Sarkissian in visita privata a Mosca

Pubblicato il 30 novembre 2020 alle 6:10 in Armenia Russia

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Il presidente armeno Armen Sarkissian ha lasciato il suo Paese alla volta della capitale russa nella giornata di sabato per una “visita privata”. A riferirlo in un comunicato ufficiale è l’Ufficio Stampa della Presidenza armena.

“Sarkissian è partito il 28 novembre per una visita privata a Mosca. Continuando gli incontri con i rappresentanti della diaspora, Sarkissian incontrerà i membri della comunità armena e le associazioni armene che operano in Russia“, recita la nota.

L’Ufficio Stampa fa inoltre sapere che durante la sua visita nella capitale russa il presidente discuterà degli ultimi sviluppi in Armenia e nel Nagorno-Karabakh.

Russia e Armenia vantano ottime relazioni diplomatiche, dato supportato anche dalla percezione popolare, come emerge in un recente sondaggio condotto in Armenia dal quale è emerso che la stragrande maggioranza dei cittadini armeni considera la Russia un importante alleato.

Dopo sei settimane di guerra, lo scorso 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

Il conflitto tra i due Paesi tuttavia non è qualcosa di nuovo. L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono infatti il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia. Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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