Brexit: rimangono divergenze ma un accordo è possibile

Pubblicato il 27 novembre 2020 alle 20:19 in Europa UK

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L’Unione Europea e la Gran Bretagna hanno dichiarato, venerdì 27 novembre, che continuano ancora ad esserci differenze sostanziali sul contenuto dell’accordo commerciale sulla Brexit. Nel frattempo, il capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, si sta preparando a recarsi a Londra in un ultimo disperato tentativo di evitare un finale senza intesa. 

A sole cinque settimane dal momento in cui il Regno Unito uscirà definitivamente dal blocco UE, il 31 dicembre, entrambe le parti chiedono all’altra di raggiungere un compromesso sulle tre principali questioni ancora in ballo: la pesca, gli aiuti di Stato e le modalità di risoluzione delle controversie future.

Le due delegazioni, quella britannica e quella europea, riprenderanno presto i negoziati faccia a faccia dopo che sono state costrette a interromperli, la scorsa settimana, quando uno del team di Barnier è risultato positivo al coronavirus. “Chiaramente ci sono differenze sostanziali e importanti ancora da colmare, ma ci stiamo muovendo verso questa direzione”, ha detto ai giornalisti il primo ministro britannico, Boris Johnson. “La probabilità di un accordo sarà determinata dai nostri amici e partner nell’UE: c’è un accordo da fare se lo vogliono fare”, ha aggiunto Johnson.

Barnier ha affermato su Twitter che si recherà a Londra, venerdì sera, per una serie di colloqui con il capo negoziatore britannico, David Frost. “Persistono ancora divergenze significative”, ha detto il massimo funzionario della delegazione europea. Finora, nessuna delle due parti ha mostrato la volontà di fare compromessi significativi sulle tre questioni rimaste in sospeso per consentire la svolta. “È tardi, ma un accordo è ancora possibile e continuerò a dirlo fino a quando non sarà chiaro che non lo è”, ha affermato Frost.

La Gran Bretagna ha formalmente lasciato l’UE il 31 gennaio 2020, ma, da allora, si trova in un periodo di transizione in base al quale le norme su commercio, i viaggi e gli affari continuano a rimanere invariate. Dall’inizio del 2021, il Regno Unito sarà trattato da Bruxelles come un Paese terzo.

Un diplomatico dell’UE ha rivelato che mancano “solo pochi giorni” ai colloqui, che in precedenza sono proseguiti con numerose scadenze non rispettate. “Le lacune in termini di parità di condizioni, governance e pesca rimangono ampie”, ha dichiarato la fonte dopo un briefing a porte chiuse in cui Barnier si è confrontato con i diplomatici nazionali per valutare l’andamento dei negoziati. “Tuttavia, se Londra non prenderà rapidamente le decisioni necessarie, sarà quasi impossibile raggiungere un accordo”.

Un’uscita “senza accordo” potrebbe complicare la situazione i confini, spaventare i mercati finanziari e interrompere le delicate catene di approvvigionamento che si estendono in tutta Europa e oltre proprio mentre il mondo è alle prese con le gravi ripercussioni economiche dell’epidemia di COVID-19.

I rappresentanti dell’UE hanno invitato la Commissione Europea a preparare con urgenza misure di emergenza per un no-deal. Ciononostante, Barnier ha sottolineato di essere riluttante a seguire la rotta delle emergenze poiché crede ancora che un accordo possa essere raggiunto, ha rivelato un alto diplomatico dell’UE. Il primo segno di un eventuale sgretolamento dei colloqui sarà probabilmente la chiamata tra Johnson e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Nessun tipo di conversazione tra i due, tuttavia, è stato ancora annunciato. 

Una fonte vicina ai negoziati ha riferito che di recente è stato “difficile” fare progressi. La Von der Leyen ha dichiarato, mercoledì 25 novembre, che l’UE è pronta anche per una Brexit senza accordo, se sarà necessaria. Le due parti stanno cercando di concludere un accordo commerciale che salvaguarderebbe quasi 1 trilione di dollari di scambi annuali e rafforzerebbe la pace nell’Irlanda del Nord.

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Chiara Gentili

di Redazione

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