Guatemala: Organizzazione degli Stati americani invia missione

Pubblicato il 28 novembre 2020 alle 6:09 in America Latina America centrale e Caraibi

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Arriverà in Guatemala una missione ufficiale dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA) per mediare nella crisi politico-sociale scatenata dopo la repressione poliziesca delle manifestazioni contro la legge di bilancio per il 2021, approvata dalla maggioranza al Congresso e successivamente ritirato su pressione della piazza e in seguito alle tensioni tra il presidente Alejandro Giammattei e il suo vice César Guillero Castillo Reyes, che ne ha chiesto le dimissioni.

“Su richiesta del governo del Guatemala, la segreteria generale dell’Organizzazione degli Stati Americani ha disposto l’invio di una missione speciale nel Paese guidata da Fulvio Pompeo, ex segretario agli Affari strategici dell’Argentina”, ha precisato in una nota ufficiale la segreteria dell’organizzazione continentale.

Il presidente del Guatemala, Alejandro Giammattei, ha invocato il 22 novembre la Carta democratica interamericana, approvata dalla OEA nel 2001 per aiutare a ripristinare l’ordine costituzionale nei paesi membri che lo richiedono.

Secondo la dichiarazione, il Segretariato generale dell’Organizzazione degli Stati Americani ritiene che la responsabilità politica degli attori istituzionali, delle autorità di partito e della società civile sia essenziale per il dialogo e la pace nel paese e per rafforzare le istituzioni democratiche in Guatemala.

La missione guidata dal professore e diplomatico argentino raccoglierà informazioni ufficiali sul tavolo interistituzionale allestito su iniziativa dell’Esecutivo per analizzare temi di trasparenza, responsabilità e analisi del Bilancio Generale dello Stato.

“Il governo ribadisce la sua fiducia nel dialogo e nella promozione di un consenso equo tra i diversi settori della società, basato su istituzioni democratiche, trasparenza, responsabilità e rispetto dei diritti umani”, ha affermato la Presidenza dal Guatemala in una dichiarazione sulla missione continentale.

In un comunicato ufficiale, l’amministrazione Giammattei ha fatto esplicito riferimento “ai gravissimi fatti accaduti nei giorni scorsi” per invocare il meccanismo dell’Organizzazione degli Stati americani per ristabilire l’ordine democratico nelle situazioni che ne giustificano l’applicazione.

Il budget di 99,7 miliardi di quetzal (circa 12,8 miliardi di dollari, 10 miliardi di euro) approvato dalla maggioranza del partito al governo Vamos al Congresso ha generato malcontento popolare, e le manifestazioni pacifiche hanno portato a violenti incidenti e a numerose denunce dell’uso eccessivo della forza da parte delle autorità.

Il modo in cui venerdì 20 novembre è stato approvato il bilancio, in un’unica seduta parlamentare e senza che i 160 deputati abbiano il tempo di leggerne il contenuto, ha motivato il vicepresidente Castillo a chiedere al presidente di porre il veto al bilancio, per poi, qualche ora dopo, prendere che Giammattei si dimettesse e lasciasse il Paese in mano a un “consiglio di notabili”, sotto la supervisione della Chiesa cattolica e delle chiese evangeliche.

Ciò ha provocato l’indignazione e la rivolta dei cittadini contro quello che in Guatemala è conosciuto come “il patto corrotto”, che riunisce alcuni politici, un settore ultra-conservatore dei padronato agrario, i militari e le mafie del narcotraffico.

Il 21 novembre durante una manifestazione pacifica un gruppo di manifestanti ha preso d’assalto il palazzo del Congresso, dando fuoco ad alcune stanze, senza tuttavia danneggiare il cuore dell’istituzione. Secondo gli organizzatori delle proteste si è trattato di una provocazione per gettare discredito sulla protesta. La polizia ha allora disperso la manifestazione arrestando 37 persone. Oltre venti persone sono state ricoverate come conseguenza degli scontri. Le proteste sono continuate per tutta la settimana.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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