Londra e Parigi firmano un accordo sull’immigrazione, cosa prevede

Pubblicato il 29 novembre 2020 alle 11:00 in Francia Immigrazione UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Francia e il Regno Unito hanno firmato un accordo bilaterale per prevenire l’attraversamento del Canale della Manica da parte di migranti, il 28 novembre.

Londra ha annunciato che la segretaria di Stato per gli Affari Interni del Regno Unito, Priti Patel, e il ministro degli Interni della Francia, Gerald Darmanin, hanno concordato e firmato una serie di misure, nel quadro generale degli sforzi perpetrati dai due Paesi per rendere il percorso attraverso il Canale della Manica “infattibile” per i trafficanti di esseri umani.

L’intesa del 28 novembre prevedere quattro punti principali e una spesa per realizzarli di 31,4 milioni di euro. Dal primo dicembre, la Francia raddoppierà il numero di poliziotti di pattuglia nelle spiagge a Nord della Francia per impedire l’attraversamento del Canale della Manica a bordo di piccole imbarcazioni. Sarà poi aumentata anche la sorveglianza su circa 160 km della costa settentrionale francese, utilizzando droni, apparecchiature radar, binocoli optronici e telecamere fisse. La Francia si è poi impegnata a ricollocare una quota maggiore di migranti presenti sul proprio suolo dal Nord del Paese in centri d’accoglienza dell’entroterra, dai quali tali persone potranno richiedere asilo in Francia o in altri Paesi dell’Unione europea (EU). Infine, saranno aumentati i livelli di sicurezza alla frontiera ai porti nel Nord e nell’Ovest della Francia, per impedire ai trafficanti di esseri umani di trasferire su camion e altri mezzi per il trasporto merci i migranti.

La Francia settentrionale è stata a lungo un punto di partenza per i migranti che vogliono raggiungere il Regno Unito e che spesso si avvalgono di traghetti o camion per arrivare a destinazione. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, però, più gruppi di migranti hanno iniziato ad attraversare il Canale della Manica a bordo di piccole imbarcazioni organizzate da trafficanti, vista la riduzione degli spostamenti dei traffici commerciali tra le due sponde. L’attraversamento del canale della Manica per mezzo di piccole imbarcazioni si è però provato particolarmente pericoloso. Nel mese di ottobre 2020, ad esempio, un’intera famiglia iraniana, composta da due genitori e due figli di 6 e 9 anni, ha perso la vita durante il tragitto e anche un loro terzo figlio di 15 mesi, al momento disperso, si ritiene sia morto con gli altri, dopo che l’imbarcazione si è capovolta.

La questione del flusso migratorio proveniente dal Canale della Manica ha determinato a lungo un punto di attrito nelle relazioni bilaterali tra Francia e Regno Unito. Dall’inizio del 2020, sarebbero state oltre 8.000 le persone che hanno attraversato il Canale della Manica, registrando un incremento di almeno 1.800 individui rispetto al 2019. Al contempo, però, a testimonianza di un’accresciuta cooperazione tra Londra e Parigi sulla questione, la quota degli attraversamenti intercettati e prevenuti è salita dal 41% del 2019 al 60% registrato nelle ultime settimane. Lo scorso 12 luglio, i due Paesi avevano istituito una cellula di intelligence congiunta che ha finora condotto all’arresto di 140 persone e ha impedito 1.100 attraversamenti, secondo i dati del Dipartimento degli Affari Interni di Londra.

Nonostante tali segnali di cooperazione, Parigi, però, si è finora rifiutata sia di accettare le richieste di Londra di riprendere indietro i migranti fermati nella Manica o in territorio inglese, sia di incrementare le proprie attività in mare per fermare e portare indietro le piccole imbarcazioni.

La firma dell’accordo bilaterale tra Francia e Regno Unito è avvenuta nella stessa giornata in cui il capo negoziatore dell’EU, Michel Barnier, è arrivato a Londra per riavviare i negoziati per la Brexit, dopo uno stallo dovuto, tra le altre cose, anche a dispute anglo-francesi sui diritti di pesca.

 Il Telegraph riferisce che le sue fonti interne al governo abbiano definito l’accordo bilaterale una prova della volontà di Francia e Regno Unito di cooperare anche nella fase post-Brexit, nonostante abbiano anche insistito sul fatto che non vi sia alcun legame tra la questione dei migranti e quella dei diritti di pesca. Una delle fonti governative della testata inglese, riferendosi all’intesa bilaterale, ha affermato “Accettiamo il fatto che si tratti di un problema condiviso e riconosciamo di poterlo risolvere solamente lavorando insieme”.

Dopo la firma dell’intesa bilaterale con la Francia, la segretaria di Stato per gli Affari Interni Patel ha dichiarato: “Oltre a tali piani operativi, introdurremo un nuovo sistema di asilo che sia rigido e giusto e io presenterò nuove leggi il prossimo anno per rispettare tale impegno”. Al momento, Patel starebbe altresì cercando di rinegoziare la Convenzione di Dublino con l’UE, che Londra abbandonerà definitivamente il prossimo 31 dicembre. Tale testo europeo stabilisce criteri e meccanismi per la determinazione dello Stato membro dell’UE competente per l’esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri e consente, in determinate circostanze, il trasferimento di un richiedente in un Paese attraversato in precedenza a quello dove giunge la richiesta. Se il Regno Unito riuscisse ad ottenere accesso a tale intesa nella fase post-Brexit, secondo il Telegraph, potrebbe evitare le denunce di deportazione e violazione dei diritti umani ricevute da più gruppi di attivisti.

Secondo più organizzazioni di assistenza e per i diritti umani, il modo migliore per interrompere l’attraversamento della Manica sarebbe quello di fornire percorsi sicuri per i richiedenti asilo nel Regno Unito.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.