Immigrazione: annunciato piano UE per favorire l’integrazione

Pubblicato il 29 novembre 2020 alle 7:33 in Europa Immigrazione

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La Commissione Europea ha annunciato un nuovo piano per aiutare i Paesi a sviluppare programmi migliori per l’integrazione dei migranti. L’iniziativa mira a promuovere il senso di appartenenza e a combattere la narrazione “noi e loro”. Annunciato a Bruxelles a inizio settimana, il progetto si concentra su istruzione e formazione, occupazione e riconoscimento delle competenze, accesso all’assistenza sanitaria e alloggio. Fa parte del Nuovo Patto Europeo su Immigrazione e Asilo. A differenza del precedente piano di integrazione, elaborato nel 2016, il nuovo copre sia i migranti sia i cittadini europei con un background migratorio.“Sono l’integrazione e l’inclusione che possono aiutarci a combattere la xenofobia, l’esclusione, la radicalizzazione e le storie noi-contro-loro”, ha affermato Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione per la promozione dello stile di vita europeo.

“L’effettiva integrazione dei migranti che soggiornano legalmente nell’UE e delle persone, dei cittadini europei, con un background migratorio, è fondamentale”, ha detto Schinas. Presentando il piano, il vicepresidente ha fatto riferimento al Kraainem Football Club, in Belgio, come un esempio di programma di successo per rifugiati e migranti, sostenuto dai fondi dell’Unione Europea. “Questi sono gli esempi che dobbiamo emulare e promuovere in tutta Europa”, ha aggiunto. Il Kraainem Football Club è una scuola calcio belga che promuove la diversità multiculturale accogliendo giovani che provengono da 40 nazionalità diverse e da ogni estrazione sociale.

Tra le proposte del nuovo piano d’azione per il 2021-2027 sono incluse anche le modalità con cui i Paesi europei possono promuovere corsi di lingua nello Stato ospitante o riconoscere più rapidamente le competenze professionali dei migranti. “L’integrazione inclusiva sta fornendo gli strumenti e il sostegno necessari a creare una società dove i migranti possano raggiungere il loro pieno potenziale. In questo modo, le stesse società europee trarranno vantaggio dalla loro forza e dalla loro capacità”, ha affermato il commissario europeo per gli affari interni, Ylva Johansson, sottolineando che la libertà di religione è un valore fondamentale.

Il piano prevede poi un’indagine, da effettuare nel 2022, per valutare le discriminazioni subite dai migranti. Per la prima volta verranno raccolti dati sull’origine etnica, nonché sul sesso, sull’età e sulla disabilità, per aiutare a valutare l’entità e la natura della discriminazione. Ciò potrebbe causare problemi in alcuni paesi dell’UE, come la Francia, dove è illegale che i sondaggi chiedano l’origine etnica degli intervistati.

Tuttavia, il piano d’azione non è vincolante, il che significa che gli Stati membri non sono costretti ad attuare obbligatoriamente i piani della Commissione. “Dettare ai Paesi membri l’obbligo di includere e integrare, questa sarebbe una ricetta sbagliata”, ha affermato Schinas. La strategia più efficace, ha sottolineato il vicepresidente, è quella che include un sistema di incentivi. Per questo, il piano prevede di elargire fondi dell’Unione Europea agli Stati che attuano i suoi obiettivi in coordinamento con la Commissione.

Alcune ONG hanno affermato che è importante assicurarsi che gli Stati membri agiscano in base al piano. “La prossima sfida sarà assicurarsi che, questa volta, il programma abbia il pieno sostegno degli Stati membri, che sono in ultima analisi responsabili delle leggi e delle politiche di integrazione all’interno dei propri confini”, ha affermato Imogen Sudbery, direttore per l’Europa presso il Comitato internazionale di soccorso. Circa 34 milioni di persone nell’Unione Europea, ovvero circa l’8% della sua popolazione, sono nati al di fuori dell’UE. Il 10% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, nati nell’Unione, invece, ha almeno un genitore nato al di fuori di essa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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