Egitto: il caso Regeni non ostacolerà la vendita delle fregate italiane

Pubblicato il 30 novembre 2020 alle 14:49 in Egitto Italia

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Mentre la Procura di Roma continua ad indagare sul caso Regeni, fonti diplomatiche egiziane hanno riferito che la prima delle due fregate FREMM di produzione italiana giungerà nel Paese Nord-africano entro la fine del 2020.

A riportarlo, il quotidiano al-Araby al-Jadeed, lo stesso che già nel mese di giugno scorso aveva parlato di un contratto da 1.5 miliardi di euro che lega l’Italia e l’Egitto. In particolare, risale al 7 giugno la discussione tra il premier italiano, Giuseppe Conte, e il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, inerente alla vendita di due fregate di tipo FREMM, ovvero Fregate Europee Multi- Missione. Nello specifico, si tratta delle navi Spartaco Schergat e Emilio Bianchi, fabbricate dall’azienda italiana Fincantieri ed inizialmente destinate alla Marina italiana.

L’accordo è da inserirsi in un piano militare più ampio, da un valore superiore a 9 miliardi di dollari, trapelato sin dal mese di febbraio scorso, e che prevede l’esportazione anche di 20 imbarcazioni della categoria Falaj II per operazioni di pattugliamento, 24 jet Eurofighter Tycoon, 24 addestratori di jet M-346, elicotteri AW149 e un satellite militare. La quantità di velivoli e dispositivi, a detta di fonti egiziane, potrebbe aumentare.

Secondo quanto riportato dal quotidiano in lingua araba il 30 novembre, la prima delle due fregate giungerà nel prossimo mese in Egitto e verrà ribattezzata “al-Jalala”. L’invio della seconda imbarcazione è previsto, invece, per la primavera 2021. Come evidenziato dalla fonte egiziana, ciò significa che “la vacillante cooperazione giudiziaria e le minacce italiane di avviare un processo penale in contumacia” contro cinque agenti della sicurezza nazionale egiziana, accusati dell’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, non ostacoleranno l’attuazione dell’accordo.

Al contrario, mentre il Ministero della Difesa italiano ha continuato a dialogare con i servizi di intelligenze egiziani, la società italiana SACE, specializzata nel sostegno alle imprese italiane e allo sviluppo delle attività di export e internazionalizzazione, ha portato avanti le operazioni volte a fornire al governo del Cairo un prestito pari a circa 500 milioni di euro, il quale verrà erogato da banche e istituti di finanziamento europei e sarà volto a finanziare la seconda parte dell’accordo italo-egiziano. Stando a quanto riportato da al-Araby al-Jadeed, il Paese Nord-africano si farà carico delle spese della prima fase, stanziando 500 milioni di euro, mentre il prestito servirà a fornire ulteriori armi marittime che non erano state incluse all’inizio delle trattative nella primavera del 2019. Tra queste, circa 4 corvette e 12 “lanciatori d’assalto”, oltre a dispositivi tecnologici per le attività di monitoraggio a distanza come radar e dispositivi di telerilevamento.

A detta della medesima fonte, inoltre, il caso Regeni non ha ostacolato i colloqui tra i “produttori di armi” italiani e le autorità egiziane per costruire fabbriche e officine di armamenti in Egitto, così da produrre localmente armi, sia terrestri sia marittime, da vendere agli altri Stati del Golfo e africani. Il fine ultimo è rendere l’Egitto un centro regionale in materia di industria bellica. Anche la Germania sta partecipando al raggiungimento di tale obiettivo attraverso il gruppo tedesco “ThyssenKrupp”, impegnato a costruire la prima fregata stealth multiruolo “MEKO-A200” in Egitto, la quarta che il Cairo acquisirà dello stesso modello. Le altre tre fregate sono state, invece, costruite a Bremerhaven, in Germania.

In totale, secondo quanto riferito dalle fonti egiziane, il Paese Nord-africano potrebbe acquistare materiale bellico per un valore pari a 11 miliardi di euro in totale, collocandosi, in tal modo, tra i maggiori importatori di armi degli ultimi quattro anni a livello internazionale.  Stando ai dati presentati alla Presidenza del Consiglio dei ministri italiano il 7 maggio 2020, circa le importazioni ed esportazioni di armi, l’Egitto si colloca al primo posto tra i Paesi acquirenti. Nello specifico, nel corso del 2019, sono stati autorizzati contratti di vendita pari a circa 871,7 milioni di euro, volti alla fornitura di 32 elicotteri, di cui 24 di tipo AW149 e 8 di tipo AW189, prodotti dalla società a controllo statale Leonardo. L’anno precedente, il 2018, Il Cairo occupava il decimo posto e la cifra pagata dall’Egitto per l’acquisto di armi, munizioni e sistemi di informazione per la sicurezza di provenienza italiana ammontava a più di 69 milioni di euro. Già in quel caso, la somma superava i 7.4 milioni del 2017 ed i 7.1 milioni del 2016.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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