Immigrazione: l’allarme del sindaco di Lampedusa

Pubblicato il 1 dicembre 2020 alle 16:04 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, ha dichiarato che il porto dell’isola è diventato un “cimitero galleggiante” di barche usate dai migranti per raggiungere le coste italiane. 

Martello ha quindi accusato le autorità nazionali di non riuscire a risolvere il problema. L’allerta meteo, a partire dal 29 novembre, ha peggiorato la situazione. “Un forte temporale ha colpito l’isola di Lampedusa, provocando quello che temevamo accadesse e più volte denunciato: le barche dei migranti, che sono state vergognosamente lasciate dalle autorità al molo Favarolo, con il vento di Sud-Ovest sono diventate come mine vaganti, provocando gravi danni all’interno del porto, alle barche attraccate, e che rappresentano un rischio per le persone che erano lì per mettere in sicurezza le loro barche e pescherecci”, ha denunciato Martello.

Il sindaco ha sottolineato il danno ambientale subito dall’isola, creato dai residui nelle acque, nei fondali e nelle spiagge. Martello ha aggiunto che la situazione è diventata “inaccettabile”, sottolineando però che non è colpa dei migranti. “La colpa è di chi dovrebbe disfarsi rapidamente delle barche una volta raggiunta Lampedusa, a cominciare dall’agenzia doganale che si occupa di trattenere le navi una volta sequestrate dopo gli sbarchi”, ha sottolineato. Il sindaco ha affermato che negli ultimi mesi aveva più volte sollevato la questione e, grazie al Ministero dell’Interno, era stata attivata un’azione di emergenza per rimuovere e smaltire le barche. Tuttavia, gli sbarchi sono proseguiti e il trasferimento dei mezzi è stato nuovamente fermato e “così il molo Favarolo è diventato un cimitero galleggiante di barche”, ha aggiunto Martello.

“Non voglio più assistere a questo disastro ambientale: se le autorità competenti non interverranno immediatamente per mettere in sicurezza ancora una volta l’area portuale e ripulire le nostre acque, spiagge e fondali, e se non verrà messo in atto un meccanismo per smaltire periodicamente i barconi dei migranti una volta raggiunta l’isola, emetterò un’ordinanza affinché l’amministrazione comunale possa intervenire direttamente per garantire la sicurezza dei cittadini, delle infrastrutture e del nostro mare”, ha aggiunto Martello ha affermando che l’amministrazione comunale chiederà alle dogane e al Ministero dell’Ambiente un risarcimento per i danni causati dalla loro “inaccettabile inerzia”.

L’Italia è uno dei Paesi europeo maggiormente interessati dal fenomeno migratorio, sia per terra sia per mare. Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di novembre 2020, sono giunti in Europa 13.730 migranti. Nello stesso periodo, il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, risulta essere la Spagna, con oltre 35.200 arrivi, seguita dall’Italia, con più di 32.400 sbarchi, Grecia oltre 14.700 arrivi, Malta, con quasi 2.300 sbarchi, e Cipro, con poco meno di 1000 arrivi. Il numero dei morti in mare nei primi undici mesi del 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ammonta a 983. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre del novembre 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra oltre 14.164 stranieri, e persero la vita nel Mediterraneo 1.709 migranti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.