati sulla Transnistria nel formato “cinque più due” (Moldova, Transnistria, OSCE, Russia, Ucraina e osservatori di Stati Uniti e UE).

“Intendo intensificare i negoziati nel formato cinque più due, che vengono condotti con la partecipazione dei partner internazionali del nostro paese. Di recente, questi negoziati hanno subito un rallentamento”, ha affermato la presidente eletta. Allo stesso tempo, ha sottolineato che non intende condurre “trattative per il gusto di trattare”, rispondendo alla domanda dei giornalisti sulla sua intenzione di incontrare il presidente della Transnistria, Vadim Krasnoselsky.

Sandu ha espresso rammarico per il fatto che i partiti moldavi non possano fare campagna elettorale in Transnistria, sottolineando la necessità di “lottare per i diritti e le libertà dei cittadini moldavi che vivono sulla riva sinistra del Dnestr”, nonché “contro il contrabbando e la corruzione” nella regione della Transnistria.

L’attuale presidente della Moldova, Igor Dodon, ha tenuto un incontro con Krasnoselsky lo scorso luglio, in seguito al quale è stato annunciato che era pronto per nuovi negoziati su un accordo. L’unico incontro dell’anno scorso nel formato “cinque più due” si è tenuto a Bratislava il 9 e 10 ottobre, ma i partecipanti non sono riusciti a concordare alcun punto e non è stato firmato alcun documento finale. Thomas Mayer-Harting, Rappresentante del Presidente in esercizio dell’OSCE per un accordo in Transnistria, aveva accolto con favore l’incontro tra Dodon e Krasnoselsky, esprimendo la speranza che possa aprire la strada a un ulteriore dialogo costruttivo e portare a risultati concreti nei prossimi mesi.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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