Militari russi allestiscono ospedale da campo a Stepanakert

Pubblicato il 1 dicembre 2020 alle 6:11 in Armenia Russia

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L’ospedale da campo è stato allestito dopo che nella giornata di domenica era stato annunciato l’arrivo di 60 medici militari russi nel Nagorno-Karabakh.

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha reso noto che le forze di peace-keeping dislocate nel Nagorno-Karabakh hanno portato a termine l’allestimento di un ospedale da campo nella capitale dell’omonima autoproclamata Repubblica, Stepanakert.

“Abbiamo completato l’allestimento dei moduli gonfiabili. In primo luogo siamo orientati verso le forniture mediche da parte del contingente di pace. Siamo inoltre pronti a fornire supporto alla popolazione civile. Dislocheremo in questo ospedale fino a 40 persone”, ha riferito a RIA Novosti Yaroslav Ivanov, responsabile dell’ospedale da campo.

Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russo, l’ospedale è dotato di un reparto di rianimazione, di uno di diagnostica, di un laboratorio, di una sala operatoria, di un reparto odontoiatrico e infine di uno di oculistica. 

Sul canale ufficiale di Telegram di RIA Novosti sono state pubblicate diverse immagini dell’ospedale da campo allestito dalle forze di peace keeping russe nel Nagorno-Karabakh.

Nella giornata di domenica è stato reso noto che oltre sessanta medici militari russi sono giunti nella regione del Nagorno-Karabakh per fornire assistenza medica specialistica alla popolazione locale.

Dopo sei settimane di guerra, lo scorso 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

Il conflitto tra i due Paesi tuttavia non è qualcosa di nuovo. L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono infatti il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia. Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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