Libia: nuove discussioni per le “posizioni sovrane”

Pubblicato il 1 dicembre 2020 alle 8:33 in Africa Libia

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La città marocchina di Tangeri sta ospitando un nuovo incontro tra i rappresentanti dell’Alto Consiglio di Stato libico e della Camera dei Rappresentanti, da collocarsi nel quadro del Comitato di coordinamento 13+13.

Il meeting ha avuto inizio il 30 novembre, sotto l’egida delle Nazioni Unite, e rappresenta la continuazione degli incontri organizzati sin dalla proclamazione del cessate il fuoco, il 21 agosto, i quali mirano a giungere a una risoluzione politica della crisi libica. Secondo quanto riportato da fonti marocchine, l’obiettivo del nuovo incontro è proseguire sulla strada delle decisioni stabilite sia con il Forum di dialogo politico sia con l’ultimo summit di Tangeri, svoltosi dal 23 al 28 novembre, il quale ha portato ad un primo consenso verso la riunificazione delle Camere libiche, di Tripoli e di Tobruk.

L’Alto Consiglio di Stato è un organo legislativo, nonché l’organismo consultivo che riunisce gran parte dei deputati eletti nel 2012, in occasione delle prime elezioni dopo la caduta dell’ex dittatore Muammar Gheddafi. Tale ente è stato ideato dopo che, con la formazione del nuovo Parlamento nel 2014, insediatosi a Tobruk, questo entra in contrasto con quello vecchio di Tripoli, formato per la maggior parte da membri della Fratellanza Musulmana. Successivamente, con gli accordi di Skhirat del 2015, la vecchia camera assume il ruolo di Alto Consiglio di Stato ed esautora la Camera dei Rappresentanti di Tobruk dall’attività legislativa. Diversamente dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, l’Alto Consiglio ha sempre riconosciuto il governo di Tripoli, guidato da Fayez al-Sarraj, ma, al contempo è considerato l’istituzione più rappresentativa dei Fratelli Musulmani.

In una dichiarazione ad Al-Jazeera, un membro del Consiglio supremo di Stato in Libia, Abdel-Qader Hawaili, ha affermato che l’incontro di coordinamento a Tangeri mira a inviare un messaggio chiaro, ovvero che “il Consiglio supremo e la Camera dei rappresentanti sono istituzioni che svolgono un ruolo cardine nel dialogo politico in Libia, e, pertanto, non dovrebbero essere ignorate”. Lo stesso deputato ha precisato che il meeting iniziato il 30 novembre parte da quanto già stabilito a Bouznika nel corso delle precedenti sessioni, svoltesi  tra il 6 e il 10 settembre,  tra il 2 e il 6 ottobre e tra il 3 e il 5 novembre.

Stando a quanto riferito da al-Arabiya, un altro obiettivo delle discussioni dei 26 rappresentanti riunitisi a Tangeri dal 30 novembre, è riaprire il file riguardante i meccanismi di nomina delle cosiddette “posizioni sovrane”, tra cui il governatore della Banca Centrale della Libia, il presidente della Corte dei Conti, il capo dell’Autorità di controllo amministrativo, il capo dell’Autorità anticorruzione, presidenti e membri dell’Alta Commissione elettorale, il presidente della Corte suprema e il procuratore generale. Si è trattato, sino ad ora, di cariche spesso aventi doppi rappresentanti, uno per l’Est e l’altro per l’Ovest libico. Secondo le prime indiscrezioni, i 26 deputati libici vorrebbero dapprima stabilire le modalità per unificare gli organismi esecutivi, il governo e il Consiglio Supremo di Stato, per poi proseguire, successivamente, con la nomina dei diversi componenti.

Tuttavia, una fonte parlamentare ha rivelato al quotidiano al-Arabiya che la prima giornata di colloqui non ha portato ad alcun risultato concreto e che, al contrario, sono continuate ad emergere divergenze in merito alla nomina delle suddette posizioni sovrane, dalla selezione dei candidati alla loro distribuzione geografica. A detta della fonte intervistata, si tratta di un importante nodo da sciogliere per giungere a una soluzione della crisi libica. Alla base delle divergenze, sembrano esservi conflitti di interesse e una mancanza di fiducia tra le parti, ma, come evidenziato anche da un analista politico libico, la denominazione delle posizioni sovrane sarà uno degli ostacoli più difficili da superare, ma necessario per il successo di qualsiasi incontro.

Risolvere tali ostacoli risulta essere essenziale per poter intraprendere il cosiddetto percorso politico, in vista delle elezioni presidenziali e legislative già stabilite per il 24 dicembre 2021. Il fine ultimo è porre fine alla situazione di grave instabilità in cui la Libia versa sin dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Tra i risultati più rilevanti raggiunti nel corso delle discussioni degli ultimi mesi, il 23 ottobre, due delegazioni rivali, rappresentanti il governo di Tripoli e l’Esercito Nazionale Libico (LNA), hanno concordato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento libici e l’allontanamento di gruppi armati e mercenari stranieri entro 90 giorni dalla firma dell’accordo. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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