NATO: al via la riunione dei ministri degli Affari Esteri

Pubblicato il 2 dicembre 2020 alle 6:05 in NATO

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È iniziata martedì 1 dicembre la riunione dei ministri degli Affari Esteri della NATO, tenuta in modalità remota e presieduta dal segretario generale, Jens Stoltenberg. Tra i punti discussi vi sono stati la strada da intraprendere in Afghanistan, l’ascesa della Cina, e le azioni militari destabilizzanti della Russia.

L’incontro è stato aperto con la discussione del progetto NATO 2030. All’inizio di quest’anno, Stoltenberg ha nominato un gruppo di esperti per sostenere il lavoro del segretario stesso sul continuo adattamento dell’Alleanza nel corso del prossimo decennio. Il rapporto, presentato ai Ministri, riporta come punto focale la necessità di rafforzare la coesione e il coordinamento dell’Alleanza per far fronte alle attuali e future sfide globali, quali il terrorismo, il cambiamento climatico, il controllo delle armi nucleari, il cyber-terrorismo, le pandemie e i disastri naturali.

Per quanto riguarda l’Afghanistan, Stoltenberg ha riconosciuto la decisione degli Stati Uniti di ritirare gran parte delle sue forze dal territorio afgano, come previsto dall’accordo concluso con i talebani del 29 febbraio scorso, ma ha ribadito che l’Alleanza transatlantica dovrà rimanere coordinata e agire in modo “ordinato”.  In merito a questo punto, Stoltenberg ha inoltre affermato che l’Alleanza deve prendere una decisione difficile. Le possibili scelte sono due: ritirare le truppe dall’Afghanistan, perché si valuta che i talebani potrebbero non tenere fede agli accordi, oppure rimanere, rischiando di combattere militarmente a lungo termine. Questa seconda opzione comporta il rischio di mettere a repentaglio i progressi nella lotta al terrorismo internazionale per impedire che l’Afghanistan sia una piattaforma per lanciare attacchi sui Paesi NATO.  

Secondo quanto riferito da Stoltenberg durante la conferenza stampa del 30 novembre scorso, il Pentagono prevede di ritirare circa 2.500 soldati dall’Afghanistan entro il 15 gennaio 2021, dall’attuale totale di circa 4.500, anche se il Segretario della Difesa ad interim Christopher C. Miller non ha fornito specifiche su quali truppe rimarranno e quali torneranno negli Stati Uniti. Stoltenberg ha dichiarato che ci sono circa 11.000 soldati in totale della NATO in Afghanistan, comprese le truppe statunitensi.

Nonostante il ritiro annunciato dagli Stati Uniti, Stoltenberg ha reiterato che le missioni di addestramento della NATO continueranno senza sosta in luoghi come la base guidata dalla Germania a Mazar-e-Sharif, la base presidiata dall’Italia a Herat e la presenza della NATO a Kabul, compresi il quartier generale e la base della Turchia all’aeroporto internazionale di Hamid Karzai. Le forze americane continueranno comunque a fornire strumenti chiave, quali trasporto aereo, supporto medico e intelligence, ha aggiunto il Segretario generale.

Durante questa prima giornata di riunione, i ministri si sono occupati del crescente sviluppo militare della Russia intorno all’Alleanza. La Russia sta modernizzando il suo arsenale nucleare e lanciando nuovi missili, violando trattati e regimi di controllo. In particolare, ha annunciato Stoltenberg, la Russia sta dispiegando forze dall’Alto Nord, alla Siria e alla Libia. A detta del Segretario generale, anche la maggiore presenza russa a seguito delle crisi in Bielorussia e nel Nagorno-Karabakh non è da sottovalutare. Inoltre, i ministri hanno discusso su come mantenere il regime di controllo degli armamenti nucleari in vista della scadenza del New START, il trattato sul controllo delle armi nucleari siglato da Stati Uniti e Russia, il prossimo febbraio.

I ministri degli Affari Esteri della NATO hanno anche affrontato la situazione nel Mediterraneo orientale. Stoltenberg ha dichiarato di voler ulteriormente rafforzare il meccanismo militare di de-conflitto tra Turchia e Grecia, il quale fornisce una linea diretta tra i due alleati e inoltre annulla alcune specifiche esercitazioni militari.

In aggiunta, i leader hanno valutato il cambiamento degli equilibri di potere globali con l’ascesa della Cina come potenza economica. “La Cina non è il nostro avversario”, ha chiarito il Segretario generale durante la già citata conferenza stampa, sottolineando che l’ascesa del paese asiatico rappresenta un’importante opportunità per le economie dell’Alleanza e per discutere di cambiamento climatico e controllo degli armamenti. Tuttavia, ha aggiunto Stoltenberg, le forze della NATO dovranno concentrarsi sui massicci investimenti della Cina in nuove armi e infrastrutture che delineano nuove sfide per la sicurezza dell’Alleanza.

di Redazione

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