Iran: nuovi dettagli sull’uccisione di Fakhrizadeh

Pubblicato il 1 dicembre 2020 alle 12:24 in Iran Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale in Iran, Ali Shamkhani, ha affermato che lo scienziato iraniano, Mohsen Fakhrizadeh, assassinato il 27 novembre, è stato ucciso da Israele “da remoto”, per mezzo di dispositivi controllati a distanza.

Le dichiarazioni sono giunte il 30 novembre, a pochi giorni dall’uccisione di Fakhrizadeh, considerato da Israele il capo del programma nucleare di Teheran. Secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, lo scienziato sarebbe morto in ospedale dopo essere stato colpito da spari di pistola ad Absard, nei pressi di Damavand, un sobborgo nella parte orientale di Teheran, durante un’imboscata presumibilmente tesa da Israele. Tuttavia, tale ipotesi non ha ancora trovato un riscontro. Lo scienziato è stato considerato il promotore del programma nucleare iraniano Amad per i due decenni precedenti al suo smantellamento, avvenuto all’inizio degli anni 2000. Nel corso degli anni, Fakhrizadeh avrebbe, però, continuato a lavorare al progetto.

Secondo il segretario Shamkhani, ad essere ritenuta responsabile è l’organizzazione Mojahedin-e Khalq (MKO), altresì nota come Esercito di Liberazione Nazionale dell’Iran. Si tratta di un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico che ha preso il potere in Iran successivamente alla rivoluzione del 1979, e ritenuto illegittimo da Teheran. Il gruppo avrebbe svolto un ruolo a fianco del Mossad israeliano nell’operazione che ha portato alla morte dello scienziato, condotta attraverso l’utilizzo di mezzi elettronici sofisticati di ultima generazione. Secondo Shamkhani, inoltre, è da circa 20 anni che Israele prova ad uccidere Fakhrizadeh, ma ora il “nemico” ha impiegato un nuovo metodo, rivelatosi efficace.

A tal proposito, l’agenzia di stampa Fars aveva inizialmente parlato di una “mitragliatrice telecomandata” montata sul pick-up che in seguito è esploso, mentre l’emittente televisiva Al-Alam ha riferito di armi “controllate da satellite”. Stando a quanto riportato da Fars, l’operazione è durata, in totale, tre minuti. Fakhrizadeh si trovava, insieme alla moglie, all’interno di un’auto blindata, accompagnati da tre auto di scorta. Un primo rumore di proiettili ha spinto lo scienziato a scendere dall’auto, credendo si trattasse di una collisione o di un guasto al motore, ma, una volta uscito, è stato colpito da una raffica di proiettili sparata da una mitragliatrice automatica telecomandata, montata su un veicolo parcheggiato a 150 metri di distanza. Pochi istanti dopo, il pickup è esploso.

In tale quadro, il 30 novembre, nel corso della cerimonia dei funerali dello scienziato, il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami ha dichiarato: “La nostra risposta all’assassinio di Fakhrizadeh è inevitabile, e sarà una punizione severa per coloro che hanno commesso tale crimine”. Anche il vicepresidente iraniano, Eshaq Jahangiri, ha descritto l’assassinio di Fakhrizadeh un atto di terrorismo di Stato, di fronte al quale gli altri Paesi non dovrebbero rimanere in silenzio. Sono diverse le personalità iraniane del mondo politico e militare che hanno minacciato una ritorsione. Tra queste, il comandante in capo del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC), Hossein Salami, il quale ha dichiarato che: “Vendetta e punizione per gli autori del crimine sono in agenda”. Ciò ha spinto Israele ad aumentare lo stato di allerta all’interno di ambasciate e rappresentanze diplomatiche e a mettere in guardia anche il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti (UAE), Paesi con i quali ha di recente ripristinato i collegamenti aerei.

Non da ultimo, secondo quanto riportato da al-Araby al-Jadeed il primo dicembre, Teheran ha accusato l’Arabia Saudita di aver partecipato all’operazione del 27 novembre, in quanto membro di una “cospirazione” architettata congiuntamente a Israele e agli Stati Uniti. A tal proposito, il portavoce del Ministero degli Esteri, Saeed Khatib Zadeh, ha accusato Riad di non aver né condannato né preso una posizione in merito all’accaduto, diversamente dai suoi alleati del Golfo.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.