Algeria: la potenza militare più forte del Nord Africa

Pubblicato il 28 novembre 2020 alle 7:10 in Africa Algeria

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L’esercito algerino è stato posto alla 13esima posizione nella classifica delle forze armate più potenti al mondo, dopo che il Paese Nord-africano ha mostrato di essere in possesso delle armi “più pericolose nel continente”. Tra queste, il missile balistico Iskander.

A riportarlo, il quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base delle considerazioni della rivista Military Watch. In particolare, nel corso di esercitazioni militari, l’esercito algerino ha dispiegato, per la prima volta, missili balistici ipersonici Iskander di fabbricazione russa, i quali si pensa siano in possesso delle forze armate del Paese già da diversi anni. Stando a quanto riporta Military Watch, l’Iskander è considerato tra i missili balistici tattici più efficienti al mondo, ed è noto per essere stato esportato in Armenia e in Algeria, sebbene anche la Corea del Nord e del Sud abbiano dispiegato missili simili, che si ritiene abbiano beneficiato del trasferimento di tecnologia russa. Iskander ha una gittata pari a circa 500 km ed è particolarmente apprezzato per l’elevata precisione e manovrabilità, oltre che per la sua capacità di viaggiare ad alte velocità, anche superiori a 5 Mach.

A detta di Military Watch, l’Iskander rappresenta la classe più moderna e sofisticata di missili balistici attualmente presente in Africa o nel mondo arabo, ed è uno dei numerosi sistemi d’arma acquisiti dall’Algeria negli ultimi anni, principalmente dalla Russia. Mosca ha altresì inviato missilistici terra-aria a lungo raggio S-400, centinaia di carri armati T-90, veicoli da combattimento per la difesa aerea Pantsir-SM, sottomarini d’attacco di classe Kilo e missili da crociera CX-1 cinesi. Si pensa, inoltre, che l’Algeria abbia firmato un contratto per l’acquisizione di 14 caccia Sukhoi Su-57, per un valore pari a circa 2 miliardi di dollari. Ciò, a detta di esperti di sicurezza, rende l’Algeria il primo Paese ad acquisire armi simili, e rappresenta una “rivoluzione nella regione occidentale del bacino del Mediterraneo”.

In tale quadro, è stata la medesima rivista a rivelare che la Marina algerina ha acquistato tre corvette Russian Project 20380 di classe Steregushchiy, considerate le più moderne della Marina Russa. Queste dovrebbero giungere nel Paese Nord-africano nel 2021, sebbene due siano già in costruzione presso i cantieri navali Severnaya Verf di San Pietroburgo. A detta di Military Watch, si tratta di navi da guerra “senza rivali”, in quanto, sebbene di piccole dimensioni, possono trasportare un equipaggio composto da 90 membri e ospitare una vasta gamma di missili, tra cui da crociera a lungo raggio per attacco terrestre e anti-spedizione, nonché missili terra-aria a medio raggio derivati da quelli del sistema di difesa aerea S-350 a terra. Non da ultimo, si prevede che le corvette verranno dotate di cannoni navali da 100 mm, suite di guerra elettronica, e lanciatori per siluri. La potenza di fuoco dispiegata dalle corvette di classe Steregushchiy, spiega Military Watch, supera notevolmente quella di molte navi da guerra di dimensioni maggiori.

In un report pubblicato il 27 aprile 2020 dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), l’Algeria è stata posta al 23esimo posto tra i 40 Paesi che hanno maggiormente investito nel settore militare. In particolare, il 6% del PIL è stato destinato alla spesa militare, il che equivale a 10.3 miliardi di dollari. Tale cifra è la più alta registrata, nel 2019, nella regione Nord-africana. Parallelamente, l’Algeria occupa la sesta posizione tra i 40 maggiori importatori di armi nel periodo 2015-19, perlopiù provenienti da Russia, Cina e Germania. 

L’interesse dell’Algeria verso armamenti di una simile portata sembra essersi intensificato con lo scoppio della crisi libica nel 2011. Al contempo, il Paese è coinvolto nelle tensioni nel Sahara occidentale, dove appoggia il Fronte Polisario, sebbene, nel corso degli eventi delle ultime settimane, il Paese abbia mostrato una posizione moderata, esortando il Regno del Marocco e i gruppi sahrawi a cessare operazioni militari che possano minare la stabilità della regione.

Secondo quanto riferisce al-Araby al-Jadeed, gran parte della popolazione algerina guarda con sospetto al crescente interesse dei “media occidentali” per l’arsenale bellico del Paese. Al contempo, sono in molti a temere un coinvolgimento dell’Algeria nei conflitti regionali, che potrebbe risultare da “errori di calcolo” commessi da chi desidera mostrare la forza del Paese Nord-africano, ma che, in realtà, potrebbero condurre il Paese in “progetti di smantellamento” messi in atto da potenze occidentali, così come accaduto in Yemen, Siria e Iraq.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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