Il bilanciamento dell’Egitto nella questione palestinese

Pubblicato il 2 dicembre 2020 alle 12:46 in Egitto Israele Palestina

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Dopo aver incontrato il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, il capo di Stato dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, sembra avere in agenda una visita con il premier israeliano, Benjamin Nethanyahu. Il Cairo, in tal modo, starebbe provando a non rimanere indietro rispetto ai recenti sviluppi in materia di normalizzazione, preservando, al contempo, il proprio ruolo nel processo di risoluzione del conflitto israelo-palestinese.

La visita di Abbas nel Paese Nord-africano risale al 30 novembre. Nel corso del meeting, al-Sisi ha riferito al suo interlocutore che l’Egitto continuerà a porsi a fianco della popolazione palestinese, la cui causa rappresenta una delle priorità del Cairo. Quest’ultima, è stato evidenziato, continuerà a incoraggiare il raggiungimento di una soluzione a due Stati, secondo i confini del 1967 e con Gerusalemme Est come capitale, la quale rappresenta una risoluzione ideale che consentirebbe al popolo israeliano e palestinese di convivere in pace, lontano da situazioni conflittuali. A tale scopo, per al-Sisi è necessario instaurare un clima di solidarietà, che possa incoraggiare le parti a sedersi nuovamente al tavolo dei negoziati.

L’Egitto si è poi detto disposto a continuare a profondere sforzi sia per portare stabilità nella Striscia di Gaza, così da migliorarne le condizioni umanitarie ed economiche, sia per consentire la riconciliazione e l’unificazione delle diverse fazioni palestinesi. Abbas, da parte sua, ha ringraziato il suo interlocutore per il ruolo svolto dall’Egitto, volto a salvaguardare i diritti del popolo palestinese e ad incoraggiare l’unità nazionale. A ragione di ciò, si è detto concorde a continuare a coordinarsi su questioni di mutuo interesse.

In concomitanza con la visita di Abbas al Cairo, fonti israeliane hanno rivelato che il premier Netanyahu si recherà in Egitto nelle prossime settimane, e ciò porterà, presumibilmente, alla firma di accordi economici tra i due Paesi. L’obiettivo di Israele sarebbe rafforzare la cooperazione in ambito economico, sulla scia di quanto avvenuto con Bahrein ed Emirati Arabi Uniti (UAE), a seguito degli accordi di normalizzazione siglati il 15 settembre scorso. Al centro delle discussioni potrebbero, pertanto, esservi, lo sviluppo di progetti commerciali e di iniziative imprenditoriali tra Egitto e Israele, dopo che, funzionari di entrambi i Paesi hanno già tenuto una serie di colloqui.

Secondo il quotidiano al-Arab, obiettivo del Cairo è svolgere un ruolo di primo piano nella questione israelo-palestinese, senza, però, rimanere indietro rispetto agli altri Paesi del Golfo che hanno recentemente normalizzato le proprie relazioni con Israele, traendone beneficio anche a livello economico. Secondo alcuni analisti, quello messa in atto da Tel Aviv è un progetto in continua espansione che porrà anche l’Egitto di fronte alla scelta di aderirvi o meno. La questione palestinese, è stato evidenziato, rappresenta un fulcro del piano israeliano e ciò ha posto Il Cairo in una posizione difficile.

Tuttavia, il Paese Nord-africano sembra aver trovato un escamotage, continuando ad interagire sia con l’Autorità Palestinese sia con Israele, e, sebbene mostri diffidenza verso le conseguenze del progetto israeliano a livello regionale, non ha mai espressamente dichiarato il proprio rifiuto a riguardo. In tale quadro, secondo alcune fonti di al-Arab, l’Egitto è consapevole che, se vorrà davvero favorire una risoluzione del conflitto israelo-palestinese, non potrà non partecipare alla “nuova equazione” determinata dai piani di Israele. Inoltre, era stata proprio Il Cairo ad essere la prima siglare, nel 1979, un trattato di pace con cui ha riconosciuto lo Stato di Israele.

Di fronte a tale scenario, secondo alcuni osservatori, il problema non sta nell’adesione dell’Egitto ai piani di normalizzazione, bensì al ruolo che il Paese Nord-africano svolgerà nello scenario futuro, che sarà proporzionale a quello svolto sino ad ora. A tal proposito, è probabile che Il Cairo continuerà ad intensificare le consultazioni con i Paesi arabi interessati a normalizzare le relazioni con Israele, così da formare una rete di sicurezza, per far sì che Tel Aviv non sia l’unico vincitore nelle battaglie politiche ed economiche future. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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