Annunciata una “nuova fase” dei colloqui a Doha

Pubblicato il 30 novembre 2020 alle 20:20 in Afghanistan Qatar

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La negoziatrice del governo afghano, Fawzia Koofi, ha dichiarato che i colloqui di Doha sono entrati in una nuova fase. 

Koofi non ha riferito ulteriori dettagli al riguardo. Alcune fonti avevano reso noto che le parti avevano trovato un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri colloqui di pace, formate da 21 articoli. Tuttavia, il Palazzo Presidenziale aveva affermato che non sarà d’accordo sulla finalizzazione dell’accordo preliminare fino al completamento della formazione dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale. 

“Spero che in questa nuova fase i talebani mostrino maggiore flessibilità nell’affrontare le richieste del popolo afghano”, ha dichiarato Koofi.“La pace arriverà, ma, durante questo periodo, molte persone perderanno la vita”, ha affermato invece Mawlawi Qalamuddin, capo del partito Harakat-e-Inqilab-e-Islami. Collaboratori vicini all’ex presidente Hamid Karzai hanno dichiarato che il presidente Ashraf Ghani avrebbe accettato le procedure per l’avvio dei negoziati di pace.

“Le regole procedurali sono state approvate e le squadre negoziali di entrambe le parti lo annunceranno”, ha riferito Shahzada Massoud, ex consigliere presidenziale. Tuttavia, il Palazzo Presidenziale ha negato questa affermazione. Fonti hanno aggiunto che in seguito al viaggio del capo negoziatore Masoom Stanekzai a Kabul, la squadra negoziale ha riferito che le regole procedurali per l’inizio dei colloqui saranno finalizzate dopo la definizione dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale, guidato da Abdullah Abdullah.

Di recente, il governo afghano ha chiesto l’inclusione della Loya Jirga, l’assemblea consultiva dell’Afghanistan, nei negoziati. La cosa non è stata accettata dai talebani. Intanto, i ministri della difesa dei Paesi della NATO discuteranno della pace in Afghanistan, il primo dicembre. “Siamo lì da quasi due decenni. E il Paese ha fatto molta strada. Vediamo ora un’opportunità storica per la pace”, ha riferito ai giornalisti il capo della NATO Jens Stoltenberg in una conferenza stampa pre-ministeriale online.

I colloqui in corso a Doha rappresentano ancora una fase preliminare e i cosiddetti “gruppi di contatto” delle due parti si sono incontrati a partire dal 12 settembre, per definire le questioni procedurali dei futuri negoziati di pace intra-afghani. Gli incontri si sono poi arenati su due temi: la giurisprudenza alla base dei colloqui e l’inclusione di documenti come l’accordo USA-talebani e le risoluzioni dell’ONU come base di partenza per le future discussioni. Mentre a Doha si discute di una possibile pace, tuttavia, le violenze del Paese non accennano a fermarsi. 

L’Afghanistan subisce ancora le divisioni derivanti dalla sua travagliata storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto numerosi sconvolgimenti. Nel 1996 i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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