Stati Uniti: Trump ammetterà la sconfitta dopo il Collegio Elettorale

Pubblicato il 27 novembre 2020 alle 15:50 in USA e Canada

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Il 26 novembre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che lascerà la Casa Bianca se il Collegio Elettorale deciderà di eleggere Joe Biden.

Parlando ai giornalisti durante la festa del Ringraziamento, Trump ha affermato che se il democratico Biden sarà ufficialmente dichiarato vincitore dal Collegio Elettorale dei grandi elettori, allora l’attuale presidente lascerà la Casa Bianca. Tuttavia, Trump ha aggiunto che si tratta di una decisione difficile per lui, poichè “sappiamo che c’è stata una frode massiccia”. “E ‘stata un’elezione truccata”, ha insistito Trump nel suo discorso alla Casa Bianca, pur continuando a non offrire prove concrete delle irregolarità contestate. È stata la prima volta che Trump ha risposto alle domande dei giornalisti dal giorno delle elezioni, che si sono tenute il 3 novembre. 

Negli Stati Uniti, un candidato diventa presidente ottenendo il maggior numero di “grandi elettori”, assegnati alla vittoria in uno Stato, e non ottenendo la maggioranza del voto popolare nazionale. Biden ha vinto entrambi e dovrebbe prestare giuramento il 20 gennaio 2021. Il candidato democratico ottenuto 6 milioni di voti e 306 grandi elettori – molti di più dei 270 sufficienti alla sua elezione – contro i 232 di Trump. Il Collegio Elettorale in cui questi dichiareranno il proprio voto a favore del prossimo presidente degli Stati Uniti d’America si terrà il 14 dicembre. Si tratta di una votazione che va a formalizzare il risultato delle elezioni, senza sconvolgerle.

Tuttavia, Trump ha finora rifiutato di riconoscere pienamente la sua sconfitta, anche se ha ceduto alla crescente pressione dei suoi stessi ranghi repubblicani e ha accettato di lasciare che il processo di transizione verso la nuova amministrazione Biden procedesse ufficialmente. Ulteriori ritardi, come quelli che si sono verificati durante le elezioni del 2000, rischiano di non dare tempo alla prossima amministrazione di organizzare un complesso di istituzioni molto difficile ed estremamente importante per il funzionamento dell’apparato statale e per la tutela della sicurezza nazionale. Gli sforzi frenetici di Trump e dei suoi collaboratori per ribaltare i risultati in alcuni Stati chiave dell’Unione, sia mediante azioni legali, sia facendo pressioni sui legislatori statali, sono falliti e l’attuale inquilino della Casa Bianca sta esaurendo le opzioni.

Dimostrando che intende continuare a sostenere la tesi dei brogli elettorali fino alla fine del suo mandato, Trump ha dichiarato che si recherà il 5 dicembre in Georgia, uno Stato un tempo solidamente repubblicano in cui l’attuale presidente ha perso di un margine non insormontabile, per fare campagna elettorale per due candidati repubblicani al Senato. Le elezioni di ballottaggio in Georgia, il 5 gennaio, determineranno se i repubblicani manterranno o meno la maggioranza al Senato. “Voglio solo dire alla mia gente: non siate ancora delusi perché questa gara è tutt’altro che finita”, ha dichiarato Trump.

Intanto Trump sembra avere il supporto della Russia sulla questione dell’elezione in bilico. Il presidente russo, Vladimir Putin, si congratulerà tempestivamente con il nuovo presidente degli Stati Uniti, a prescindere da chi sia, non appena saranno annunciati i risultati ufficiali delle elezioni, secondo quanto ha riferito ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Rispondendo alla domanda se il “silenzio” di Putin potesse essere interpretato come un segnale in base a cui Mosca non riconosce i risultati del voto, Peskov ha assicurato che non è così. Secondo quanto sottolineato dal portavoce del Cremlino, Joe Biden è stato sì dichiarato vincitore delle elezioni, ma soltanto dai media statunitensi. Non ci sono risultati definitivi ufficiali poiché in alcuni Stati decisivi si stanno ricontando i voti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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