Agenzia europea per i medicinali conferma trattative per vaccino Sputnik V

Pubblicato il 27 novembre 2020 alle 6:20 in Europa Russia

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L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha confermato di essere in trattativa con lo sviluppatore del vaccino russo Sputnik V contro il coronavirus, riferendo che i tempi di approvazione di tali farmaci sono difficili da prevedere.

“Lo sviluppatore ci ha effettivamente contattati, stiamo discutendo con questi le possibilità di ulteriori interazioni con l’Agenzia. Se e quando l’EMA fornirà indicazioni allo sviluppatore, aggiorneremo la lista sul nostro sito web. I tempi per l’autorizzazione dei vaccini sono difficili da predire”, ha dichiarato un portavoce del servizio stampa del regolatore europeo dei farmaci.

Allo stesso tempo, ha sottolineato che l’Agenzia europea per i medicinali e altri regolatori nell’Unione europea stanno concentrando le risorse per accelerare questo processo e ridurre i tempi per studiare e autorizzare i vaccini contro il COVID-19.

Uno dei problemi principali riscontrati ad oggi dall’EMA è la mancanza di informazioni sul vaccino Sputnik V di fabbricazione russa, ha riferito a Interfax un rappresentante della Commissione europea.

Martedì scorso, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che a breve la CE approverà un contratto per il vaccino di Moderna. Sarà il sesto vaccino candidato nel portafoglio dell’UE e la Commissione europea sta proseguendo i negoziati con altre aziende. In precedenza, sono stati conclusi contratti per i vaccini BioNTech, CureVac, AstraZenica, Johnson & Johnson e Sanofi-GSK.

Secondo von der Leyen, il portafoglio di vaccini dell’UE è “il più completo al mondo”.

Nel frattempo continua la corsa al vaccino. Ad oggi sono ben due i vaccini prodotti e registrati ufficialmente dalla Federazione Russa. Un terzo vaccino, ancora in fase di sperimentazione, dovrebbe essere registrato prossimamente, secondo quanto dichiarato dalle autorità russe.

Il primo vaccino, lo Sputnik V appunto, elaborato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti, è diventato il primo vaccino registrato al mondo contro il coronavirus l’11 agosto. Il vaccino prevede l’iniezione di 2 dosi con un intervallo di tre settimane. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. Alla fine di settembre, il direttore regionale europeo dell’OMS, Hans Kluge, ha ringraziato la Russia per i suoi “eccellenti sforzi profusi nella creazione di un vaccino sicuro ed efficace per la comunità internazionale”.

È uno dei dieci vaccini in via di sviluppo più vicini alla fine della terza fase delle sperimentazioni cliniche e all’inizio della produzione di massa. La Russia ha inviato una richiesta all’OMS per accelerare la registrazione e la pre-certificazione del vaccino. La prima analisi provvisoria dei dati della terza fase degli studi clinici nella Federazione Russa ha dimostrato l’efficacia del vaccino Sputnik V ad un livello del 92%.

Il secondo vaccino russo per il coronavirus, denominato “EpiVacCorona”, è stato ufficialmente registrato dal Centro scientifico nazionale di virologia e biotecnologie Vektor di Novosibirsk il 14 ottobre. Lo ha annunciato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Il terzo preparato, per il quale il 19 ottobre inizierà la seconda fase di sperimentazioni cliniche, è invece in fase di sviluppo presso il Centro per la ricerca e lo sviluppo di farmaci immunobiologici M.P. Chumakov dell’Accademia delle Scienze russa. 


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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